CONDIZIONI POCO FAVOREVOLI - La Toyota Australia tira i remi in barca. La produzione locale della Camry, Camry Hybrid (qui sopra la fabbrica) e dei motori a quattro cilindri cesserà entro la fine del 2017. Gli elevati costi di produzione e le basse economie di scala sommate alla forza del dollaro australiano che rende le esportazioni poco redditizie, le cause della dolorosa decisione. Secondo una prima stima, effettuata dal ministro dell’industria Ian McFarlane, si perderanno circa 30.000 posti di lavoro nel settore automobilistico in meno di tre anni. E mentre il primo ministro australiano Tony Abbot risponde alla notizia con tono di sfida, “per un’azienda che chiude ce ne sono altre che aprono, la sfida del governo è garantire la creazione di più posti di lavoro di quanti se ne perdano”, il leader dell’opposizione Bill Shorten non usa mezzi termini, accusando il governo Abbot di aver ucciso l’industria automobilistica australiana.
IN “BUONA” COMPAGNIA - L’annuncio della Toyota s’inserisce nella già turbolenta situazione dell’industria automobilistica australiana. Risale al maggio scorso la decisione della Ford di voler cessare la produzione entro l’ottobre 2016 con il licenziamento di 1.200 lavoratori, a dicembre è invece toccato alla Holden (General Motors) alzare bandiera bianca con 2.900 posti di lavoro che andranno persi nel 2017. Il rischio di una recessione economica lungo la costa sud-orientale dell’Australia si fa sempre più concreto.