“Gli Stati Uniti e l’Unione Europea intendono accettare e riconoscere reciprocamente i rispettivi standard”. C’è anche questo passaggio, scoperto dall’agenzia Bloomberg, nella dichiarazione congiunta di pochi giorni fa con cui Washington e Bruxelles hanno annunciato di aver trovato l’accordo per i dazi USA da applicare alle auto prodotte in Europa. Se ciò dovesse effettivamente realizzarsi, le due regioni potrebbero adottare gli stessi risultati dei test di sicurezza e i medesimi dati di omologazione per consumi ed emissioni su entrambi i lati dell’Atlantico. Se l’accordo dovesse diventare effettivo, il pickup Ford F-150 potrebbe essere venduto nel Vecchio Continente senza modifiche, così come qualsiasi altra vettura europea sarebbe esportabile senza problemi.
A livello economico, un accordo di questo tipo ridurrebbe notevolmente i costi di omologazione. I potenziali cambiamenti consentirebbero alle case automobilistiche statunitensi di spedire i loro veicoli in Europa, e viceversa, senza necessità di rispettare le normative diverse. Il vantaggio sarebbe soprattutto per i costruttori americani, che hanno standard di omologazione inferiori rispetto ai nostri (per esempio in tema di collisioni con i pedoni non sono richiesti cofani collassabili o paraurti speciali).
Tuttavia anche le case europee avrebbero dei vantaggi: per esempio negli USA servono paraurti e sistemi di attenuazione delle collisioni posteriori più robusti, sistemi elettronici di sicurezza obbligatori diversi, illuminazioni specifiche. Generalizzando si può dire che gli standard americani si concentrano maggiormente sulla sicurezza degli occupanti dei veicoli, mentre quelli europei prestano maggiore attenzione anche ai pedoni. Per quanto riguarda le emissioni, al di là dell’oceano sono gli ossidi d’azoto (NOx) il nemico da combattere, mentre da noi il focus è sulla CO2 emessa.





















