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I veri problemi della Tesla? I troppi robot in fabbrica

30 marzo 2018

Secondo chi studia la società americana, a creare problemi nel suo funzionamento sono gli intoppi tecnici sulle linee di assemblaggio.

I veri problemi della Tesla? I troppi robot in fabbrica

LINEE DI MONTAGGIO - Tecnologia, elettronica, innovazione, capacità di vedere il futuro: tutte caratteristiche indispensabili per l’economia degli anni duemila, ma sempre senza dimenticare che fondamentale è e rimane la capacità di produrre industrialmente bene, fattore determinante per qualsiasi comparto merceologico, ma essenziale per prodotti complessi come le automobili. Ultima riprova di ciò la si ha nelle recenti vicende della Tesla, campione di modernità e lungimiranza ma anche colpita da problematiche più tradizionali, come appunto le difficoltà a far lavorare con piena efficienza le linee di montaggio. 

AUTOMAZIONE ECCESSIVA? - Nel valutare le performance della società californiana leader nell’auto elettrica, gli analisti di settore automotive del mondo finanziario di Wall Street pare concordino nell’individuare il punto debole della società nel suo apparato industriale e nelle modalità di produrre. Più in particolare nell’eccessivo ricorso all’automazione (robot) per assemblare le auto. 

QUALITÀ E QUANTITÀ - Secondo queste analisi, su cui concordano in molti, il sistema di assemblaggio basato sui robot presenta almeno due difetti di fondo. Il primo è legato alla qualità del prodotto finito, nel senso che un ciclo d’assemblaggio interamente affidato alle macchine crea problemi non piccoli per la necessità che i numerosi momenti del percorso produttivo “dialoghino” con efficienza. Nonostante che la Tesla non abbia mai fatto visitare la propria fabbrica, gli analisti di Wall Street fanno intendere di sapere che i problemi sono molti, con conseguenza sulle qualità delle auto. E soprattutto proprio questa difettosità sarebbe all’origine del ripetuto rinvio dell’avvio della produzione della Model 3, cioè l’auto chiamata a far compiere alla Tesla il salto di qualità dalla produzione di nicchia ai grandi numeri. 

AMMISSIONI - Va detto che queste difficoltà non sono soltanto frutto delle valutazioni degli analisti: lo stesso Musk, fondatore e capo della Tesla, recentemente ha affermato che i problemi per la Model 3 risiedono appunto nella linea di assemblaggio. Musk aveva affermato che ogni auto contiene decine di migliaia di componenti e la messa a punto di tutto il ciclo produttivo è particolarmente complesso. Una osservazione quest’ultima che può essere suonata come la scoperta dell’acqua calda per il mondo dell’industria automobilistica tradizionale, che con questa realtà si confronta da decenni.

SISTEMA RIGIDO - Ma c’è un altro aspetto negativo della forte - praticamente totale - automazione del lavoro di assemblaggio delle linee Tesla. Si tratta della rigidità della struttura. Questo sempre secondo gli analisti. Secondo questi ultimi la casa californiana sarebbe in difficoltà a variare i ritmi di produzione (che devono essere aumentati in seguito alla forte domanda proveniente dal mercato). In pratica il complesso sistema fatto di robot interfacciati a robot renderebbe difficile “cambiar marcia” e accelerare la produzione. Ad affermarlo sono studiosi di rango, come quelli della banca d’affari Bernstein (Max Warburton e Toni Sacconaghi). Così ha infatti scritto il periodico Business Insider.

RISPARMI SCIUPATI - Emblematico ciò che i due analisti specializzati affermano a proposito dell’impiego totalizzante dei robot: i giapponesi, ricorrono molto meno ai robot perché hanno constatato che a conti fatti la cosa si rivela  “costosa e statisticamente inversamente proporzionale alla qualità”. Tanto che la società finisce con il dover assumere ingegneri esperti in linee di montaggio e di fabbriche di auto per affrontare i problemi che si pongono per l’eccessiva robotizzazione. E in questo modo vengono vanificati i vantaggi consentiti dai robot in tema di risparmio di spese per manodopera operaia. 

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Ritratto di Giuliopedrali
30 marzo 2018 - 18:20
Fosse solo questo...
Ritratto di GuidoFiatDal19xx
31 marzo 2018 - 18:00
Avranno i robot a batteria e con guida autonoma!!
Ritratto di dreamerofcars
31 marzo 2018 - 21:29
wall street che individua il punto debole nell'eccessivo ricorso all'automazione? Questa e' una notizia. Quest'azienda che dovrebbe rappresentare il futuro (a detta di alcuni) sta subendo non pochi attacchi in questi giorni. Cambio di strategia ai vertici?
Ritratto di GuidoFiatDal19xx
31 marzo 2018 - 22:54
Chiunque altro in quelle condizioni sarebbe con i libri in tribunale da un pezzo. Rappresenta il futuro? Spero proprio di no, lo schema ponzi è un po vecchiotto.
Ritratto di Bruno91
31 marzo 2018 - 23:23
1
E costano pure tutti quei soldi ste Tesla.
Ritratto di otttoz
1 aprile 2018 - 08:15
se poi diventerà un problema trovare il litio si potrà tornare alle batterie al piombo o Ni-nacl. si potranno predisporre carrelli da trainare in ogni distributore, contenenti batterie sempre cariche. quando si sta finendo la carica si andra alla stazione di servizio e si cambierà carrello in un amen!
Ritratto di lucios
1 aprile 2018 - 08:32
4
Però, se gli analisti di Wall Street non sono stati in fabbrica, sono solo ipotesi quelle che fanno? Come si fa ad enfatizzare una cosa del genere solo su supposizioni e ipotesi, per quanto siano fatte da persone esperte? Insomma TUTTE IPOTESI! Con questo, non voglio sminuire il fatto che, forse, si sa fatto il passo più lungo della gamba.
Ritratto di Zot27
1 aprile 2018 - 12:45
Gli analisti di Wall Street servono solo a far muovere il titolo, altrimenti come farebbero gli azionisti a guadagnare parecchi soldi
Ritratto di giorgionash
1 aprile 2018 - 10:27
per me un azienda che produce con soli robot, non è azienda perchè manca la manodopera umana... i robot fino ad un certo punto ma poi... stop
Ritratto di VEIIDS
2 aprile 2018 - 13:13
Hai praticamente emulato il famoso "ho detto tutto" di Peppino De Filippo. Complimenti!
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