C’era grande attesa per il debutto di Max Verstappen alla 24 Ore del Nürburgring 2026. Il quattro volte campione del mondo in Formula 1 non ha tradito le attese, dimostrando che il suo talento non conosce confini, la Nordschleife ha confermato la sua fama di pista spietata. Quello che sembrava un debutto trionfale per pilota olandese si è trasformato in una beffa meccanica a poche ore dal termine, lasciando l’amaro in bocca agli oltre 350.000 spettatori (record assoluto per l’evento), molti dei quali accorsi per vedere Verstappen in azione.

Nonostante una qualifica che li vedeva scattare dalla quarta posizione, Verstappen e i suoi compagni di squadra sulla Mercedes-AMG GT3 numero 3 (Jules Gounon, Dani Juncadella e Lucas Auer) hanno messo in scena una progressione inarrestabile. Max, in particolare, ha impressionato gli specialisti dell’endurance: nel suo primo stint è risalito dalla decima alla prima posizione, regalando brividi con un sorpasso all’esterno sull’erba.
È stato però durante la notte che Verstappen ha scavato il solco definitivo: girando con un ritmo da qualifica nonostante il traffico delle classi minori e le insidie della pista, ha consegnato la vettura ai compagni in prima posizione e con un vantaggio rassicurante. Nelle prime ore del mattino, la vittoria sembrava ormai un affare privato tra la Mercedes numero 3 e la “gemella” numero 80.

Il dramma sportivo è iniziato quando mancavano poco più di tre ore alla fine. Dani Juncadella, appena subentrato a Verstappen, ha avvertito i primi segnali di cedimento: prima un messaggio di errore all’elettronica, poi la disattivazione dell’ABS. Lo spagnolo ha tentato di proseguire regolando la ripartizione di frenata, ma poco dopo l’auto è diventata inguidabile a causa della rottura del semiasse.
La riparazione nel garage è durata quasi quattro ore, facendo scivolare l’equipaggio dal comando della corsa fino al 38° posto finale. Nonostante il verdetto severo, il team ha scelto di rimettere in pista la vettura per un ultimo giro d’onore, permettendo a Juncadella di tagliare il traguardo.

A festeggiare sul gradino più alto del podio è stata l’altra Mercedes-AMG GT3, la numero 80 del team Ravenol guidata da Maro Engel, Luca Stolz, Fabian Schiller e Maxime Martin. Il podio è stato completato dalla Lamborghini Huracan numero 84 e dall’Aston Martin numero 34. Juncadella ha smentito le voci secondo cui un contatto avvenuto ore prima tra Verstappen ed Engel avrebbe causato il guasto: “È semplicemente il motorsport, sono cose che capitano”.
Lo stesso Verstappen si è detto soddisfatto dell’esperienza: "Concludere così lascia molta amarezza, ma fa parte delle corse. L’esperienza è stata fantastica e mi sono divertito parecchio”. L’olandese ha già promesso che proverà a tornare l’anno prossimo, impegni di Formula 1 permettendo.








