PER ALTRE DUE EDIZIONI - La piattaforma modulare MQB (nelle foto) verrà utilizzata dal gruppo Volkswagen per ancora molti anni, fino a quando non arriveranno sul mercato le due edizioni successive ai modelli oggi in vendita: la Golf, ad esempio, sarà basata sull'ossatura MQB anche per i modelli attesi indicativamente nel 2019 (l'ottava serie) e nel 2025-2026 (nona serie). Lo ha annunciato Herbert Diess, responsabile del marchio Volkswagen, che al quotidiano tedesco Boersen-Zeitung ha rivelato che la base MQB può durare a lungo senza la necessità di essere aggiornata in maniera sostanziale. La piattaforma MQB è stata lanciata nel 2012, può essere adattata a varie tipologie di modelli e equipaggia molte vetture del gruppo con motore anteriore trasversale, dei marchi Audi, Seat, Skoda e Volkswagen.
SU I GUADAGNI - La decisione va inquadrata in un’ampia politica di riduzione dei costi, successiva anche allo scandalo Dieselgate, che garantirà di conseguenza un aumento dei ricavi: l’obiettivo ultimo di Diess, secondo quanto riferisce il sito Autonews, consiste nel portare il margine di guadagno per automobile venduta dall’attuale 2% al 4% del 2020. Le aziende concorrenti, fra cui ad esempio le Ford, General Motors e Renault, si attestano in media al 6%. Il gruppo intende basare sulla piattaforma MQB un numero crescente di automobili, portando il numero totale dai 2 milioni del 2014 agli oltre 7 milioni del 2018: fra questi ci saranno la nuova generazione della suv Audi Q3, la Seat Ibiza e la nuova suv della Volkswagen per il Nord America, in vendita con il nome Atlas. Quest’ultima, lunga 504 cm, sarà il modello più lungo basato sulla MQB.









































