FATTURATO RECORD - Incontenibile Volkswagen. Incontentabile finanza. L’altro giorno il titolo azionario Volkswagen (nella foto sopra il quartier generale di Wolfsburg con annessa fabbrica) alla Borsa di Francoforte ha segnato una perdita del 7%. Mica poco. Forse ci c’erano state cattive notizie provenienti da Wolfsburg, sede centrale della casa tedesca? No. Anzi. L’appuntamento per la presentazione dei risultati 2012 aveva celebrato in gran fanfara dei conti quasi incredibili in rapporto alla situazione complessiva dell’industria dell’auto europea, a cui la Volkswagen pur appartiene. Ben 9.345.000 quelli venduti (+11,8%), 9.255.000 le unità prodotte (+9,0%). Il tutto per 192,7 miliardi di euro di fatturato, pari a un incremento del 20,9%.
CRESCITA ECONOMICA E IN IMPIANTI - L’utile operativo è passato da 11,3 a 11,5 miliardi di euro, con un miglioramento del 2,1%. L’utile ante imposte è cresciuto del 34,7%, passando da 18,926 miliardi a 25,492 miliardi, e ancora più forte è stato l’aumento dell’utile dopo le imposte, lievitato del 38,5% arrivando a 21,884 miliardi. La liquidità a fine 2012 era di 10,571 miliardi, pari a un calo del 37,6% rispetto al 2011.

GRUPPO PIÙ AMPIO - Il Consiglio di amministrazione e il comitato di sorveglianza hanno presentato questi dati sottolineando come essi siano stati realizzati in un anno non facile, che comunque ha visto la definitiva acquisizione della Porsche, quella della Ducati e l’aumento della quota azionaria nella MAN, casa tedesca costruttrice di mezzi pesanti. Un quadro che si è tradotto in un aumento del personale occupato da 501.956 a 549.763 addetti (9,5% in più). Tutto ciò oltre al potenziamento delle strutture produttive nel mondo con nuovi impianti e ammodernamenti di altri. In prospettiva è stato anche affermato che i 10,571 miliardi di liquidità disponibile consentono di guardare in modo positivo alle necessità di investimento del futuro.
MA C’È CHI SI ASPETTAVA DI PIÙ - Dunque risultati che la maggior parte degli osservatori economici ha presentato con la classica formula “non hanno bisogno di commenti”, tanto sono positivi. E però evidentemente non sono bastati a qualche investitore, che fa più conto sulle previsioni degli analisti, i quali avevano previsto un utile di 22,375 miliardi di euro, quindi un po’ superiore a quello effettivamente registrato. Da lì sarebbero venute le vendite in borsa con calo della quotazione, e dire che per ogni azione, come proposto dal consiglio d’amministrazione, è stato deciso un dividendo di 3,5 euro. Ciò assieme a obiettivi per il 2013 previsti dal management come analoghi al 2013.