RISPOSTA ALLA CRISI - Cinquanta miliardi sono una quantità enorme di denaro, ma lo sono ancora di più se si pensa alla crisi si fa sentire anche sull'industria automobilistica tedesca. Una situazione in cui non stupirebbe se da parte del management tedesco ci fosse un atteggiamento di attesa, per vedere se se le prospettive si facessero più chiare. Invece no. La risposta ai dubbi, ai problemi e alle incertezze, da parte del gruppo Volkswagen, è stato di segno esattamente opposto. Unica cosa che testimonia il momento è il periodo interessato al piano di investimenti: tre anni anziché i consueti cinque.
GUARDANDO AL FUTURO - Del resto la spiegazione di questo approccio - non poco coraggioso, con l’aria che tira - è venuto direttamente da Martin Winterkorn, grande capo del gruppo Volkswagen (secondo da destra nella foto in alto, relativa all'annuncio): “Investiamo come non abbiamo mai fatto per riuscire a realizzare i nostri obiettivi di lungo termine” ha detto.
CINA A PARTE - Il grande investimento deciso riguarda tutto il settore automotive del gruppo, a parte la joint venture a cui la Volkswagen partecipa in Cina; non perché la realtà cinese non richieda investimenti, ma perché gli interventi su quello scenario sono a parte, e provengono dalla stesa joint venture cino-tedesca, e sono altri 9,8 miliardi di euro.
DALLE GT AI CAMION - A proposito dei contenuti del piano va precisato che nei 50,2 miliardi di euro previsti sono comprese gli interventi per la Porsche e per la Man (la casa costruttrice di camion acquisita dal gruppo). Come tipologie, 39,2 miliardi sono destinati a operazioni relative agli impianti e alle attrezzature (il 60% nei 27 stabilimenti che il gruppo ha in Germania).
NON SOLO FABBRICHE - Tra le operazioni più rilevanti previste, ci sono il nuovo stabilimento Audi in Messico e il potenziamento di quello Porsche a Lipsia, per la produzione della Macan e di un maggior numero di cambi. Cìè poi lo sviluppo dei veicoli ibridi ed elettrici. Senza comunque dimenticare i settori collaterali alla produzione vera e propria, come il controllo qualità, la rete di vendita, l’organizzazione per la distribuzione dei ricambi e la tecnologia informatica.













































