ADATTA ALLE PICCOLE - In vista dell’allargamento della sua gamma con modelli di misure più contenute, la
Volvo ha messo a punto una nuova
piattaforma definita
CMA (Compact Modular Architecture,
foto qui sotto) derivata da quella già nota SPA (Scalable Product Architecture), impiegata per i modelli più grandi fino alla serie 60. Il pianale CMA viene presentato in questi giorni e il primo modello che lo impiegherà vedrà la luce nel 2017. Secondo le indiscrezioni sarà su una crossover di dimensioni compatte. Con la nuova piattaforma CMA la Volvo è in condizioni di proporre una gamma completamente realizzata su pianali modulari e tutti con la stessa logica costruttiva. Oltre a ciò il ricorso alle due piattaforme SPA e CMA permetterà alla casa svedese di articolare la sua offerta in vari modelli di diversa personalità commerciale.
OBIETTIVO 800 MILA VEICOLI - Ciò è indispensabile per puntare alla concretizzazione degli ambiziosi programmi che la Volvo si è data: raggiungere un livello di vendite di 800 mila unità all’anno entro i prossimi quattro anni (nel 2014 la Volvo ha venduto nel mondo 465.866 auto). Tale traguardo significa che i prossimi anni vedranno il lancio di numerosi nuovi modelli, così da avere una gamma completamente rinnovata e completa, tutta basata sulle due piattaforme “made in Volvo”. Attualmente la casa svedese, tranne che per la XC90, impiega ancora piattaforme di origine Ford, eredità di quando faceva parte del gruppo americano.
SU STRADA NEL 2017 - Il primo modello di questa strategia ha già visto la luce: è la Volvo XC90, realizzata sulla base della piattaforma SPA, e la nuova tappa della strategia sarà la S90, nuovo modello di berlina di prestigio del marchio scandinavo. Successivamente, con i modelli compatti progettati sulla base della piattaforma CMA la Volvo proporrà vetture di dimensioni più contenute. Pur con le diverse piattaforme SPA e CMA, i modelli Volvo condivideranno i sistemi moto-propulsivi, cioè motori e cambi, comprese le soluzioni ibride plug-in. La casa svedese ha infatti annunciato che tutti i suoi modelli saranno proposti con le due motorizzazioni: termica e ibrida.
L'ERA DELL'ELETTRIFICAZIONE - A proposito dell’impiego di motori elettrici, contemporaneamente al lancio della nuova piattaforma, la Volvo ha voluto rendere noti i suoi programmi in materia di “elettrificazione” della sua gamma. I piani per i prossimi anni prevedono l’offerta appunto di una intera gamma di modelli ibridi plug-in e il lancio di un modello esclusivamente elettrico per il 2019.
IL 10% DI VENDITE “IBRIDE” - Gli obiettivi che la casa svedese si è data per il medio termine parlano di una quota di vendite del 10% per le auto ibride. In tutto questo saranno parte essenziale le due piattaforme SPA e CMA, concepite per poter essere impiegate appunto su modelli ibridi ed elettrici al 100%. Dopo l’introduzione della suv ibrida ricaricabile XC90 T8 Twin Engine (43 km di autonomia esclusivamente “elettrica”), le successive tappe di questo processo di “elettrificazione” saranno le versioni ibride delle serie 90 e 60, realizzate sulla base della piattaforma SPA. Con l’altra piattaforma più compatta, la CMA, sarà impiegata per la serie 40, anch’essa offerta con la soluzione ibrida. Oltre a ciò ci sarà anche una variante di Volvo a trazione anteriore, anche in questo caso con sistema di trazione ibrido.
UNIFORMITÀ - Per tutte le Volvo, grandi o compatte, ci saranno poi gli stessi sistemi multimediali e gli stessi standard di sicurezza. Questi ultimi prevedono che le auto del marchio siano realizzate con caratteristiche tali che entro il 2020 consentano di evitare morti e feriti tra chi viaggia in Volvo.
STRUMENTO DI RISPARMIO - Come per tutti gli altri casi di nuove piattaforme di veicoli, anche le nuove architetture SPA e CMA sono destinate a essere fonte di risparmi. Grazie alle modalità del ciclo produttivo possibile con il loro impiego, la Volvo potrà compiere importanti economia nella fase della produzione.