La 6 ore di Spa-Francorchamps è la seconda tappa del WEC 2026. L’iconico circuito si caratterizza per il bosco delle Ardenne, il meteo che può cambiare in modo repentino e, soprattutto, per le curve che lo rendono imprevedibile. Si tratta della la prova generale più importante prima della 24 Ore di Le Mans.

Il campionato arriva in Belgio con una sola gara alle spalle. A Imola ha vinto Toyota davanti a Ferrari. Il rinvio della 1812 km del Qatar ha compresso il calendario e ha alzato il peso di ogni tappa. I 7 km del tracciato belga, con 20 curve, 9 a sinistra e 11 a destra, diventano così un solido banco di prova.
La Ferrari arriva a Spa da campione del mondo in carica e con un precedente favorevole fresco. Nel 2025 la 499P numero 51 vinse proprio qui, aprendo una stagione memorabile per Maranello. Ma il circuito belga non concede nulla per diritto acquisito e la Toyota GR010 Hybrid ha già dimostrato a Imola di essere avversario da temere e rispettare.

Le qualifiche, che sono andate in scena oggi, hanno visto la clamorosa affermazione della Peugeot con Malthe Jakobsen che ha firmato un primo posto storico, riportando la Peugeot 9X8 davanti a tutti nel WEC dopo 32 anni. Nonostante un testacoda iniziale al Raidillon che ha rischiato di compromettere la sessione, il giovane talento danese ha battuto la Cadillac di Will Stevens per soli 43 millesimi in un finale al cardiopalma. Mentre Peugeot celebra questo traguardo, i colossi Ferrari e Toyota hanno deluso le aspettative, restando quasi totalmente esclusi dalla lotta per la Hyperpole.
Antonio Fuoco, che condivide la Ferrari n°50 con Miguel Molina e Nicklas Nielsen, fermare i cronometri in 2'01"117, conquistando così l’ottava casella in griglia di partenza, con un gap di +0.464 rispetto alla pole position. Settima fila per il trio formato dai piloti ufficiali Ferrari Yifei Ye e Phil Hanson, insieme a Kubica, e ottava per il trio formato da Giovinazzi, Alessandro Pier Guidi e James Calado.

Le Toyota hanno vissuto una qualifica difficile sul circuito belga, faticando a trovare il ritmo necessario per competere con i primi. Entrambe le vetture giapponesi sono rimaste escluse dalla Hyperpole: la n°7 si è piazzata undicesima, mentre la n°8 non è andata oltre il quindicesimo tempo.


