PRIMO CONTATTO

Hyundai Veloster: è tutto, fuorché banale

Un po’ coupé e un po’ berlina, l’auto “asimmetrica” della Hyundai ha una porta a sinistra e due a destra. Agile e precisa, sprizza personalità da tutti i pori, ma non dal motore.

13 giugno 2011

Listino prezzi Hyundai Veloster non disponibile

  • Prezzo (al momento del test)

    21000  circa
  • Consumo medio

    15,4 km/l
  • Emissioni di CO2

    142 grammi/km
  • Euro

    5
Hyundai Veloster
Hyundai Veloster 1.6 GDi Comfort
Non teme le europee

Gli ultimi due anni sono stati quelli della svolta per la Hyundai. Ha ridefinito la sua gamma presentando una pletora di nuovi modelli, ha rivoluzionato il suo design virando con decisione verso uno stile più europeo, e ha pure modificato la sua “filosofia” privilegiando la qualità costruttiva e la ricchezza della dotazione, senza caricare la mano sul prezzo. I risultati le stanno dando ragione: negli ultimi anni è salita dal decimo al quinto posto nella graduatoria mondiale dei costruttori di automobili, e ora non ha paura di osare. 
Prendiamo la Hyundai Veloster (si pronuncia con l’accento sulla “o”): una vettura innovativa, coraggiosa e decisamente “trasversale”. Per dimensioni (è lunga 422 cm) e funzionalità si pone in lizza con compatte come Peugeot 308, VW Golf eccetera, per originalità e carattere compete direttamente con coupé come Opel Astra GTC, Renault Mégane e Volkswagen Scirocco, e si spinge addirittura a “infastidire” piccole sportive come l’Alfa Romeo MiTo.

Punti di forza

Le frecce nella faretra della Hyundai Veloster sono tante: si tratta, infatti, di una “quasi crossover” che può soddisfare le esigenze sia di chi cerca una coupé sfiziosa per distinguersi dalla massa, sia di chi vuole una comoda due volumi fuori dagli schemi, ma comunque pratica e confortevole. Una vettura dall’estetica decisamente intrigante e così originale da far discutere, caratterizzata dalla curiosa soluzione delle tre porte: una più lunga dal lato guida e due dal lato opposto (non a caso la Hyundai ha ribattezzato la Veloster “1+2”), con quella dietro neanche tanto piccola, per agevolare l’accesso. 

Da rimarcare anche la garanzia “Tripla 5” (cioè di cinque anni con chilometri illimitati, e un periodo altrettanto lungo per l’assistenza stradale con recupero del veicolo in caso di incidente e per i controlli gratuiti), con l’aggiunta del patto “Impegno Hyundai” (che recita: se la macchina non dovesse piacerti, avrai tempo un mese per riportarla dal concessionario ed essere completamente rimborsato).

Catalizza gli sguardi

Fiancata alta, movimentata dai passaruota muscolosi e pronunciati e da una marcata incavatura ricurva alla base delle portiere, un aggressivo frontale, dominato da una grande presa d’aria esagonale e da moderni e lunghi fari con luci diurne a led; tetto molto inclinato e in cristallo, che si fonde nel lunotto con un accenno di spoiler; coda tronca (tipo hatchback) con fanali vistosamente incavati e con uno spigoloso terminale di scarico sdoppiato disposto al centro di un finto, ma aggressivo, estrattore d’aria: tutto nella Hyundai Veloster esprime compiutamente la nuova filosofia del marchio coreano, sintetizzata dallo slogan “New thinking, new possibilities”, ovverosia cercare di andare oltre le convenzioni con un punto di vista differente. E d’altronde, come potrebbe essere altrimenti per un marchio il cui nome, in coreano, significa “modernità”?

Primo assaggio

Abbiamo avuto l’occasione di provare in anteprima un esemplare di preserie dell’atipica Hyundai Veloster, sia in un variegato tragitto sulle autostrade tedesche (a velocità libera), sia in un circuito di handling ricavato all’interno dell’autodromo di Hockenheim, dove abbiamo anche avuto l’opportunità di effettuare una serie di test per verificarne la maneggevolezza e la tenuta di strada sul bagnato, nonché il feeling e le prestazioni in frenata su fondi a bassa aderenza.  Al momento, la dotazione degli allestimenti (che probabilmente saranno denominati Comfort e Sport) non è ancora stata definita, ma possiamo anticipare che comprenderanno sei airbag, “clima”, Esp (con sistema di assistenza alla frenata e alle partenze in salita), oltre a optional come il sistema ISG (Start&Stop) con la gestione intelligente dell’alternatore per il recupero dell’energia nelle decelerazioni, i cerchi in lega leggera di 18” (in luogo di quelli di 17” di serie), il tetto apribile panoramico in cristallo, e i sedili elegantemente rivestiti in pelle (con quello dal lato guida regolabile elettricamente).

Si illumina d'azzurro

Se all’esterno, mascherina a parte, la Hyundai Veloster non assomiglia a nessun’altra Hyundai, nell’abitacolo ci si ritrova in un ambiente con il family feeling tipico della casa coreana, a cominciare dalla plancia, movimentata da linee che confluiscono nella prominente consolle centrale con andamento a “V”. Tutto orbita attorno al grande schermo del navigatore di 7 pollici (cuore di un sistema multimediale con un’amplissima gamma di connessioni) contornato dalle bocchette della climatizzazione e dai comandi del ventilatore. In basso, in posizione insolita, il pulsantone per l’avviamento e l’arresto del motore, dotato di chiave elettronica. Da segnalare lo sportivo cruscotto (con illuminazione azzurra) con struttura “a binocolo”, e il tunnel centrale dotato di due solide maniglie di appiglio laterali (come nelle fuoristrada), che fanno il paio con quelle ancor più robuste nei pannelli porta.

Ci si trova ospitati in sedili sportivi dalla seduta non troppo bassa, ben conformati e piacevolmente aderenti alla schiena. A dispetto delle compatte dimensioni esterne, all’interno lo spazio è abbondante: i sedili anteriori hanno un’ampia escursione longitudinale e permettono di arretrare a piacimento, mentre dietro è sorprendente l’agio per le gambe che si possono quasi accavallare (e non c’è neppure il tunnel sul pavimento a infastidire). Solo in altezza manca qualche centimetro per gli spilungoni (da 180 cm in su) a causa della forte inclinazione del tetto verso la coda. In aggiunta, l’ampiezza dell’abitacolo non penalizza la capienza del baule (al quale si accede da un comodo portellone), che può essere aumentata a oltre mille litri reclinando lo schienale del divano (diviso in due sezioni 60:40). Peccato che la visibilità posteriore lasci a desiderare sulla Hyundai Veloster a causa della larghezza dei montanti e della presenza dello spoiler, che taglia sui due terzi l’inquadratura del lunotto.

Sicura sul veloce

In autostrada la Hyundai Veloster si è dimostrata già molto a punto, piacevolmente silenziosa (a 130 km/h il motore lavora attorno ai 3250 giri), e soprattutto stabile, oltre che dotata di uno sterzo davvero solido. Nel corso di un allungo siamo riusciti a raggiungere i 200 km/h, indicati in quinta a 6200 giri, corrispondenti a 5300 giri in sesta (la Hyundai dichiara una velocità massima di 201 km/h e uno scatto da 0 a 100 orari in 9,7 secondi). Tuttavia, il motore (che si irruvidisce quando si tirano a fondo le marce) non è propriamente un fulmine di guerra: per essere un aspirato, la potenza c’è, ma ha un temperamento tutt’altro che grintoso: il regime sale con costanza da 2500 fino a 6500 giri e, volendo, ci si può spingere anche a 6900 giri (dove interviene il limitatore), ma non è redditizio. Gradevole anche la dolcezza del comando del cambio, assecondato da una frizione altrettanto morbida.

Agile fra le curve

Lunga come una Golf, la Hyundai Veloster si guida bene nei percorsi stretti e tortuosi, grazie anche allo sterzo piuttosto diretto e davvero preciso. Le sospensioni sono rigide sulle piccole imperfezioni del fondo, controllate nel beccheggio e nel rollio, ma non sempre ben smorzate sulle ampie ondulazioni. Le prime frenate portano quasi a “pensare male”, perché l’intervento un po’ brusco dei freni rischia di sbilanciare l’assetto nelle frenate più decise se le ruote non sono bene allineate. Ma poi il lavoro dei quattro dischi si rivela potente e piacevolmente progressivo, nonché ben modulabile sotto sforzo.

In vendita da settembre

La Hyundai Veloster dovrebbe arrivare nelle concessionarie ai primi di settembre, a un prezzo base oscillante fra i 21 e i 22.000 euro. Per il momento è disponibile solo col 1.6 aspirato a iniezione diretta, ma da fine anno ci sarà anche una versione con cambio robotizzato a doppia frizione e a sei marce DCT (il primo mai montato dalla Hyundai) che ne accentuerà la sportività (la casa promette un miglioramento nei consumi del 5-6% e dal 3 al 7% nell’accelerazione da fermo).

 
Secondo noi

PREGI
> Agilità. Duttile e maneggevole, la Veloster è piacevolissima da guidare su misto stretto, dimostra un’ottima tenuta di strada e l’Esp ha interventi ben calibrati. 
> Spazio. Notevole ai posti anteriori, dove c’è ampia possibilità di arretrare, e sorprendente dietro, specie per le gambe, dato il tipo di vettura.
> Sterzo. Piacevolmente diretto, senza essere eccessivamente pronto, mantiene una buona precisione anche alle velocità più elevate. 

DIFETTI
> Motore. Anche se non è propriamente bolso, manca di vigore ai medi regimi e non è irresistibile in allungo. 
> Visibilità posteriore. È penalizzata dai montanti, dalla bombatura della coda e, soprattutto, dalla presenza dello spoiler che taglia a metà l’inquadratura. 
> Materiali. Anche se la Veloster che abbiamo provato era un esemplare di preserie, sono risultati evidenti alti e bassi negli assemblaggi e nella qualità delle plastiche.  

 

SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 1.591
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 103 (140)/6300
Coppia max Nm/giri 167/4850
Emissione di CO2 grammi/km 142
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilenti
Freni posteriori dischi
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 422/179/140
Passo cm 265
Peso in ordine di marcia kg n. d.
Capacità bagagliaio litri 320/1015
Pneumatici (di serie) 215/45 R 17
Hyundai Veloster
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Ritratto di fastidio
13 giugno 2011 - 10:30
3
viste sulle varie riviste mi sembrava una proposta interessante e sopratutto la linea non mi dispiaceva ma quando l'ho vista dal vero lo scorso aprile al fuorisalone di milano ho cambiato parere, la parte frontale mi piace ma il posteriore è troppo elaborato, probabilmente se non avessero fatto le svasature vicino ai fanali posteriori sarebbe stato meglio..resta poi il fatto che un coupè dovrebbe ispirare sportività invece questa a mio parere sembra più una tanto di moda crossover che però non è ne una cosa ne l'altra..
Ritratto di davitonin
14 giugno 2011 - 00:51
1
nel portellone non danno un bell'aspetto
Ritratto di audi94
13 giugno 2011 - 10:35
1
è una proposta interessante, come ha detto "fastidio", ma a me non piace proprio... è troppo elaborata nelle linee e in alcuni tratti addirittura pasticciata... non so di preciso quali sono le sue concorrenti, poichè è davvero strana, ma non sono sicuro che avrà successo...
Ritratto di Peppe
13 giugno 2011 - 10:48
Nella scheda tecnica avete scritto che è un 1.6, mentre nell'articolo avete scritto che è un 1.4 aspirato!! credo sia sbagliata quest'ultima...
Ritratto di armyfolly
13 giugno 2011 - 11:07
RESTA COMUNQUE UNA PROPOSTA INTERESSANTE, MA CON LA NUOVA ASTRA E LA GIA COLLAUDATA MEGANE, AVRA' VITA DIFFICILE...
Ritratto di hornet72
13 giugno 2011 - 12:49
Anche se ha molti concorrenti, non penso che avra vita difficilie, ormai il gruppo Kia/Hyundai ha ricevuto molti consensi dal publico ed ha acquistato molti nuovi clienti, che in passato optavano per le svalutate francesi o per le costose tedesche! Un amico mi ha fatto provare la Kia Sportage 2.0'Crdì 2wd Active, presa a 21.000 euro scontata, credetemi meglio della Ford Kuga o della Citroen C-Crosser che costano non meno di 30.000 euro e svalutano sempre.
Ritratto di drupi77
13 giugno 2011 - 16:41
Si di sicuro tanti clienti sono passati da solite Citroen o Renault, Peugeot ecc. Ma quando Coreani facevano ancora macchine discretamente e costavano molto meno. Purtroppo per prezzi ma meno male per sicurezza e qualità dovevano adeguarsi ai standard europei. Ma visto prezzi non sono più cosi convenienti com'erano prima. Guardate questa auto. Innovativa, attira sguardi ecc. ma prezzo è quasi uguale come altre macchine di questo genere, fatte dalle case citate sopra. Io sinceramente preferirei Renault Megane Coupe con 1.4 TCe. Beh. Se avrebbe costato 16000 euro discorso sarebbe molto diverso. Ma non è cosi per cui preferisco case automobilistiche con storia importante e esperienza sul campo che brillante casa automobilistica che sta per emergere.
Ritratto di Gabryxxx
15 giugno 2011 - 14:51
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Ritratto di Mike Delfino
4 luglio 2011 - 11:06
lo credo bene!
Ritratto di IchLiebeCorsa84
13 giugno 2011 - 11:25
... ma di sicuro non bella!
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