PRIMO CONTATTO

McLaren Sports Series Coupé: come in un videogame

Cavalli in abbondanza e peso piuma rendono la nuova McLaren Sports Series 600LT Coupé un purissimo “animale da pista”. Guidarla è come trovarsi alla consolle di un videogioco. Superfluo lagnarsi dello scarsissimo comfort su strada…
26 settembre 2018
  • Prezzo (al momento del test)

    € 236.000
  • Consumo medio (dichiarato)

    8,5 km/l
  • Emissioni di CO2 (dichiarate)

    266 grammi/km
  • Euro

    6
McLaren Sports Series Coupé
McLaren Sports Series Coupé 600LT
Alta società

Il Goodwood Festival of Speed è un’esclusiva manifestazione che, dal 1993, si svolge ogni estate nell’omonima tenuta situata nel West Sussex, Regno Unito. Ideato da Lord March (il Duca di Richmond), col passare degli anni ha superato l’iniziale dimensione di evento dedicato alle vetture sportive e da competizione di tutte le epoche, per diventare anche la passerella su cui sfila la crème della produzione automobilistica mondiale. Non è, dunque, un caso che il debutto in anteprima della McLaren Sports Series 600LT Coupé sia avvenuto proprio a Goodwood lo scorso luglio: stiamo parlando, infatti, del modello top - sotto l’aspetto tecnico e prestazionale - della famiglia Sports Series, quella che raccoglie le McLaren per così dire “accessibili”, almeno se paragonate alla gamma Super Series (che al momento annovera la sola 720S Coupé). Stiamo parlando di una biposto esclusiva e purissima, pensata per offrire il massimo piacere di guida a pochi fortunati (e facoltosi) appassionati, destinata a essere costruita in serie limitata per soli 12 mesi a partire da ottobre 2018.

Coda lunga e ascendenze corsaiole

Nella sigla della McLaren 600LT Coupé, LT sta per Long Tail, cioè coda lunga. La definizione deriva dal particolare disegno allungato della parte posteriore delle McLaren più performanti: la soluzione è stata impiegata nella F1 GTR Longtail (variante da competizione derivata dalla versione stradale lanciata nel 1995), ripresa 20 anni più tardi nei modelli di piccola serie con le 675LT e 675LT Spider, e oggi riproposta nella 600LT. In questo caso la base di partenza è la 570S Coupé, com’è facile intuire osservando la sinuosa carrozzeria che conserva anche le porte che si aprono ruotando in avanti verso l’alto (arrivano, con il bordo superiore, a circa due metri di altezza). La zona posteriore, invece, presenta diverse innovazioni, come l’appariscente ala fissa e altri elementi specifici che incrementano di 47 mm la lunghezza della vettura; inoltre, 27 mm in più li troviamo nel frontale, con il risultato che la 600LT misura 460 cm in totale contro i 453 cm della 570S. Rispetto a quest’ultima cambia anche l’impianto di scarico: del tipo a uscita superiore, si risolve in due terminali “a camino” che sbucano dal cofano posteriore, a valle del lunotto e a monte dell’ala (quelli del modello meno potente sono, invece, integrati ai lati del diffusore). È appena il caso di rilevare che la “presenza” d’insieme è impressionante, essendo la vettura larga oltre 2 metri e alta appena 1 metro e 20 centimetri.

Potente, leggera, cara

Obiettivo dei progettisti era lavorare sulla riduzione di peso, sull’aumento della potenza e sull’efficienza aerodinamica per realizzare una supercar estrema, più specialistica e versata all’impiego al limite non solo rispetto al modello dal quale deriva, ma pure alla precedente (e in termini assoluti più prestante) 675LT, accreditata di 675 CV. La McLaren Sports Series 600LT Coupé è ordinabile da ottobre 2018. Ma il prezzo, fissato in 236.000 euro (42.000 euro in più di quello della 570S), è destinato a lievitare parecchio se si attinge alla ricca lista degli optional: solo per restare nei confini dell’estetica, basti sapere che il più completo dei pacchetti con parti in fibra di carbonio a vista (Visual Carbon Fibre Exterior Upgrade) costa 7.360 euro, e che sono disponibili varie verniciature speciali.

Un V8 “incattivito”

La cilindrata del V8, alloggiato alle spalle dell’abitacolo (in posizione posteriore-centrale) e rivisto nei supporti, rimane di 3,8 litri come nelle altre Sports Series. Si tratta di un motore davvero compatto, con distribuzione a fasatura variabile, sovralimentato tramite doppio turbocompressore e dotato di circuito di lubrificazione a carter secco: quest’ultima soluzione, derivata dalle competizioni, elimina la classica coppa dell’olio in favore di un serbatoio separato. Grazie alle modifiche alla mappatura della centralina, al diverso impianto di scarico (che genera minore contropressione, con effetti positivi anche sul sound) e al diverso andamento dei flussi d’aria che migliora del 6% il raffreddamento, nella McLaren Sports Series 600LT Coupé eroga 30 CV in più rispetto al suo omologo impiegato nella 570S, raggiungendo il picco di 600 CV a 7500 giri (ma il limitatore interviene 1000 giri più in alto); la coppia, invece, vale la bellezza di 620 Nm disponibili da 5500 a 6500 giri. La “birra” viene inviata alle ruote posteriori (di 20”, quelle davanti sono di 19”) attraverso un cambio robotizzato a 7 marce (in questa edizione con inerzie ridotte per rendere ancora più immediati i passaggi di rapporto), che può funzionare in modalità automatica oppure sequenziale agendo sulle palette al volante.

Guerra al peso superfluo

Secondo Mike Flewitt, Ceo della McLaren, la corsa alla ricerca di potenze sempre maggiori è un fatto ineluttabile, ma intanto la sua azienda sta già vincendo la gara della riduzione del peso: un fattore che - ferme le altre variabili - permette di migliorare un po’ tutte le qualità dinamiche, oltre a indurre un circolo virtuoso nell’intero processo di progettazione, con un generale risparmio di massa su tutta la componentistica. Nel caso della McLaren Sports Series 600LT Coupé si parla di un alleggerimento di circa 100 kg, “limati” intervenendo ovunque possibile, persino nella tappezzeria interna, ed estendendo l’impiego di compositi. Perciò la carrozzeria fa ampio ricorso alla fibra di carbonio (lo stesso materiale con cui è costruito il telaio monoscocca, una delle raffinate peculiarità delle McLaren), impiegata per parafanghi, tetto, convogliatori delle prese d’aria laterali e appendici aerodinamiche inferiori. Il già citato scarico “alto” ha permesso di eliminare 12,6 kg, e sono “dimagriti” – fra l’altro – l’impianto frenante (-4 kg, grazie ai dischi carboceramici di 390 mm di diametro davanti e 380 mm dietro, e alle pinze alleggerite di derivazione Super Series), le sospensioni (-10,2 kg, impiegano triangoli sovrapposti in alluminio forgiato e barre antirollio irrigidite) e i cerchi in lega forgiati (-17 kg, optional a 5.270 euro incluse le coperture Pirelli P-Zero Trofeo R). Altri 21 kg sono stati “tagliati” grazie ai nuovi sedili, 17 eliminando il climatizzatore, l’impianto audio e addirittura i vani portaoggetti, e 2,1 modificando il tipo di verniciatura: quanto basta per compensare largamente i 3,5 in più dovuti all’ala posteriore (supporti inclusi).

Leggera come una Volkswagen Polo…

Rispetto alla 570S è stato rimpiazzato il 23% dei pezzi, e il risultato è una massa in ordine di marcia paragonabile a quella di un’utilitaria: appena 1356 kg. Il valore dichiarato a secco, invece, è di 1247 kg, che rende la McLaren Sports Series 600LT Coupé sensibilmente più leggera delle sue rivali di riferimento, individuate dal costruttore nella Ferrari 488 GTB, nella Lamborghini Huracán Performante e nella Porsche 911 GT2 RS. Adeguati al potenziale a disposizione (e al rapporto peso/potenza di 2,1 kg/CV con la vettura nella configurazione più leggera) i dati ufficiali sulle prestazioni, che parlano di “0-100” di soli 2,9 secondi (8,2, invece, quelli dichiarati nello “0-200”) e di 328 km/h di velocità di punta (dopo averla provata, possiamo dire che ci crediamo ciecamente…). Nel quadro di specializzazione “pistaiola” della 600LT si inseriscono anche le modifiche alle barre antirollio, davanti irrigidite del 50% e dietro del 25%, oltre agli interventi sulla taratura dello sterzo.

Oltre a ridefinire l’assetto, ribassato di 8 mm (specifica pure la taratura degli ammortizzatori a controllo elettronico, irrigiditi del 13% davanti e del 34% dietro), per rendere la McLaren Sports Series 600LT Coupé aerodinamicamente più efficiente della 570S sono stati ridisegnati pure l’alettone anteriore e le minigonne laterali; inoltre, il sottoscocca (anch’esso in fibra di carbonio) integra i condotti per il raffreddamento dei freni. Complice l’ala posteriore più estesa è stata incrementata la deportanza, ossia la forza che “schiaccia al suolo” la vettura aumentando tenuta di strada e stabilità ad andatura elevata: secondo la casa, a 250 km/h il carico aerodinamico sul retrotreno raggiunge i 100 kg.

Abitacolo con qualche rinuncia

Le scavate e fascianti poltrone superleggere Racing a guscio in fibra di carbonio (-3,6 kg rispetto a quelle di serie, sono offerte come opzione gratuita) accentuano - se ve ne fosse bisogno - l’atmosfera corsaiola dell’abitacolo. Il quale, per com’è organizzato, non si discosta molto da quello della 570S, sebbene nella McLaren Sports Series 600LT Coupé siano previsti i rivestimenti in Alcantara o, a pagamento, in Alcantara e pelle (2.440 euro), come anche quelli di tipo speciale con uno dei due materiali a scelta (3.860 euro). Abbiamo detto che per ragioni di peso la McLaren 600LT Coupé fa a meno del climatizzatore, ma la rinuncia non è obbligatoria: chi lo desidera può richiederlo a costo zero, e lo stesso vale per il “ripristino” dell’impianto audio base con 4 altoparlanti e navigatore satellitare integrato. 

Ampie, come per l’esterno, le possibilità di personalizzazione della McLaren Sports Series 600LT Coupé, che contemplano anche ricchi pacchetti quali il Carbon Fibre, che include gli inserti in materiale composito (7.110 euro) o il Lux (9.400 euro), che prevede la regolazione elettrica dei sedili (riscaldabili) e della colonna dello sterzo, l’hi-fi Bower&Wilkins a 12 altoparlanti, i logo McLaren nel pavimento e le portiere con chiusura soft. Il Security Pack con l’indispensabile retrocamera (senza la quale, fra lunotto piccolo e ala a sbalzo, in “retro” si manovra alla cieca) costa, invece, 4.980 euro, e comprende pure i sensori di parcheggio, il Vehicle Lift (ossia il sistema per sollevare di qualche centimetro il muso della vettura per evitare di danneggiarlo quando si affronta una ripida rampa) e un telo copriauto (tutti accessori disponibili anche separatamente). Sempre a pagamento, si può avere il sistema di telemetria da pista con tripla telecamera MTT (McLaren Track Telemetry, 1.700 euro).

Quasi un’esperienza in realtà virtuale

Al volante della McLaren Sports Series 600LT Coupé abbiamo avuto la fortissima sensazione di trovarci proiettati in un videogame. Con la complicità dei saliscendi dell’Hungaroring (il teatro del nostro test, a una manciata di chilometri da Budapest), tutto avveniva a una velocità straordinaria: la percorrenza delle curve, il sorpasso di veicoli più lenti, la progressione del motore, che rendeva tutti i rettilinei dannatamente corti. La supercar inglese non lascia quasi il tempo di pensare: quando decidi di spingere devi essere già perfettamente sintonizzato alla vettura e solo quando acquisisci il ritmo giusto hai la sensazione di gestire volante, cambio, freni e acceleratore con l’automatismo col quale si agisce su un joystick. L’unica cosa che avviene “lentamente” è l’accesso all’abitacolo, soprattutto se si è alti più di 180 cm e tutt’altro che smilzi: la coreografica apertura delle porte verso l’alto lascia appena un pertugio per inserirsi nel bassissimo posto guida, scavato di misura in un guscio di fibra di carbonio. Ma bisogna essere ancora più agili per uscire, operazione per la quale è consigliabile utilizzare una tecnica particolare: mettere il piede sinistro a terra, appoggiare il gomito destro al montante del parabrezza, fare leva e issarsi su. 

Al confronto con la LT, guidare la 570S (che ci è stata messa a disposizione per familiarizzare col circuito) è sembrato un gioco da ragazzi: quasi confortevole, dolce ma povera di coppia ai bassi regimi (spinge con forza solo dopo i 5000 giri). Più dei 30 CV di vantaggio, è la coppia esuberante e molto ben distribuita ai bassi e medi regimi a fare la differenza, e a “sparare fuori” dalle curve quasi con violenza, tanto da costringere sempre a dosare con attenzione l’acceleratore. Insomma, un po’ da tutti i regimi al di sopra dei 3500, la McLaren Sports Series 600LT Coupé spinge come un ossesso e appiccica al sedile anche in terza (dove nel passaggio di marcia si percepisce pure un gratificante slittamento delle gomme). Insomma, quasi una progressione da moto racing, sottolineata da una tonalità di scarico sorprendentemente acuta, e da un perentorio allungo fino a 8500 giri. 

Sembra contrarre il tempo e lo spazio

Solo chi è ben preparato fisicamente può provare a sfruttarla a fondo, visto che l’impegno (non solo psicologico) richiesto al limite è elevatissimo. Il volante, estremamente diretto, ha bisogno di angoli piccolissimi per inserire la vettura in curva e portarla alla corda, ma va impugnato sempre con decisione nei lunghi curvoni in appoggio perché tende a riallinearsi con caparbietà. In uscita, la vettura va poi lasciata scorrere con dolcezza, senza, però, abbandonare mai la presa del volante. Altissimo il limite di questa supercar, che vanta una formidabile aderenza nei curvoni, e sa mantenersi sempre bella piatta e controllata anche sulle ondulazioni. Siamo convinti che quando si spinge a fondo le sensazioni trasmesse dalla McLaren Sports Series 600LT Coupé siano molto vicine a quelle che si avvertono a bordo di una Formula 1: cambi marcia rapidissimi come mitragliate che si manifestano con colpi secchissimi nelle terga, il volante che vibra e sembra di voler scappare via dalle mani, accelerazioni e decelerazioni in grado di mozzare il fiato in gola. Insomma, non si fa in tempo a spremere le marce che bisogna subito attaccarsi ai freni (carboceramici di serie), che oltre a una resistenza a tutta prova, garantiscono un’incredibile potenza (nei primi giri ci hanno addirittura presi in contropiede portandoci a decelerare con troppo anticipo, costringendoci di conseguenza a dare un altro colpetto di gas per inserirci in curva all’andatura giusta…). 

Piani ambiziosi

La McLaren Sports Series 600LT Coupé nasce in un momento di grande fermento per la casa britannica, fresca di record di vendite (3.340 esemplari nel 2017) e con grandi ambizioni future: proprio al Goodwood Festival of Speed è stato presentato il piano denominato Track25, che aggiorna il precedente di inizio 2016 e fissa l’obiettivo di produzione a 6.000 unità/anno entro il 2024. Il programma, supportato da investimenti per circa 1,2 miliardi di sterline, prevede l’introduzione di 18 novità fra modelli inediti e versioni derivate (tali sono considerate, a esempio, le GT, basate sulle S); annunciate anche motorizzazioni ibride plug-in con sistema di ricarica rapida e funzione boost in stile Formula 1, come quella che potrebbe equipaggiare una futura erede dell’iconica P1 fabbricata dal 2013 al 2015. Il marchio - del quale è confermata l’indipendenza nell’ambito del McLaren Group - manterrà la produzione a Woking, in Inghilterra, e continuerà ad assemblare le proprie vetture con metodi artigianali, mentre la rete di vendita nel mondo sarà ampliata dalle attuali 86 a 100 concessionarie.

Secondo noi

PERCHÉ SÌ 
> Frenata. Capace di spazi d’arresto brevissimi (secondo la casa appena 117 metri da 200 km/h), l’impianto con dischi carboceramici è modulabile e insensibile allo stress.
> Guida. Fulminea nei cambi di direzione e in ingresso di curva, in circuito la 600LT trasmette le sensazioni di una vettura da corsa. Ma, volendo, si può godere anche su strada.
> Prestazioni. Abbinato a un cambio robotizzato rapidissimo, il V8 offre una spinta imperiosa sin dai bassi regimi, e a quelli superiori sfodera un allungo travolgente.

PERCHÉ NO
> Comfort. L’insonorizzazione è (giustamente) inesistente, le sospensioni sono rigidissime e manca il climatizzatore (ma si può comunque averlo senza sovrapprezzo…): le supercar adatte anche ai lunghi viaggi sono altre. 
> Praticità. I principali portaoggetti sono stati sacrificati sull’altare della riduzione del peso, come l’impianto audio (anche questo lo si può avere a costo zero). E il vano bagagli (sotto il cofano anteriore) è capace di soli 150 litri.
> Visibilità posteriore. La già scarsa visuale offerta dal lunotto, piccolo e inclinato, è di fatto azzerata dall’ala. Sensori di distanza (davanti e dietro) e telecamera costano 1.330 euro. 

SCHEDA TECNICA

Carburante benzina
Cilindrata cm3 3799
No cilindri e disposizione 8 a V di 90°
Potenza massima kW (CV)/giri 441 (600)/7500 giri
Coppia max Nm/giri 620/5500-6500
Emissione di CO2 grammi/km 266
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 7 (robotizzato) + retromarcia
Trazione posteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi autoventlanti
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 328
Accelerazione 0-100 km/h (s) 2,9
Consumo medio (km/l) 8,5
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 460/193/120
Passo cm 267
Peso in ordine di marcia kg 1356
Capacità bagagliaio litri 150
Pneumatici (di serie) 225/35 R 19 ant. - 285/35 R 20 post.
McLaren Sports Series Coupé
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Ritratto di Giuliopedrali
26 settembre 2018 - 08:25
Personalmente non è la McLaren che mi piace mi piace l'altro modello coi fari più grandi (pensate quanto me ne intendo di supercar...) però in pratica viene solo 40.000€ più dell' AMG 4 porte GT dell'articolo seguente... Certo un bell'affare al posto di quella specie di Insigna OPC AMG GT a quasi 200.000€..........
Ritratto di Gordo88
26 settembre 2018 - 23:58
Notevole.. a quanto pare con "soli" 40k euro in più ti porti a casa una supwecar di tutta altra stoffa rispetto alla 570s
Ritratto di ForzaItalia
27 settembre 2018 - 08:46
HO PROPRIO PAURA che ormai McLaren stia per superare ferrari.... =(
Ritratto di AMG
27 settembre 2018 - 11:46
Come meccanica e rivalutazione rispetto al momento pre P1 sì, si sta rivalutando tantissimo e sta offrendo autovetture che come sviluppo fanno veramente impallidire!!! Tutto questo però con un grande sacrificio, dalla P1 in poi, modello-vetrina che andava bene che fosse così esagerato anche nella forma, le nuove McLaren a mio parere hanno perso identità. Se non le avessi trovate con il marchio sopra a identificarne le origini, senza badare all'eccellente meccanica ma solamente alla forma e al design, le avrei inquadrate fin da subito come auto sportive di un nuovo marchio cinese o giapponese... Auto con design da videogame (e lo dico come fattore negativo, almeno per me) senza alcuna identità. E questo mi spiace ma non avvalora la grande storia di McLaren del passato. In verità hanno il vanto di aver creato qualcosa di nuovo che le identifica e le caratterizza fortemente rispetto alle concorrenti Lambo o Ferrari, ma non ci vedo l'identità... Non so per me il design non lo trovo così apprezzabile. Nonostante siano supercar affascinanti, che trasmettono a che con la forma le soluzioni ricercate che adottano sotto la carrozzeria. Ma è riconosciuto che McLaren si stia risollevando fortemente, sia come vendite che finanziariamente è in salita forte
Ritratto di Giuliopedrali
27 settembre 2018 - 12:12
Però questa non è il massimo esteticamente mentre il muso dell'altro modello McLaren più costoso è davvero un capolavoro.
Ritratto di alex_rm
27 settembre 2018 - 21:47
L’offensiva inglese con McLaren e Aston Martin si sta rafforzando e diventa minacciosa per Ferrari e Lamborghini
Ritratto di Giuliopedrali
28 settembre 2018 - 09:47
Come dico da mesi ci sono decine di costruttori di supercar in ogni angolo del mondo che magari ognuno può rubare uno zero virgola a Ferrari o altri mitici costruttori, e alla fine...
Ritratto di marcoluga
29 settembre 2018 - 12:37
È altrettanto inutile di unaFerrari, però la Ferrari almeno è bella. Imho
Ritratto di marcoluga
29 settembre 2018 - 07:30
Orrenda.
Ritratto di cat72
30 settembre 2018 - 13:53
La plancia è inguardabile!
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