PRIMO CONTATTO

Seat Ateca: lo spazio c'è, lo sprint pure

La prima suv della Seat è adatta a una famiglia. Ok la guida (è un’auto agile anche nel traffico), ma nell’interno qualche particolare è da rivedere.

15 giugno 2016
  • Prezzo (al momento del test)

    € 30.200
  • Consumo medio

    23,3 km/l
  • Emissioni di CO2

    113 grammi/km
  • Euro

    6
Seat Ateca
Seat Ateca 2.0 TDI 150 CV Xcellence
Sicurezza al primo posto

La Seat Ateca, la prima suv della casa spagnola, si potrà vedere nel nostro Paese a metà luglio, in una trentina di concessionarie selezionate (mentre i weekend di porte aperte sono previsti per il 17-18 e il 24-25 settembre), ma gli ordini sono già aperti. Ha molte doti interessanti: a una linea grintosa, contraddistinta da tagli decisi, con abbondanza di linee rette e di spigoli, fanno riscontro un abitacolo e un bagagliaio spaziosi, dimensioni che non mettono in imbarazzo nel traffico (436 cm di lunghezza e 184 di larghezza) e doti di sicurezza di prim'ordine. Tutte le Ateca hanno sette airbag, l'avviso in caso di eccessiva stanchezza del guidatore e la frenata d'emergenza automatica (anche se si rischia d'investire un pedone, oltre che di tamponare), mentre le versioni più ricche dispongono anche di potenti fari bi-led, dei sensori di distanza posteriori e della telecamera di retromarcia (utile, data la visuale limitata all’indietro, e in grado di fornire immagini particolarmente nitide). Il pacchetto Driving Assistance (730 euro) aggiunge i sensori dell'angolo cieco dei retrovisori e il sistema di mantenimento automatico nella corsia di marcia, mentre quello chiamato Advanced Comfort (570 euro) offre, tra l'altro, il cruise control adattativo e la visualizzazione dei segnali stradali nel cruscotto. 

Base collaudata

Dal punto di vista meccanico, la Seat Ateca sfrutta la piattaforma modulare MQB e i motori turbo a iniezione diretta (TDI a  gasolio e TSI a benzina) adottati dai più recenti modelli di dimensioni medie e medio-grandi del gruppo Volkswagen (del quale la Seat fa parte). Nella Ateca, le più raffinate sospensioni posteriori multibraccio sono riservate alle versioni a quattro ruote motrici 4Drive, che costano 2.000 euro in più rispetto a quelle a trazione anteriore (dotate al retrotreno di un più semplice ponte torcente). In questo primo test abbiamo guidato proprio una versione a due sole ruote motrici: la 2.0 TDI con 150 cavalli e l'allestimento meglio dotato, siglato Xcellence. 

Plancia (un po') sportiva

Anche la plancia della Seat Ateca riprende lo stile squadrato degli esterni; è simile a quella della berlina Leon, con lo stesso cruscotto sportivo (i due grandi strumenti a lancetta hanno l’indicatore rivolto verso il basso in posizione di riposo), la consolle centrale leggermente orientata verso il guidatore e finiture non lussuose, ma certo di buona qualità. Tra le bocchette dell'aria centrali c'è il display di 8” dell'impianto multimediale (di serie), che include il navigatore; il comando a sfioramento ha una notevole sensibilità e le informazioni fornite (utilmente ripetute nel cruscotto) sono precise. Lo schermo ha anche un sensore di prossimità: basta avvicinare la mano perché vengano visualizzate le opzioni per comandarlo, altrimenti nascoste. I comandi del “clima” bizona sottostanti sono ben fatti, ma i display della temperatura impostata e le sigle sui tasti sono un po' piccole; più sotto, c'è poi un piccolo vano con due prese Usb, una Aux e una a 12 V, oltre a un piano per la ricarica a induzione (senza fili) degli smartphone predisposti (optional nel pacchetto Connectivity, a 370 euro).

Pratica, ma con piccoli nei

La posizione di guida della Seat Ateca è decisamente rialzata, dominante, da vera suv, ma la si può personalizzare a piacere; tra l'altro, entrambi i sedili anteriori (avvolgenti e con la parte centrale in Alcantara) hanno la regolazione del supporto lombare, mentre quella dell'inclinazione dello schienale sfrutta una precisa manopola. Ok anche l'impugnatura del volante, ma non ci convince il comando delle luci. Le uniche spie nel cruscotto sono quelle del retronebbia e degli abbaglianti, mentre quelle delle luci di posizione e dei fendinebbia sono sulla manopola di comando, a sinistra del volante (e fuori dal campo visivo). Lo spazio è notevole anche dietro, dove il tunnel centrale, ingombrante e spigoloso, non disturba eccessivamente: sul divano si può stare anche in tre senza grossi sacrifici. Piuttosto, nei viaggi danno fastidio i braccioli delle porte non imbottiti. Bene i portaoggetti (ampie le tasche nelle porte e dietro i sedili anteriori) anche se il cassetto di fronte al passeggero anteriore è poco capiente, e grande il bagagliaio: 510 litri (e ben 1604 a divano giù) sono parecchi per un'auto così compatta. Il vano, molto sviluppato in altezza, è abbastanza ben rivestito e (per 490 euro) si può avere il portellone ad apertura e chiusura motorizzate (anche facendo scorrere un piede sotto il paraurti posteriore: utilissimo se si hanno le mani impegnate). L'accesso è comodo, per via della soglia non lontana da terra (67 cm). Ma a chi porta spesso carichi pesanti, o impegnativi da maneggiare, consigliamo vivamente l'optional del pianale ad altezza variabile: 140 euro ben spesi, perché così si può ottenere un vano perfettamente piano, invece di dovere superare gli alti gradini (da quasi 20 cm ciascuno) tra la soglia e il fondo e tra quest'ultimo e lo schienale reclinato.      

Scattante

La Seat Ateca 2.0 TDI pesa relativamente poco (1342 kg), per cui il quattro cilindri turbodiesel riesce a fornire prestazioni brillanti: come confermano i soli 8,5 secondi per lo “0-100” e i 202 orari di velocità di punta dichiarati dalla casa. La resa del 2.0 è valida soprattutto dai 1500 ai 4000 giri, mentre ai regimi più bassi è meno efficace, complici anche i rapporti un po' lunghi della trasmissione (in sesta, a 130 orari, il contagiri indica solo 2200). Il cambio, dal canto suo, ha innesti non morbidissimi, ma sempre precisi e privi di impuntamenti; un po' pesante da azionare, invece, la frizione. Trattandosi di una suv, e quindi di un'auto che non nasce per “fare le corse”, c'è di che essere soddisfatti della guida: è maneggevole, non “dondola” affatto sulle sospensioni e ha uno sterzo omogeneo nella risposta, diretto e preciso. Per un giudizio definitivo sull'aderenza, però, vi rimandiamo a una prossima prova su alVolante, dopo verifiche su percorsi conosciuti: le strade spagnole sulle quali si è svolto il test hanno un asfalto molto liscio (e l’auto aveva gomme un po' “vissute”), per cui non siamo riusciti a farci un'idea realistica sulla tenuta di strada. Bene, senza se e senza ma, la comodità: le sospensioni lavorano con dolcezza su dossi e buche e nell'abitacolo, a velocità autostradale, si sentono (poco) solo il rombo del motore e qualche fruscio. Quanto ai consumi, in base a quanto indicava il cruscotto alla fine del test, siamo intorno ai 17-18 km con un litro di gasolio: se confermato anche da una prova strumetale, sarebbe un buon valore. 

Da 20.850 euro

Le Seat Ateca hanno un rapporto tra dotazione e prezzo piuttosto interessante. Oltre agli accessori che migliorano la sicurezza già citati, le Reference (cioè le “base”) hanno i cerchi in lega (di 16”), il “clima” manuale, i fendinebbia, il freno di stazionamento elettronico e gli specchietti a regolazione elettrica; ci sono poi altri quattro allestimenti via via più ricchi, tra i quali il Business (navigatore, telecamera di retromarcia e ruotino di scorta) per professionisti e flotte. I prezzi partono dai 20.850 euro per la 1.0 TSI (tre cilindri a benzina da 115 cavalli) Reference con cambio manuale e trazione anteriore; l'equivalente 1.6 TDI (sempre da 115 CV) a gasolio costa invece 23.350 euro. Il prezzo più elevato è quello della 2.0 TDI nella versione da 190 cavalli, con cambio robotizzato DSG e trazione integrale: 35.500 euro. Fino al 30 giugno, poi, c'è un'offerta interessante. Le più ricche Advance e Xcellence sono vendute allo stesso prezzo delle Style: un "vantaggio" economico che arriva quasi a 4.000 euro rispetto al listino.   

Secondo noi

> Comfort. Ci è parso apprezzabile, per silenziosità e comportamento sulle buche.
> Sicurezza. L'auto ha molti accessori che “aiutano” chi è al volante e si guida agevolmente.
> Spazio. In rapporto alle dimensioni, è notevole per persone e bagagli.

Difetti
> Comandi. Quelli del “clima” e delle luci hanno una funzionalità migliorabile.
> Frizione. Il pedale non è dei più leggeri da azionare.
> Visibilità posteriore. La telecamera di retromarcia è quasi indispensabile: dietro si vede poco. 

SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 1968
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 110 (150)/3500-4000 giri
Coppia max Nm/giri 340/1750-3000
Emissione di CO2 grammi/km 113
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 202
Accelerazione 0-100 km/h (s) 8,5
Consumo medio (km/l) 23,3
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 436/184/160
Passo cm 264
Peso in ordine di marcia kg 1342
Capacità bagagliaio litri 510/1604
Pneumatici (di serie) 215/50 R18
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Ritratto di VEIIDS
15 giugno 2016 - 13:12
Ma ci vuole tanto a disegnare una plancia un po' più elaborata di quella di una Dacia Sandero?
Ritratto di MAXTONE
15 giugno 2016 - 13:50
Ma ci vuole tanto a disegnare linee un po' più elaborate di un parallelepipedo?
Ritratto di pecchioli3
15 giugno 2016 - 15:28
5
Pulita, lineare, tutti i comandi al loro posto...senza fronzoli. A me sembra molto bella!
Ritratto di autolog
15 giugno 2016 - 17:47
A me non sembra ne bella ne brutta, al massimo un pò anonima. Poi pare un incrocio tra Volkswagen e Audi più che una Seat, a livello di design. Si sono un pò persi nel dare identità alla marca, speriamo trovino il bandolo della matassa come ha saputo fare ad esempio Renault recentemente coi nuovi modelli, già a partire dalla Clio.
Ritratto di pecchioli3
15 giugno 2016 - 17:51
5
Sicuramente avranno più personalità le Renault...ma gli interni sono orribili e qualitativamente scarsi paragonati alle Seat. ps. ho avuto una Duster
Ritratto di autolog
16 giugno 2016 - 10:26
Hai ragione, il difetto è incontestabile. Vedremo col restyling appena uscito della Clio se lo hanno un pò sistemato.
Ritratto di DS
15 giugno 2016 - 19:28
Concordo con autolog, personalmente trovo noioso che VW proponga modelli sempre simili tra loro però non critico coloro a cui piacciono.. però adesso stanno esagerando applicando lo stesso design a tutti i marchi del gruppo.... boh
Ritratto di antoniop24
15 giugno 2016 - 16:00
Mi ricorda la plancia della SAAB 9.3
Ritratto di Sepp0
15 giugno 2016 - 13:37
Mi sembra un po' tanto (troppo) cara per essere una Seat.
Ritratto di AlexTurbo90
16 giugno 2016 - 01:35
Concordo! Tuttavia il Tiguan con pari dotazione risulta comunque più caro di questa. E qualcosina è comunque da integrare come optional su quest'ultimo. Saluti
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