PROVATE PER VOI

Audi A1 Sportback: è economa, però ti spreme

Prova pubblicata su alVolante di
giugno 2012
  • Prezzo (al momento del test)

    € 19.830
  • Consumo medio rilevato

    17,5 km/l
  • Emissioni di CO2

    99 grammi/km
  • Euro

    5
Audi A1 Sportback
Audi A1 Sportback 1.6 TDI 90 CV Attraction
L'AUTO IN SINTESI

Più pratica dell’omologo modello a tre porte, l'Audi A1 Sportback è altrettanto compatta e ricercata nelle finiture. Con il 1.6 a gasolio da 90 CV si fa apprezzare più per i bassi consumi che per la grinta (i cinque rapporti del cambio, piuttosto spaziati, non aiutano), ma la guidabilità non delude nemmeno fra le curve. Peccato che la dotazione di serie non sia all’altezza del prezzo.

Posizione di guida
4
Average: 4 (1 vote)
Cruscotto
4
Average: 4 (1 vote)
Visibilità
3
Average: 3 (1 vote)
Comfort
2
Average: 2 (1 vote)
Motore
4
Average: 4 (1 vote)
Ripresa
3
Average: 3 (1 vote)
Cambio
3
Average: 3 (1 vote)
Frenata
5
Average: 5 (1 vote)
Sterzo
4
Average: 4 (1 vote)
Tenuta di strada
4
Average: 4 (1 vote)
Dotazione
2
Average: 2 (1 vote)
Qualità/prezzo
2
Average: 2 (1 vote)
PERCHÉ COMPRARLA
Una piccola elegante e pratica
Con cinque porte e quattro posti (il quinto, a richiesta, non si paga), l'Audi A1 Sportback abbina le dimensioni compatte a una discreta praticità. La linea è gradevole e la qualità costruttiva elevata. Il 1.6 turbodiesel da 90 CV seduce più per i bassi consumi che per il brio, ma l’auto si fa apprezzare per lo sterzo preciso e per le sospensioni ben calibrate: sul misto, la guida è piacevole e sicura. Quel che delude, però, è la dotazione, povera nonostante questa tedesca costi più delle rivali.
 
 
La lunghezza della carrozzeria è la stessa della versione “normale” (395 cm), ma la Audi A1 Sportback offre due porte in più: la maneggevolezza in città non cambia, e i passeggeri posteriori (due, oppure tre: il quinto posto è un optional gratuito) godono di un accesso più comodo. L’abitabilità, comunque, resta pressoché invariata, nonostante i circa due centimetri in più di “aria” sopra la testa dovuti allo specifico profilo del tetto. 
 
Il diverso taglio della coda non appesantisce la linea: nel confronto con la tre porte si nota solo l’aggiunta del terzo finestrino, peraltro piccolissimo; paragonabile anche la capacità del baule, appena al di sotto della media della categoria. Invariata pure la grinta: nel frontale spiccano l’ampia mascherina e i fari “accigliati”, dietro il finto estrattore alla base dello scudo (che ospita un paio di catarifrangenti esposti agli urti durante le manovre).  
 
Le sospensioni efficaci nel contrastare il rollio (ma un po’ secche sulle asperità pronunciate) e lo sterzo preciso rendono l’Audi A1 Sportback efficace fra le curve. Per contro il 1.6 a gasolio – abbinato a un cambio manuale con cinque marce piuttosto distanziate – è votato alla guida rilassata: 90 CV di potenza massima non sono molti, e più che altro si apprezza la regolarità con la quale vengono erogati. Contenuti i consumi, non altrettanto la rumorosità in accelerazione. 
 
Pur essendo l’allestimento d’accesso, l’Attraction è caro, ancor più se si considera che la dotazione standard non prevede accessori e dispositivi irrinunciabili in un’utilitaria di pregio, come i cerchi in lega, i fendinebbia, il cruise control e persino alcuni portaoggetti; da preventivare anche l’aggiunta dei sensori di distanza, che ovviano alla scarsa visuale offerta dal lunotto. Ci si consola con la qualità costruttiva e dei materiali, allineata a quella delle Audi di classe superiore.
VITA A BORDO
2
Average: 2 (1 vote)
Paghi anche i portaoggetti
Pur con qualche pecca di dotazione, gli interni della Audi A1 Sportback sono realizzati con materiali di qualità e ben rifiniti. La plancia, dal disegno pulito, supporta una strumentazione ben leggibile e comandi quasi tutti a portata di mano. L’abitabilità, però, è buona solo davanti, mentre dietro lo spazio non abbonda; a meno di optare per il quinto posto, si può avere un portaoggetti al centro del divano (ma si paga a parte, come altri ripostigli). Il baule non è fra i più ampi della categoria, ma risulta comodamente accessibile e privo di spazi inutilizzabili.
 
 
Plancia e comandi
Rivestita in plastica morbida, la plancia dell’Audi A1 Sportback ha una linea sobria e gradevole; al centro c’è lo schermo del navigatore a scomparsa: è un optional che, nella variante più costosa, supporta pure le informazioni sul traffico e il Bluetooth. Originali le bocchette d’aerazione a forma di turbina, personalizzabili a pagamento scegliendo fra sette tinte. Anche la strumentazione, col pannello digitale fra i classici indicatori ad ago, ha un aspetto essenziale (un po’ di colore, almeno nel display, non avrebbe guastato), ma è, comunque, chiara e completa. Abbastanza intuitivi i comandi nelle razze del volante (permettono di gestire la radio, di serie, e il cruise control optional), un po’ troppo in basso quelli del climatizzatore (automatico con sovrapprezzo).
 
Abitabilità
Nel luminoso (soprattutto con gli interni chiari) abitacolo, davanti si è accolti su poltrone regolabili anche in altezza, comode e spaziose seppure poco contenitive. Dietro, invece, l’abitabilità rimane modesta: il passo è quello della tre porte, e quando si sale o si scende è d’intralcio il montante centrale, alquanto vicino al divano (che ha pure lo schienale troppo verticale). Se non si opta per il quinto posto, al centro della seduta posteriore si può avere il ripostiglio incluso nel pacchetto portaoggetti (optional) assieme al vano con sportello sotto il sedile di guida e alla serratura a chiave del cassetto di fronte al passeggero (comunque non refrigerato). Capienti le tasche nelle porte, utile il pozzetto nel bracciolo fra le poltrone anteriori (un altro optional).
 
Bagagliaio
Sebbene abbia un’altezza contenuta e una capienza inferiore alla media di categoria (270 litri col divano in uso), il baule dell’Audi A1 Sportback si sfrutta bene grazie alla bocca di carico ben sagomata: trovando gli incastri giusti, e tenendo conto del fatto che in alto la profondità si riduce, è possibile stivare i bagagli di una famigliola in gita. Il gradino tra la soglia e il pavimento è di soli 5 cm, cosa che con le valigie pesanti agevola. Brutto ma utile il cappio che collega il cordino della cappelliera al portellone. Abbattendo lo schienale, frazionato i­n modo asimmetrico, la capienza raggiunge i 920 litri e la profondità utile quasi un metro e mezzo, ma il pavimento non resta piatto.
COME VA
4
Average: 4 (1 vote)
Facile, parca e “tranquilla” 
Nel traffico la Audi A1 Sportback è maneggevole, ma nelle manovre in retromarcia mette in difficoltà: anche se la lunghezza della carrozzeria è inferiore ai quattro metri, i sensori sono un optional consigliato. Malgrado qualche limite di visibilità dato dal montante sinistro del parabrezza, fra le curve la guida è piacevole, ma più per la precisione dello sterzo e per la tenuta di strada che per il brio del turbodiesel, invero modesto. La souplesse di marcia, comunque, è notevole anche in autostrada, e se i rapporti lunghi del cambio penalizzano la ripresa, aiutano a tenere bassi i consumi e la rumorosità.
 
 
In città
Con i suoi 395 cm di lunghezza l’Audi A1 Sportback svicola bene nel traffico; tuttavia, lo sterzo non è leggerissimo, e la scarsa visibilità posteriore fa un po’ penare nelle manovre in retromarcia. Meglio montare i sensori di parcheggio, che si pagano a parte. Il turbodiesel, anche se a freddo fa sentire il suo ticchettìo, ha un’erogazione fluida e corposa fin dai regimi inferiori. I consumi sono bassi: complice lo Start&Stop, che spegne e poi riavvia il motore quando ci si ferma al semaforo, nei percorsi cittadini la media supera abbondantemente i 14,7 km/l (contro i 22,7 dichiarati dalla casa). 
 
Fuori città
Anche se i 1160 kg di massa della Audi A1 Sportback non sono moltissimi, dai 90 CV non c’è da aspettarsi grande brio: colpa, in parte, anche dei rapporti del cambio decisamente spaziati (fanno sì che il regime del motore, e quindi la spinta, cali sensibilmente passando alla marcia superiore). Ma ci si consola con i consumi, visto che i 20 km/l sono sempre a portata di mano. L’assetto equilibrato, poi, rende la guida gratificante: fra le curve agilità e aderenza sono elevate e l’Esp, al limite, interviene con tempestività (senza essere prevaricante). Soddisfacenti anche i freni, sia per potenza, sia per tenacia. Poche le note negative: fra queste l’angolo cieco creato dal montante sinistro del parabrezza, che riduce un po’ la visuale nelle svolte strette.
 
In autostrada
Alle andature sostenute la lunghezza della quinta marcia penalizza le capacità di ripresa dell’Audi A1 Sportback (dopo un rallentamento, conviene scalare). In compenso, a 130 km/h nel rapporto più alto il turbodiesel lavora a soli 2400 giri: se ne giovano l’economia di carburante e la silenziosità di marcia. D’altra parte, al notevole livello di comfort contribuisce la ben calibrata taratura delle sospensioni, capaci di assorbire rattoppi e giunzioni dei viadotti senza risultare cedevoli nei curvoni veloci. Bene anche la stabilità, che non va in crisi nemmeno nelle manovre di emergenza, e lo sterzo, giustamente consistente e preciso in velocità.
QUANTO È SICURA
5
Average: 5 (1 vote)
Di serie, solo l’indispensabile
Esaminata dall’Euro NCAP nella versione a tre porte, la A1 ha ottenuto cinque stelle (il punteggio massimo): è un risultato che può far fede anche per la Sportback. La dotazione di serie contempla sei airbag e i controlli elettronici di stabilità e trazione, ma né il cruise control né i fendinebbia: lacune difficili da digerire, tenuto conto del prezzo di listino. Fra gli optional anche i fari allo xeno, una “chicca” poco diffusa fra le utilitarie.
 
 
La scocca, progettata con l’intento di contenere il peso (ferma la bilancia ad appena 220 kg), è di concezione moderna ed è costruita con largo impiego di acciai altoresistenziali. Al passo coi tempi, ma non ricca, la dotazione di serie: include ovviamente l’Esp e i classici sei airbag (due frontali, due laterali e due per la testa estesi ai posti dietro), ma fa pagare a parte l’interruttore per disattivare il “cuscino” frontale destro (operazione necessaria qualora si installi un seggiolino per trasportare un bimbo), i fendinebbia e il cruise control (dispositivi ormai di serie anche nelle utilitarie più a buon mercato). Possibile anche aggiungere i fari bixeno, solitamente riservati a vetture di categoria superiore. L’Euro NCAP ha effettuato i crash test sulla carrozzeria a tre porte, ma i risultati possono in linea generale far fede anche per l’Audi A1 Sportback, dato che la piattaforma è la medesima: al punteggio globale di 5 stelle (il massimo) corrispondono valutazioni parziali eccellenti per quanto riguarda la protezione degli occupanti, sia adulti (90 punti percentuali), sia bambini trasportati su seggiolini Isofix (79 punti percentuali). Nella media (49%) il voto assegnato alla salvaguardia dei pedoni, di tutto rispetto gli 86 punti percentuali relativi all’efficacia dei sistemi elettronici di assistenza.
NE VALE LA PENA?
3
Average: 3 (1 vote)
Virtuosa, ma non generosa
La linea accattivante e anche la maneggevolezza – dato che le dimensioni non cambiano – sono quelle della A1 standard, ma le due porte in più fanno la differenza: abitabilità posteriore e baule non sono certo da piccola famigliare, ma la praticità è apprezzabile. Di buono ci sono pure qualità dinamiche superiori alla media, che, però, si sfruttano solo parzialmente dato il tranquillo temperamento del motore: a essere appagate sono più che altro le esigenze dell’economia. Elevato il prezzo: la piccola Audi è ben fatta, ma bisognosa di integrazioni sul fronte della dotazione.
 
 
Materiali e finiture sono in linea con gli elevati standard della casa, e l’equipaggiamento di sicurezza quello che ci si aspetta in una vetturetta di classe quale va considerata questa tedesca. Grazie alle’aggiunta delle portiere posteriori, l’Audi A1 Sportback è meglio accessibile e più pratica della A1 normale: anche se dietro non è un salotto, permette a quattro persone di viaggiare con sufficiente comodità (ma non è un caso che il quinto posto sia a richiesta, seppur senza sovrapprezzo). La contenuta lunghezza della carrozzeria la rende spigliata in città, e le sospensioni solide (ma non troppo penalizzanti per il comfort) permettono di divertirsi fra le curve, complice la validità di sterzo e freni. Certo è che i pruriti sportivi sono raffreddati dal motore, regolare e davvero parco, ma non grintoso: i 90 CV non scalpitano, anche perché smorzati dai rapporti piuttosto distanziati del cambio. Per rimediare ci sarebbe l’automatico robotizzato S tronic con doppia frizione a sette marce, ma si tratta di un optional va a incidere su un prezzo di partenza che è già molto elevato. E che nemmeno comprende accessori che in un’utilitaria “premium” sono d’obbligo: passi per i sensori di parcheggio e per il “clima” automatico al posto di quello manuale, ma ai cerchi in lega, ai fendinebbia e al kit portaoggetti è effettivamente difficile rinunciare.
PERCHÉ SÌ
Consumi
Sia in città (complice l’efficiente sistema Stop&Start) sia nei percorsi extraurbani, il 1.6 TDI si accontenta di poco gasolio: con un pieno (45 litri) si può contare su un’autonomia di circa 800 chilometri.
 
Finiture
Gli interni, e in particolare la curatissima plancia, riflettono l’elevata qualità costruttiva dell’auto. Ben rifinito anche il bagagliaio, salvo che per l’antiestetico “cappio” del cordino che solleva la cappelliera quando si apre il portellone.
 
Frenata
Potente, ben modulabile e refrattario all’affaticamento, l’impianto frenante è di ottima qualità, come d’altronde testimoniano i contenuti spazi d’arresto rilevati. Nelle frenate d’emergenza, inoltre, la vettura mantiene un assetto neutro ed è facile da gestire.
 
Sterzo
La risposta del comando non stonerebbe in una piccola sportiva: non leggerissimo in manovra, ripaga con prontezza e precisione che si apprezzano nei percorsi “guidati”, e assicura la necessaria solidità anche ad andatura elevata.
PERCHÉ NO
Baule
La bocca d’accesso squadrata e la soglia poco più alta del pavimento facilitano le operazioni di carico e scarico, ma la capienza è inferiore alla media di categoria, e nella parte superiore del vano la profondità si riduce sensibilmente.
 
Dotazione
Questa Audi è fra le proposte più costose della sua categoria, ma fa pagare a parte il “clima” automatico, i fendinebbia, i cerchi in lega e i sensori di parcheggio: si tratta di accessori spesso di serie anche in rivali con meno pretese. 
 
Rapporti del cambio
La manovrabilità è buona, ma sarebbe stata necessaria una marcia in più per avere rapporti più ravvicinati: avrebbero consentito di sfruttare meglio la potenza a disposizione, e reso più brillante la guida senza incidere negativamente sui consumi.
 
Rumorosità
Prima di raggiungere la temperatura d’esercizio, il motore si fa sentire parecchio, e anche in accelerazione la sua voce invade distintamente l’abitacolo (che, invece, è efficacemente isolato rispetto al fruscio dell’aria e al rumore delle gomme).
SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 1598
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 66 (90)/4200
Coppia max Nm/giri 230/1500-2500
Emissione di CO2 grammi/km 99
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 5 + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 395/175/142
Passo cm 247
Peso in ordine di marcia kg 1160
Capacità bagagliaio litri 270/920
Pneumatici (di serie) 205/55 R 15

 

 

I NOSTRI RILEVAMENTI
VELOCITÀ MASSIMA   Rilevata Dichiarata
in 5a a 3400 giri   183,1 km/h 182 km/h
       
ACCELERAZIONE Secondi Velocità di uscita Dichiarata
0-100 km/h 11,5   11,6 secondi
0-400 metri 17,9 122,5 km/h non dichiarata
0-1000 metri 33,2 155,7 km/h  
       
RIPRESA Secondi Velocità di uscita Dichiarata
1 km da 40 km/h in 4a 35,9 151,2 km/h non dichiarata
1 km da 60 km/h in 5a 34,8 144,8 km/h non dichiarata
da 40 a 70 km/h in 4a 9,6    
da 80 a 120 km/h in 5a 14,2   non dichiarata
       
CONSUMO   Rilevato Dichiarato
In città   14,7 km/litro 22,7 km/litro
Fuori città   20 km/litro 29,4 km/litro
In autostrada   16,7 km/litro non dichiarato
Medio   17,5 km/litro 26,3 km/litro
       
FRENATA   Rilevata Dichiarata
da 100 km/h   35,9 metri non dichiarata
da 130 km/h   60,9 metri non dichiarata
       
ALTRI VALORI   Rilevati Dichiarati
A 130 km/h effettivi il tachimetro indica   136 km/h non dichiarata
Diametro di sterzata tra due marciapiede   10,3 metri 10,6

 

 

Audi A1 Sportback
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I VOTI DEGLI UTENTI
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57
65
55
127
VOTO MEDIO
2,6
2.55682
352
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Ritratto di MatteFonta92
8 luglio 2013 - 22:15
3
Esteticamente è carina... ma quale persona sana di mente spenderebbe 20.000 € per un'auto che alla fine è solo una Polo con una carrozzeria diversa??? Diamine, a quel prezzo ti puoi prendere una seg. C con già una discreta dotazione! Infatti, rimanendo in casa VW, con soli 200 € di differenza ti puoi portare a casa una Golf 1.2 TSI Comfortline... e aggiungendoci altri 850 €, hai anche le 5 porte.
Ritratto di Motorsport
9 luglio 2013 - 15:00
Per violazione della policy del sito.
Ritratto di luigi sanna
12 marzo 2015 - 22:31
5
...ma dovresti confrontare la Golf 1.6 diesel.... Cmq. Golf tutta la vita! Mio Padre ha la Polo, 1.6 diesel.... è piccolissima, tocchi ovunque, ginocchia, testa, assurda... La A1, penso sia uguale....
Ritratto di bigshaft
8 luglio 2013 - 22:44
...sia dal vivo che in foto, più mi domando come sia stato possibile disegnare un posteriore così brutto, per il resto non metto in dubbio la qualità generale di questa vettura
Ritratto di Jinzo
8 luglio 2013 - 22:46
Per violazione della policy del sito.
Ritratto di gio.G
8 luglio 2013 - 23:17
20
Ahahahahhahahahahahahahahahahahahahahah tu sei il solito poveretto frustrato ahahahhahah
Ritratto di Jinzo
9 luglio 2013 - 11:25
Per violazione della policy del sito.
Ritratto di FED 88
9 luglio 2013 - 11:36
sei un grande!!! ;)
Ritratto di gio.G
9 luglio 2013 - 12:36
20
Ahahahahhahahahahahahahahahaha
Ritratto di Subaru_Impreza
9 luglio 2013 - 15:31
Ovviamente chi dà contro agli anelli è un poveretto frustrato, mentre chi spende 40 milioni per un bidet è sveglio.
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