PROVATE PER VOI

Citroën DS5: Gran lusso, sprint e durezze

Prova pubblicata su alVolante di
marzo 2012

Listino prezzi Citroën DS5 non disponibile

  • Prezzo (al momento del test)

    € 37.200
  • Consumo medio rilevato

    12,4 km/l
  • Emissioni di CO2

    155 grammi/km
  • Euro

    5
Citroën DS5
Citroën DS5 1.6 THP 200 CV Sport Chic
L'AUTO IN SINTESI

Un po’ station wagon, un po’ coupé e un po’ monovolume, è una crossover elegante e ricca di personalità. Ha interni lussuosi, è riccamente equipaggiata e in fatto di qualità di guida non delude la clientela più sportiva, considerate pure le prestazioni di cui è capace il 1.6 turbo da 200 CV. Ma l’insonorizzazione è migliorabile e le sospensioni digeriscono male i fondi sconnessi. 

Posizione di guida
4
Average: 4 (1 vote)
Cruscotto
3
Average: 3 (1 vote)
Visibilità
3
Average: 3 (1 vote)
Comfort
3
Average: 3 (1 vote)
Motore
5
Average: 5 (1 vote)
Ripresa
5
Average: 5 (1 vote)
Cambio
4
Average: 4 (1 vote)
Frenata
4
Average: 4 (1 vote)
Sterzo
3
Average: 3 (1 vote)
Tenuta di strada
4
Average: 4 (1 vote)
Dotazione
4
Average: 4 (1 vote)
Qualità/prezzo
4
Average: 4 (1 vote)
PERCHÉ COMPRARLA
Fa di tutto per distinguersi

Frontale imponente, vistose cromature ma anche un’equilibrata eleganza contraddistinguono questa cinque porte. Che non rinuncia alla sportività: l’assetto prevede cerchi di 19 pollici e sospensioni rigide (sulle buche, anche troppo). Adeguato al contesto il grintoso 1.6 turbo da 200 CV, che neppure è troppo assetato di benzina. La Sport Chic è quella meglio accessoriata, altrimenti c’è la So Chic, più a buon mercato ma priva, fra l’altro, dei sedili in pelle e dei fari bixeno.

Praticamente impossibile individuare concorrenti dirette della Citroën DS5, il modello più grande (450 cm di lunghezza) della serie “premium” della casa francese: è una crossover a cinque porte imponente ma anche grintosa, resa ancor più personale dagli inserti cromati ai lati del cofano e nei sottoporta. Non meno particolari i finestrini che senza (apparente, grazie ai montanti scuri) soluzione di continuità vanno a formare il lunotto, tagliato in due dallo spoiler.

Certo, se parliamo di praticità, in giro c’è di meglio: dietro c’è un largo divano, ma pure poco spazio per i piedi (le poltrone anteriori sono basse), e la soglia del baule è lontana dal suolo. Inoltre l’impostazione dell’assetto è sportivo e lascia poco spazio al comfort: i cerchi di 19 pollici, le sospensioni “solide” e le carreggiate allargate rispetto a quelle della DS4 dalla quale è derivata la scocca (+4,5 cm davanti, + 8 cm dietro), privilegiano la guidabilità.
 
Anche il brillante 1.6 turbo a iniezione diretta di benzina (200 CV) è capace di dare emozioni, sebbene in autostrada il suo rombo si faccia sentire parecchio; in compenso, tenuto conto delle prestazioni, non è troppo assetato. Quanto allo sterzo, è piuttosto preciso ma, quando ci si smette di guidare da turisti e si inizia a “spingere”, lo si vorrebbe più solido. Comunque, tenuta di strada e frenata sono inappuntabili.
 
Lo Sport Chic è l’allestimento più ricco e offre inclusi nel prezzo anche i fari bixeno a orientamento automatico, i sedili rivestiti in pelle (quelli davanti con regolazione e riscaldamento elettrici) e il navigatore che serve anche l’utile telecamera di retromarcia: sono tutti accessori non presenti nel più abbordabile So Chic equipaggiato con lo stesso motore e, comunque, provvisto di “clima” bizona e sensori di parcheggio posteriori.
VITA A BORDO
3
Average: 3 (1 vote)
Raffinata e funzionale
Di sicuro non banale, l’abitacolo soddisfa anche per la qualità costruttiva, sebbene la leggibilità dell’avveniristico cruscotto non sia il massimo. L’agio non manca neppure dietro, visto che il divano è abbastanza largo per tre; ma dato che le poltrone anteriori sono basse, non abbonda lo spazio per infilarci i piedi sotto. Altrettanto curato il baule, discretamente ampio e ben sfruttabile; criticabile soltanto la soglia, sì rivestita in acciaio inox, ma alquanto distante dal suolo e scomoda con i colli pesanti.
 
 
Plancia e comandi
Più che quello di un’auto, il lussuoso e ben fatto ponte di comando sembra quello di un aereo, con la consolle che prosegue nel tunnel centrale; quest’ultimo ospita la manopola e la tastiera dai quali si gestiscono i servizi di bordo, incluso il navigatore. Avveniristico il cruscotto, ma i piccoli indicatori secondari e il contagiri digitale a tacche si leggono peggio del tachimetro (che è doppio: analogico e con cifre lcd); all’avviamento, da sopra la grossa palpebra di protezione emerge lo schermo dell’head-up display. Originali, e anche funzionali, i comandi asimmetrici del “clima” (sono nella plancia), mentre il volante sportivo schiacciato inferiormente non è comodissimo quando si fa scorrere la corona fra le mani.
 
Abitabilità
Le belle e sagomate poltrone davanti sono comode, ma anche piuttosto basse e il risultato è che chi sta dietro ha poco spazio per infilarci i piedi sotto; al di là di questo dettaglio, l’abitabilità posteriore è buona, se necessario anche per tre. Lo spazio per riporre gli oggetti è parecchio soprattutto nel “pozzetto” refrigerato sotto il bracciolo centrale, meno nel vano di fronte al passeggero (che in compenso è illuminato e rivestito in materiale morbido); ci sono due piccoli cassetti anche nel soffitto, vicino ai pulsanti per azionare le tendine che oscurano separatamente le tre parti in vetro del tetto e a quelli per regolare la posizione delle scritte dell’head-up display. Lo speciale rivestimento in “pelle Club” dell’esemplare in prova, esteso ai pannelli delle porte, si paga a parte. 
 
Bagagliaio
In quanto a capienza, il baule è adeguato alle esigenze di una famiglia, anche perché essendo piuttosto profondo permette di sovrapporre senza problemi anche valigie di grossa taglia. Tuttavia, l’accesso è reso scomodo dalla soglia, posta a ben 77 cm da terra (una quota da suv) e di 16 cm più alta del piano di carico. In compenso, su quest’ultimo non si formano dislivelli quando si reclina lo schienale (frazionato asimmetricamente, oltre che provvisto di botola passante per gli sci). Di elevata qualità il rivestimento interno e l’attenzione ai dettagli.
COME VA
4
Average: 4 (1 vote)
Veloce e precisa, ma lo sterzo…
In città l’agilità non manca e il motore assicura sprint ai semafori, ma al momento di parcheggiare è meglio affidarsi a sensori e telecamera, perché dal lunotto si vede poco. L’assetto sportivo e le gomme ribassate permettono di divertirsi in sicurezza nei percorsi ricchi di curve e assicurano stabilità e precisione quando si va forte; tuttavia lo sterzo, leggero e poco diretto, non è l’ideale nella guida sportiva. Il vigore del 1.6 turbo è tale che si può quasi fare a meno di usare il cambio: in quinta o sesta marcia la ripresa è “travolgente”. L’insonorizzazione, però, è migliorabile, e di ciò ci si accorge soprattutto ad andatura autostradale.
 
 
In città
La leggerezza del volante aumenta la sensazione di agilità, e il motore – pronto ed elastico – non costringe a ricorrere continuamente al cambio per adeguarsi alla velocità del traffico. Le sospensioni non sono rumorose, tuttavia transitando sul pavé o sulle rotaie del tram non mancano i sobbalzi: colpa della taratura sportiva degli ammortizzatori e delle gomme ribassate. Della scarsa visuale offerta dal lunotto si soffre nei parcheggi, ma c’è da dire che la Sport Chic rimedia al problema offrendo sensori e retrocamera di serie.
 
Fuori città
Gli amanti della guida brillante saranno sedotti dalla solidità dell’assetto, che permette di affrontare le curve senza sbavature; c’è un po’ di rollio, ma le reazioni sono equilibrate anche al limite. All’altezza della situazione pure i freni, che oltre a essere davvero potenti vantano una discreta resistenza, mentre dallo sterzo ci si aspetterebbe qualcosina in più: anche se non difetta di progressività e precisione, quando si alza il ritmo si rivela insufficiente in termini di solidità nonché troppo demoltiplicato. Generoso e sempre disponibile il motore (capace di riprese vigorose anche con le marce superiori) e non troppo assetato: sulle strade extraurbane si fanno tranquillamente più di 14 km/l.
 
In autostrada
In sesta marcia a 130 orari, il 1.6 turbo lavora a 3400 giri: un regime non particolarmente contenuto che, senza troppo incidere sui consumi (12,1 km/l la media da noi rilevata), rende prontissima la risposta all’acceleratore e permette di recuperare velocità dopo un rallentamento senza che vi sia necessità di scalare marcia. L’insonorizzazione, però, non è all’altezza delle migliori rivali e della rigidità dell’assetto si patisce sulle giunzioni dei viadotti. In compenso della precisione non ci si può certo lamentare, e la stabilità non viene messa in crisi nemmeno nelle manovre d’emergenza.
QUANTO È SICURA
5
Average: 5 (1 vote)
Ha i fari che “seguono” la strada
Promossa con cinque stelle, ossia il massimo punteggio, nei crash test Euro NCAP, la DS5 ha una dotazione di sicurezza piuttosto ricca: offre di serie anche i fari bixeno che si orientano automaticamente verso l’interno delle curve per migliorare l’illuminazione. Volendo, c’è anche il sistema per chiamare i soccorsi fornendo la posizione del veicolo in caso d’incidente.
 
 
 
Oltre all’Esp e ai sei airbag, con quelli a tendina estesi a proteggere la testa dei passeggeri posteriori, la DS5 offre inclusi nel prezzo il cruise control (con funzione di limitatore di velocità), i fendinebbia e i fari bixeno che si orientano automaticamente in curva. In caso di necessità si può contare sul Citroën Localized Emergency Call, che permette di chiamare i soccorsi premendo un tasto nel soffitto e fornisce automaticamente la posizione dell’auto sfruttando il sensore gps del navigatore. La protezione offerta agli occupanti in caso di impatto è al livello delle migliori vetture della categoria: nei crash test Euro NCAP, superati con le cinque stelle di valutazione massima, questa originale francese ha ottenuto punteggi parziali dell’89% per i passeggeri adulti e dell’83% per i bambini che viaggiano su seggiolini Isofix. Altrettanto notevoli i 97 punti percentuali assegnati ai sistemi di sicurezza, mentre sono al di sotto della media i 40 riferiti alla salvaguardia dei pedoni in caso d’investimento.

 

NE VALE LA PENA?
4
Average: 4 (1 vote)
Non è solo “immagine”
Gli “sportivi” potranno desiderare uno sterzo più diretto, chi bada alla praticità un baule meglio accessibile, ma la sostanza resta: ben costruita ed esteticamente originale, DS5 è una berlina fuori dal coro, meno confortevole delle rivali “ordinarie” ma più gratificante da guidare. Adeguato alla personalità dell’auto anche il 1.6 turbo a benzina, trattabile quando si va a spasso ed emozionante se si cercano le prestazioni. Il lussuoso allestimento So Chic non è regalato, ma la dotazione da vera ammiraglia giustifica ampiamente l’esborso.
 
 
In fatto di personalità fa impallidire fior di coupé, delle quali tende a riproporre anche le qualità dinamiche, visto che tenuta di strada e stabilità sono da sportiva (ma non lo sterzo, poco “affilato”). Il che, comunque, si paga in termini di comfort, a causa della rigidità delle sospensioni e del “rombo” del motore, invadente in autostrada. Essendo spaziosa, la più grande delle Citroën DS può anche svolgere il ruolo di originale berlina da famiglia, tanto più che la piacevolezza di guida non manca nemmeno quando si va piano: il 1.6 turbo a iniezione diretta di benzina con distribuzione a fasatura variabile (di derivazione BMW) non è solo potente, ma anche elastico (e abbastanza parco). Tuttavia, all’atto pratico si devono fare i conti con il baule dalla soglia alta, che non va d’accordo con pesanti valigie e passeggini. In quanto alle considerazioni sul prezzo, è evidente che tanta personalità si paga. Ma data la sopraffina qualità costruttiva, i materiali ricercati e la dotazione di serie che include pure il superfluo, il gioco vale la candela.

 

PERCHÉ SÌ

Dotazione
Raro trovare inclusi nel prezzo accessori come il tetto panoramico in vetro diviso in tre parti, i fari bixeno o i sedili in pelle con regolazione elettrica e funzione massaggio dal lato guida: la Sport Chic non costa poco, ma è equipaggiata come un’ammiraglia.

Materiali 
La plancia e la consolle sono realizzate con plastiche dall’aspetto “ricco” e impreziosite da inserti in alluminio, e la pelle impiegata per i sedili e per i pannelli delle porte è morbida e robusta; di qualità pure i rivestimenti in moquette. 
 
Motore
Dolce nell’erogazione e generoso di coppia sin dai regimi inferiori, si adatta perfettamente alla guida rilassata e non chiede troppa benzina; ma quando si preme a fondo l’acceleratore è pronto a tirare fuori le unghie.
 
Tenuta di strada
Le sospensioni sportive tengono sotto controllo il rollio, i cerchi di elevato diametro e la gommatura generosa favoriscono l’aderenza: nei percorsi tortuosi il comportamento è equilibrato; progressive le reazioni al limite.
PERCHÉ NO

Accessibilità baule
A parte il fatto che manca un pulsante di sblocco del portellone, le operazioni di carico e scarico sono poco agevoli perché la soglia è parecchio distante da terra, e forma pure un dislivello di 16 cm rispetto al pavimento.

Comfort
Non siamo al livello di una sportiva ma quasi: l’assorbimento delle sconnessioni è penalizzato dalla rigida taratura degli ammortizzatori, e i pneumatici super-ribassati non migliorano di certo la situazione. Inoltre, ad alta velocità il motore si fa sentire troppo.
 
Cruscotto
Il design è sicuramente d’impatto, non altrettanto la funzionalità: per esempio, l’indicatore del livello del carburante e il termometro del circuito di raffreddamento sono troppo piccoli, mentre il contagiri digitale di poco agevole interpretazione. 
 
Visibilità
In retromarcia, il lunotto diviso in due parti penalizza parecchio (oltretutto, l’area “servita” dal tergicristallo è davvero minuscola): meglio affidarsi alla telecamera. Davanti, invece, si soffre della limitata altezza del parabrezza

 

SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 1598
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 147 (200)/5500-6800
Coppia max Nm/giri 275/1700-4500
Emissione di CO2 grammi/km 155
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 453/187/151
Passo cm 273
Peso in ordine di marcia kg 1430
Capacità bagagliaio litri 453/1288
Pneumatici (di serie) 235/40 R 19

 

 

I NOSTRI RILEVAMENTI
VELOCITÀ MASSIMA   Rilevata Dichiarata
in 6a a 6100 giri   231,2 km/h 235 km/h
       
ACCELERAZIONE Secondi Velocità di uscita Dichiarata
0-100 km/h 7,9   8,2 secondi
0-400 metri 15,7 148,1 km/h 16,0
0-1000 metri 28,1 190,5 km/h 28,3 secondi
       
RIPRESA Secondi Velocità di uscita Dichiarata
1 km da 40 km/h in 5a 31,3 181,1 km/h non dichiarata
1 km da 60 km/h in 6a 30,1 170,1 km/h non dichiarata
da 40 a 70 km/h in 5a 6,1    
da 80 a 120 km/h in 6a 9,9   non dichiarata
       
CONSUMO   Rilevato Dichiarato
In città   10,4 km/litro 11,2 km/litro
Fuori città   14,5 km/litro 18,2 km/litro
In autostrada   12,1 km/litro non dichiarato
Medio   12,4 km/litro 14,9 km/litro
       
FRENATA   Rilevata Dichiarata
da 100 km/h   35,5 metri non dichiarata
da 130 km/h   61,4 metri non dichiarata
       
ALTRI VALORI   Rilevati Dichiarati
A 130 km/h effettivi il tachimetro indica   134 km/h non dichiarata
Diametro di sterzata tra due marciapiede   11,7 metri 11,2

 

 

Citroën DS5 1.6 THP 200 CV Sport Chic
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I VOTI DEGLI UTENTI
40
17
5
8
9
VOTO MEDIO
3,9
3.898735
79
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Ritratto di MatteFonta92
3 gennaio 2013 - 19:17
3
Davvero un'auto stupenda! L'ho vista più volte dal vivo, e ci sono salito, è davvero fatta bene e ha una linea che fa impazzire! Il motore sembra ottimo, per questo tipo di auto il benzina credo sia più indicato. Credo che sia l'erede "spirituale" della mitica Citroën DS, infatti, come l'antenata, è un'auto unica, fuori dagli schemi. La adoro!
Ritratto di Enrico Q5
3 gennaio 2013 - 20:56
1
Si concordo con quello che hai detto, ci sono salito un paio di volte... è stupenda fuori, ma ancor di più dentro, che è rifinita benissimo ed è molto originale...ricordati che il motore è Bmw, se non sbaglio (che a quanto sembra è la casa migliore del mondo).
Ritratto di MatteFonta92
3 gennaio 2013 - 23:17
3
Il motore fa parte della famiglia di propulsori che PSA e BMW hanno sviluppato in comune con una joint-venture, che vengono chiamati motori Prince. Quindi non sono puramente BMW, ma sono sicuramente migliori dei PSA. Io stesso ho avuto la possibilità di provare uno di questi motori, il 1.4 16v VTi da 95 CV che era sulla Peugeot 207 di mio zio, e ne sono rimasto davvero soddisfatto.
Ritratto di Motorsport
4 gennaio 2013 - 17:15
Per il resto non mi piace tanto...
Ritratto di trotalibre
17 gennaio 2013 - 12:33
sembra la DS1 gonfiata come un canoto, quindi i problemi sono sempre gli stessi, linee pesanti e baroccheggianti che rendono l'auto deforme e troppo carica nel suo insieme, agiungamoci anche l'effetto canotto, interni poco orignali, della serie vorrei essere crucca ma non posso, prezzi iperbolici con motori mediocri, della serie, quando il marketing crea dei mostri. viral marketing con una bella dose di sciovinismo che contraddistingue i marchi generalisti transalpini ovviamente.. Peccato, perchè, le pontenzialità nel marchio citroen ci sono..
Ritratto di trotalibre
17 gennaio 2013 - 13:36
volevo scrivere ds3, scusate l'errore di digitazione..
Ritratto di MatteFonta92
17 gennaio 2013 - 16:57
3
Puoi dire quello che ti pare, ma per me quest'auto resta assolutamente fantastica, stupenda in tutto, e di certo non cambierò idea solo per le opinioni (poco condivisibili) che hai scritto tu (definire mediocre un motore che per metà è un BMW francamente mi pare assurdo...).
Ritratto di trotalibre
17 gennaio 2013 - 19:55
-Infatti, mi dispiace per te, ma per fortuna in Italia siamo ancora in una democrazia, quindi, posso dire ciò che voglio! -ha si? motore mezzo bmw... adesso dovresti dirmi quale parte del motore è bmw e quale invece quello peugeot... oppure se vogliameo rendere la cosa ancora più divertente, potresti spiegarci di grazia, quale parte di una i-MiEV-CZERO-ion dovrebbe essere made in Peugeot e quale invece è made in mitzu.. , oppure.. quale parte del motoe KR (made in daihatsu) montati dal trio 'lescano' (AYGO,C1,107) è made in peugeot e qual parte invece è made in daihatzu.. ma come è bello il (potente ma farlocco) marketing francese dei media 2.0 hi hi hi -nello stesso segmento, la stessa BMW può offrirti ben altri motori con ben altre prestazioni, quindi, se parlo di mediocrità non parlo del 1.6 THP made in GERMANY nello specifico, ma piuttosto maggiore scelta nei motori che la concerrenza tedesca può offrire nei confronti del gruppone francese in codesto segmento.. compris?
Ritratto di Nico 87
14 giugno 2013 - 17:45
Addirittura ha il telaio della C4 picasso con annesso ponte torcente.... :( mi vengono i brividi!
Ritratto di luca6919
1 settembre 2014 - 11:42
che non ci fosse quello che è sempre bastian contrario. Avresti il coraggio di dire che le Mayback sono scomode e rifinite male.... Ma facci il piacere....
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