RACCORDO ANULARE - Se n'è andato sul Raccordo Anulare Andrea De Cesaris, pilota di quella scuola romana che, all'inizio degli Anni 80, espresse un altro talento prematuramente scomparso: Elio De Angelis. Classe 1959, De Cesaris ha perso la vita in un incidente stradale mentre era a bordo della sua moto in direzione Bufalotta, a soli 55 anni compiuti il 31 maggio.
SEMPRE AL LIMITE - La sua carriera parla di 214 Gran Premi disputati, con uno score tutto sommato modesto: due secondi posti (Germania 1983 e Sudafrica 1983), una pole position (a Long Beach, l'anno prima: all'epoca fu il più giovane a partire al palo in una gara di Formula 1, sottraendo il primato a Jacky Ickx) e un giro più veloce (Belgio 1983), tutti ottenuti sull'Alfa Romeo. Sull'altro piatto della bilancia, 148 gare non finite per ritiro, 22 delle quali consecutive, e un nomignolo affibbiatogli dalla stampa inglese per la sua guida irruente: Andrea De Crasheris.
FU IL DOPO PROST - Eppure, se il romano ha disputato quindici stagioni iridate, quattordici delle quali complete, un motivo c'è, ed è ben preciso: cercava sempre il limite. Il suo punto di svolta avvenne troppo presto: nel 1981 sostituì alla McLaren un certo Alain Prost, approdato alla Renault. La monoposto non era propriamente un fulmine (ma Watson la portò alla vittoria a Silverstone: era la prima Formula 1 con telaio in fibra di carbonio), le aspettative alte e il solo punto conquistato gli valsero il biglietto di ritorno per l'Alfa Romeo, dove - tra il 1982 e il 1983 - si tolse le maggiori soddisfazioni.
TRA I MITI - De Cesaris è sempre stato un osso durissimo per il compagno di squadra di turno in termini di velocità pura: si può dire che l'unico che lo sovrastò realmente fu un certo Michael Schumacher, al debutto in Formula 1, nell'unico Gran Premio disputato (quello del Belgio) con la Jordan. Un piede pesante, pesantissimo, con la passione del windsurf e della forma fisica, un accento romano mai perso, e un cospicuo numero di generazioni di piloti incrociati in carriera: nel 1980 c'era la Formula 1 di Gilles Villeneuve, nel 1994 quella di Michael Schumacher. Nel mezzo, gente come Prost, Senna, Lauda, Piquet e Mansell: nomi che hanno scritto la storia della Formula 1, il che non è propriamente poco.