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La Caterham cerca soldi con il “crowdfunding”

12 novembre 2014

Il team inglese spera di esserci nell'ultimo Gran Premio dell'anno e cerca soldi in vari modi.

La Caterham cerca soldi con il “crowdfunding”
OBIETTIVO EMIRATI - Mancano i soldi, non certo l'inventiva, alla Caterham: il team ha saltato Austin e Interlagos dopo avere avviato le procedure concorsuali, ma sta provando a non mancare l'appuntamento di Abu Dhabi. Negli Emirati Arabi la ricchezza è tangibile, e la passerella di Yas Marina può valere parecchio: un sorriso di carta velina dietro il rosso dei conti, ma anche una buona prestazione in pista, possono cambiare i destini di una delle scuderie più piccole della Formula 1.
 
COLLETTA IN ATTO - La prima idea è copiata da quella avuta a suo tempo da Kamui Kobayashi: un paio d'anni fa la Sauber appiedò il pilota giapponese (quest'anno in forza alla Catheram) e quest'ultimo si inventò una richiesta pubblica di aiuto tra i propri fan. Il risultato fu un successione: due milioni di euro raccolti, abbastanza per cercare un sedile per il 2013 (missione fallita per la Formula 1) e il 2014 (compiuta, ma con destinazione Caterham: col senno di poi, forse non la migliore scelta del mondo). Si è fatto ricorso al crowdfunding, nel quale si possono raccogliere fondi tramite un appello su Internet, per raccogliere 2,5 milioni di sterline - poco più di 3 milioni di euro, la cifra necessaria per salpare con destinazione Emirati Arabi.
 
FUORI TUTTO - Via anche alla vendita su eBay di varie memorabilia e pacchetti tecnici: guanti dei meccanici e dei piloti, nonché le scarpe. Due gli alettoni anteriori venduti e due quelli posteriori, a più di 3.000 e quasi 4.000 euro rispettivamente; immancabili cappellini, t-shirt, polo, tute e altro. Ma ci sono anche offerte per inserire il proprio nome (1.275 euro) o logo (più di 2.500) sull’auto di Adu Dhabi. L'intero weekend con il pass da vip e accesso ai box costa più di 50.000 euro: non pochi, per dirla tutta. Ma pare che la corsa contro il tempo veda la Caterham ancora in partita: nelle (esangui) casse del team inglese sono confluiti 1,5 milioni di euro.
 
TOCCA AD ALICE? - Senza dimenticare un prezioso bene in vendita: il seggiolino delle proprie monoposto. L'amministratore Finbarr O’Connell ha ricevuto l'offerta di un ex sergente della Royal Air Force, Jim Fraser, per fare correre alla nipote 21enne Alice Powell le prime prove libere del venerdì. 35.000 sterline la proposta indecente; un punto in GP3 nel 2012 il curriculum di Alice, e il Campionato Barc di Formula Renault vinto nel 2010. Forse un po' poco per la Formula 1, ma di sicuro abbastanza per sognare: d'altronde, dal secondo campionato sono emersi piloti come Kimi Raikkonen e Lewis Hamilton.


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Ritratto di PongoII
12 novembre 2014 - 19:05
7
La notizia era già trapelata domenica scorsa in Brasile. Trovo encomiabile che, per certi versi, ci si umili a fare la carità. Non contesto il concetto di "crowdfunding", ritengo solo che per un privato cittadino sponsorizzare una scuderia che, normalmente, a metà gara è già doppiata non possa di certo dare eccessivo appagamento. Come il fregiarsi di magliette o berrettini verdi... se non sei a Pontida non ci fai un bel niente... D'altronde 3 milioni di € per spostare armi e bagagli dall'Inghilterra ad Abu Dhabi da l'idea dei costi della F1 attuale e del fatto che sia sempre più ostico entrarci da zero. Ma chissà, forse vedremo pure Alice in pista, a patto che non la facciano correre col velo sotto il casco....
Ritratto di monodrone
13 novembre 2014 - 10:50
F1 sempre più inutile. Almeno questi corrono onestamente, con vera passione. Poi ci sono piovre come Ferrari che vegeta in campionato con i soldi di mammina fiat cioè quelli dei contribuenti italiani. Milioni di milioni per concludere una mazza. Vergogna!!!!!!!
Ritratto di PongoII
15 novembre 2014 - 08:22
7
Il crowdfunding ha raggiunto l'obbiettivo. La Caterham ad Abu Dhabi ci sarà.

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