Venerdì 1 maggio (prove libere e qualifiche Sprint)
Sabato 2 maggio (Sprint race e qualifiche)
Domenica 3 maggio (gara)
La Formula 1 torna in pista dopo una pausa forzata di cinque settimane e riparte dagli Stati Uniti, con il Gran Premio di Miami 2026. Dopo la cancellazione dei GP del Bahrain e dell’Arabia Saudita, il Mondiale riprende il proprio cammino in Florida, su uno dei tracciati più scenografici del calendario: il Miami International Autodrome, ricavato attorno all’Hard Rock Stadium dei Miami Dolphins. Il weekend sarà in formato Sprint, quindi con la mini gara del sabato e un programma più compatto e intenso rispetto a un fine settimana tradizionale.

Tra i favoriti della vigilia c’è Kimi Antonelli, leader del mondiale piloti con la Mercedes davanti al compagno di squadra George Russell. La scuderia anglo-tedesca arriva a Miami nel ruolo di riferimento tecnico, ma alle sue spalle la situazione resta aperta.
L'aggiornamento più chiacchierato riguarda il debutto di una nuova configurazione dell'ala posteriore mobile (soprannominata "Ala Macarena"). Questo sistema permette una rotazione degli elementi alari fino a 225°, ottimizzando drasticamente la resistenza all'avanzamento (drag) nei tre lunghi rettilinei di Miami.
L'obiettivo è ridurre il consumo di energia elettrica della batteria, permettendo alla vettura di raggiungere velocità di punta più elevate senza "svuotare" prematuramente la componente ibrida.
Proprio da Miami, la FIA ha introdotto nuove restrizioni sulla gestione dell'energia elettrica per aumentare la sicurezza e migliorare lo spettacolo. La ricarica massima è stata ridotta da 8 a 7 MJ, limitando il cosiddetto "super clipping" (la perdita di spinta a fine rettilineo).
I tecnici di Maranello hanno lavorato su nuove mappature per massimizzare la spinta elettrica nei momenti chiave della trazione, adattandosi ai nuovi limiti di potenza (boost ridotto a 150 kW in determinate fasi per contenere le differenze improvvise tra le auto).
La Ferrari ha introdotto una serie di componenti alleggerite per avvicinarsi al limite minimo di peso regolamentare. Interventi mirati sulla scatola della sospensione anteriore e sui cablaggi interni per risparmiare preziosi grammi.
È stata rivista la parte laterale del pavimento e l'estrattore per migliorare l'effetto suolo. L'obiettivo è generare più carico dal sottovettura, permettendo di utilizzare ali più scariche e migliorare l'efficienza complessiva.
Al via i piloti si divisero tra gomme Medium e Hard, mantenendo aperta la possibilità di fermarsi in caso di neutralizzazione o di cambiamento improvviso del meteo. La finestra dei pit stop si collocò sostanzialmente a metà gara, con stint lunghi favoriti dal basso degrado delle mescole. Il degrado degli pneumatici, su questa pista, è generalmente contenuto. Proprio per questo la strategia più probabile resta quella a una sola sosta, con stint piuttosto lunghi e una gestione gomme non esasperata.

Sul piano tecnico, Miami rappresenta un banco di prova interessante. Il tracciato misura 5,412 chilometri, conta 19 curve e tre lunghi rettilinei, per un totale di 57 giri in gara. L’asfalto, rifatto nel 2023, è poco abrasivo e tende a migliorare sensibilmente nel corso del weekend, man mano che la pista si gomma. Per questo appuntamento Pirelli porterà le tre mescole più morbide della gamma, cioè C3, C4 e C5.
A Miami bisogna sempre tenere in considerazione il rischio di neutralizzazioni: pur non essendo un cittadino puro, il circuito ha caratteristiche che non perdonano gli errori, e un contatto o una safety car possono cambiare rapidamente lo scenario della gara.
Un elemento da non sottovalutare sarà il meteo. Nel 2025 la Sprint mostrò quanto rapidamente la pista di Miami possa asciugarsi: dopo forti rovesci prima della partenza, i piloti passarono dalle intermedie alle slick nell’arco dei 19 giri. Anche quest’anno condizioni variabili potrebbero rendere meno prevedibile un weekend già reso più complesso dal formato Sprint.






























