Con l’entrata in vigore del nuovo ciclo regolamentare 2026, la Formula 1 ha introdotto uno strumento inedito per evitare che le differenze prestazionali tra i costruttori di motori si consolidino in vantaggi inamovibili per anni. Stiamo parlando dell’ADUO, acronimo di Additional Development and Upgrade Opportunities, traducibile in italiano come “Opportunità Addizionali di Sviluppo e Aggiornamento”.
L’acronimo è già diventato uno dei termini più discussi nel paddock, con potenziali ricadute dirette sugli equilibri del campionato in corso d’opera. Per la Ferrari, in particolare, il meccanismo rappresenta una delle chiavi principali nella rincorsa alla Mercedes, che nei primi Gp è apparsa decisamente più veloce nei rettilinei.

La FIA ha introdotto questo sistema nei regolamenti sportivi della power unit 2026 per impedir che un singolo costruttore accumuli un vantaggio tecnico tale da rendere vani gli sforzi delle squadre concorrenti. Il riferimento implicito è alla stagione 2014, quando la Mercedes si presentò all’alba dell’era ibrida con un motore tanto superiore da determinare il dominio delle frecce d’argento per un ciclo regolamentare quasi intero.
A differenza di quanto avviene nel WEC, dove il Balance of Performance penalizza i costruttori di vertice imponendo handicap, l’ADUO non limita in alcun modo i leader, ma fornisce esclusivamente strumenti di sviluppo aggiuntivi a chi insegue.

Il sistema si basa sul cosiddetto ICE Performance Index, un indice prestazionale calcolato dalla Fia sui dati telemetrici delle power unit in gara, con cui la federazione confronta il rendimento del motore endotermico di ogni costruttore rispetto alla migliore unità in griglia. Le concessioni scattano in modo progressivo, su base percentuale.
I costruttori il cui indice si colloca tra il 2% e il 4% al di sotto del riferimento ottengono un aggiornamento di omologazione aggiuntivo nella stagione in corso e uno in quella successiva. Chi accusa un ritardo superiore al 4% ha diritto a due aggiornamenti extra nell’anno e due nel seguente.
Al pacchetto si aggiungono, secondo quanto stabilito dal regolamento sportivo ufficiale della Fia, un incremento del 30% nelle ore di operatività al banco prova ICE nel periodo di dodici mesi che decorre una settimana dopo la quinta gara dell’anno in cui i criteri risultano soddisfatti. Nei casi di maggiore criticità è previsto anche uno sgravio sul budget cap destinato allo sviluppo del motore.
Gli aggiornamenti non sono cumulabili all’interno della stessa stagione e vengono concessi una sola volta, al primo momento di valutazione in cui il costruttore risulta eleggibile.

La FIA ha previsto tre finestre di valutazione nel corso della stagione, ogni sei gare del calendario. Il primo riscontro era atteso a Miami, sesta tappa in programma, ma la cancellazione delle gare in Bahrain e Arabia Saudita a causa del conflitto in Medio Oriente ha reso Miami il quarto appuntamento stagionale, rimescolando le tempistiche. Il direttore tecnico della FIA, Nicolas Tombazis, ha precisato che la federazione continuerà a raccogliere dati almeno fino al Gran Premio del Canada prima di pubblicare la prima tranche di risultati definitivi.

Il team principal della Ferrari, Frédéric Vasseur, ha indicato pubblicamente nell’ADUO un’opportunità concreta per ridurre il distacco dalla Mercedes, che si è imposta come costruttore di riferimento fin dalle prime gare. Il tallone d’Achille della SF-26 è il motore endotermico, deficitario in termini di potenza pura sui rettilinei.
Il meccanismo non è esente da tensioni nel paddock. Il team principal della Mercedes, Toto Wolff, ha invitato la FIA a garantire che gli aggiornamenti concessi tramite l’ADUO non alterino la gerarchia competitiva già consolidata, precisando che il sistema deve servire a recuperare terreno e non a ribaltare l’ordine in pista. Wolff ha lasciato intendere che, a suo avviso, solo un costruttore si trovi in reale difficoltà, alludendo alla Honda, con gli altri sostanzialmente allineati tra loro.






