FERRARI AL TOP - Prima non la guardavano neanche, snobbandola. Ora hanno tutti paura di lei. Dalle parti della Red Bull non vedono che la Ferrari. La sognano di notte e... di giorno. Accecati dal bagliore del rosso fuoco della F10, piloti, meccanici, ingegneri, dirigenti, temono solo Fernando Alonso nella rincorsa al titolo. E si sono addirittura dimenticati dell’argento della McLaren. Ma perché la Ferrari fa così paura? Perché i tanti piccoli cambiamenti tecnici ed aerodinamici effettuati durante l’estate, con migliorie continue sulle ali, sul fondo e sul diffusore (novità in tal senso sono previste anche per Suzuka), oltre che l’introduzione dello F-Duct, hanno permesso alla F10 di divenire una monoposto competitiva e costante su ogni tipologia di circuito. Da primato sulla pista più veloce del mondiale, Monza, da primato su un circuito cittadino come Singapore. Mentre non si può dire la stessa cosa per la Red Bull che soffre parecchio quando si tratta di andare su tracciati privi di curve dove il grip non è poi così fondamentale, vedi Montreal o Monza, appunto.

ALONSO NON SBAGLIA - Poi, fa paura Alonso. Lo spagnolo sembra avere già dato in quanto ad errori ed ora impressiona la sua forza mentale. Messa in campo a Monza contro Jenson Button e ancora di più a Singapore contro Sebastian Vettel. Alonso ha una sua logica in questo senso: “Il mondiale di F.1 è un campionato che dura dieci mesi, nessun atleta vive una competizione così a lungo come noi, nemmeno quelli del calcio. Per cui è logico che non si può essere sempre al cento per cento a livello fisico, mentale, di motivazione e di concentrazione. È inevitabile vivere degli alti e bassi. In questo momento però, mi sento al massimo. Mi è capitato nel passato di arrivare al mese di settembre e sentirmi completamente stressato, stanco, con tutti i voli intercontinentali di fine campionato da affrontare. Quest’anno invece, tutto è differente. Mi sento più rilassato, come se la stagione iniziasse ora e non so perché, ma sento una grande voglia di correre a Suzuka”.




