NEWS

Ferrari, una vittoria targata 2009

17 marzo 2010

La magica doppietta del team di Maranello in Bahrain è figlia di una programmazione partita la scorsa estate, quando venne deciso di fermare lo sviluppo della deludente F60.

LASCIATO AL SUO DESTINO - La doppietta Ferrari del Bahrain è stata costruita nell’estate del 2009. In quel periodo, a Maranello si decise che la F60 era da lasciare al suo destino e con essa i piloti che la guidavano. Kimi Raikkonen venne abbandonato e sottoposto alle ingiuste critiche dei media, dei fans, dello stesso presidente Luca di Montezemolo che si inventò la storia del gemello del pilota finlandese. Furono immolati alla causa anche Luca Badoer e Giancarlo Fisichella, ma i due piloti italiani ci misero anche del loro per non ben figurare. Con la dovuta calma è quindi nata la F10. E subito è stata veloce e affidabile.  

GLI ELOGI DI ALONSO - Fernando Alonso (nella foto sopra all'arrivo delle gara di domenica) l’ha elogiata dopo i primi giri nei test invernali definendola la miglior macchina mai guidata. Una esagerazione forse. Ma ecco che alla prima corsa, Alonso ha saputo portarla alla vittoria battendo il compagno Felipe Massa. Una doppietta sensazionale, che dopo la qualifica era nell’aria. In Ferrari ci speravano. Da battere, almeno sulla carta, vi era un solo pilota, una sola macchina: Sebastian Vettel e la Red Bull-Renault. Si sapeva che Vettel poteva commettere errori se messo sottoposto a pressione. Ma questo non si è verificato. Il tedesco nulla ha sbagliato.
 

Ferrari alonso massa baharein 2010 crop
Le due Ferrari nella gara del Bahrain conclusa al primo e secondo posto.


UN SORPASSO DA LEADER
- È stata la Red Bull ad avere i suoi classici problemi ed Alonso, rapace come nei giorni migliori, ha colto l’occasione al volo. Ma lo spagnolo si era già messo in evidenza realizzando una serie di impressionanti giri veloci che lo avevano riportato sotto Vettel, salvo poi rinunciare a continuare su quei ritmi per non distruggere le gomme. Alonso è stato spettacolare anche in partenza quando ha affiancato all’esterno della prima curva a destra il compagno Massa, mettendosi nella migliore posizione per la successiva piega a sinistra. Per Alonso, che a stento aveva digerito il terzo tempo in qualifica dietro al brasiliano, era necessario, indispensabile, far vedere alla Ferrari, al mondo, che quello era stato un incidente di percorso, figlio di due errorini (tra l’altro ammessi con onestà) anche comprensibili su un circuito così lungo. E allora era indispensabile mettere il proprio muso davanti a quello di Massa il più presto possibile.  

RED BULL DA BATTERE - Il brasiliano dal canto suo, è parso un po’ rinunciatario nel subìre l’attacco di Alonso e nel non cercare una immediata replica. Ha accusato il colpo? Successivamente, non ha potuto fare molto perché le temperature del motore erano sempre piuttosto alte nonostante avesse una unità nuova. La Ferrari in Bahrain ha quindi trovato un’unica vettura rivale: la Red Bull di Vettel. Ma la domanda che ci si pone è: la Ferrari avrebbe raccolto la doppietta senza l’inconveniente tecnico che ha guastato la grande gara di Vettel? Stefano Domenicali dice di sì, forse con troppa fiducia, affermando che Alonso stava gestendo le gomme per l’attacco finale. Ma anche Vettel si era risparmiato e lo aveva dimostrato quando il ferrarista si era avvicinato. Rimane il fatto che la F10 ha dimostrato di possedere il pacchetto che necessita per vincere un campionato del mondo: velocità e affidabilità. In Australia vedremo se McLaren e Mercedes entreranno a far parte dei contendenti iridati e se la Red Bull sarà più solida.



Aggiungi un commento

NEWS FORMULA 1