FINO AL 2020? - Mentre i motori romberanno sul circuito monzese nel fine settimana del 7 settembre, quando si disputerà il gran premio d’Italia di Formula 1 2014, negli uffici dell’autodromo si svolgerà un’importante riunione, per vedere confermata questa gara negli anni futuri. I rappresentanti dell’impianto lombardo, fra cui il presidente della società che lo gestisce (la Sias) Andrea Dell’Orto e il numero uno dell’Aci di Milano, il pilota Ivan Capelli, dovranno convincere Bernie Ecclestone, a capo della Fom, (Formula One Management, società che gestisce gli aspetti commerciali del “Circus”) a rinnovare fino al 2020 il contratto in scadenza nel 2016.
SERVONO INVESTIMENTI - Ecclestone non sembra convinto di questo rinnovo; ai suoi occhi il GP ha perso “appeal”, nonostante quella di Monza sia una pista storica e universalmente nota come “il tempio della velocità” (per le notevoli punte massime raggiunte dalle vetture lungo i suoi rettilinei). Pur con scarse risorse economiche, i gestori dell’impianto, forti del supporto dei comuni di Monza e di Milano (comproprietari dell’autodromo) e della regione Lombardia, cercheranno di convincerlo mettendo sul piatto un ammodernamento del circuito e del parco di Monza che lo ospita. L’intenzione è di tenerlo attivo (con varie iniziative e manifestazioni) non solo in occasione del GP, ma in tutto l’arco dell’anno, anche in vista dell’Expo 2015 (come caldeggiato dal sottosegretario regionale Fabrizio Sala). Secondo le stime, per il rilancio occorrerebbero almeno 80 milioni di euro, a cui, a detta dell’assessore regionale allo sport Antonio Rossi, dovrebbe far fronte anche il governo Renzi. Un finanziamento necessario anche per mantenere nei prossimi anni quell’indotto di 30 milioni di euro che il GP di Formula 1 crea nell’area di Monza e di Milano.