UN RICORDO STRUGGENTE - Il Gran Premio dell’Ungheria, un tempo tradizionale appuntamento ferragostano, rappresenta il giro di boa del Mondiale di
Formula 1 2015, dominato dalla Mercedes e colpito dalla morte di Jules Bianchi dopo nove mesi di strenua resistenza dopo il devastante incidente subìto nel Gran Premio del Giappone dello scorso anno. Inevitabile che i piloti vi arrivino con un velo di tristezza - il francese è la prima vittima di questo sport a ventuno anni di distanza dalla tragedia di Senna a Imola; c’è tuttavia da scommettere che, abbassata la visiera, subentrerà la trance agonistica e non vi sarà altro pensiero che conquistare il primato. Dal proprio canto, la FIA - che certo non ha avuto un eccesso di zelo commissionando in pratica a se stessa l’inchiesta sull’incidente di Bianchi - ricorderà il nizzardo con un minuto di silenzio sulla griglia, dopo avere ritirato il suo numero di gara: parlare di minimo sindacale è quanto mai fondato.
INCOGNITA PIOGGIA - Complice la superiorità tecnica della Mercedes, il Gran Premio non si preanuncia spettacolare: l’Hungaroring offre poche possibilità di sorpasso (anche se alcuni sono rimasti nella storia, su tutti quello di Mansell nell’89 a danno di Senna che consentì al Leone d’Inghilterra di portare la Ferrari sul gradino più alto del podio dopo essere scattato dalla dodicesima posizione in griglia). Il meteo, tuttavia, è variabile - e non è raro che la pioggia regali sorprese. Come l’anno scorso, quando un Ricciardo in stato di grazia approfittò del cambio gomme per beffare le Frecce d’Argento e vincere con gran classe. Difficile non considerare Hamilton, leader iridato con 194 punti davanti al compagno di squadra Rosberg con 177, il favorito naturale: l’inglese, lo scorso anno terzo, ha trionfato in Ungheria nel 2013 su Mercedes e nel 2012 su McLaren.
PIÙ TELAIO CHE MOTORE - Su una pista che premia più il telaio che il motore, le monoposto con powertrain Renault potrebbero stupire: magari con Kvyat, in crescita dopo un inizio di stagione tribolato. Prevedibile che la facilità di messa a punto delle Toro Rosso porti nelle prime prove libere Verstappen e Sainz nelle posizioni di vertice. Tutta da decifrare, per contro, la sfida Ferrari-Williams per il ruolo di vice-Mercedes: in Inghilterra il team inglese è apparso superiore, ed è in ascesa, mentre la Ferrari ha giocato sapientemente il jolly della tattica per permettere a Vettel un podio insperato. L’impressione è che qualcosa, a Maranello, sia andato calando rispetto a un promettente avvio di 2015 culminato con il trionfo del tedesco in Malesia; Raikkonen, per contro, è all’ultima chiamata per mantenere il seggiolino insidiato dal connazionale Bottas - guarda caso, un pilota Williams.
DIRETTA SKY E RAI - Tanto la tv di Stato quanto quella satellitare a pagamento trasmettono in diretta l’intero evento: si parte come consuetudine venerdì con le prime prove libere delle 10:00 (diretta Sky Sport F1 e Rai Sport 1), seguite dalle seconde libere delle 14:00 (diretta Sky Sport F1 e Rai Sport 1). Sabato è dedicato alle terze libere (ore 11, con diretta Sky Sport F1 e Rai Sport 1) e alla caccia alla pole position: alle 14 quest’ultima va in onda su Rai 2 e Sky Sport F1. Orario analogo per il Gran Premio in programma domenica: il via è per le 14, su Rai 1 e Sky Sport F1.