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Formula 1: un bilancio dei primi test del 2022

Pubblicato 25 febbraio 2022

La tre giorni dei test di Barcellona si è conclusa con le due Mercedes in testa. Ma la Ferrari ha mostrato delle prestazioni molto solide, facendo quindi ben sperare per la nuova stagione.

Formula 1: un bilancio dei primi test del 2022

Sul circuito di Montmelò, nei pressi di Barcellona, si sono conclusi i primi test che hanno visto impegnate le squadre che prenderanno parte al campionato mondiale 2022 di Formula 1. Nell’ultimo giorno di test a spuntarla è stata la Mercedes che ha piazzato i due piloti Hamilton e Russell nei primi due posti, rispettivamente con 1'19"138 e 1'19"233, entrambi i tempi siglati con gomme Pirelli C5, che sono le più prestazionali.

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La doppietta Mercedes non deve comunque gettare ombre sulla prestazioni delle altre squadre, come ad esempio la Ferrari, che in questi giorni ha mostrato una ritrovata solidità. La scuderia di Maranello ha macinato oltre 2000 km, che sono serviti per mettere insieme una serie di dati, oltre a verificare l’affidabilità della monoposto. La nuova F1-75 si è rivelata essere molto bilanciata nelle curve veloci, che erano un po’ un cruccio della vecchia monoposto, con Charles Leclerc e Carlos Sainz, che hanno espresso la loro soddisfazione. Inoltre, da quanto si apprende, la casa italiana ha ancora diverso margine sulla parte termica della power unit, lasciando così presagire che effettivamente la F1-75 possa essere la monoposto giusta.

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Poi c’è la Red Bull RB18, che è risultata quella con il potenziale maggiore, specialmente per le inedite soluzioni messe in campo da Adrian Newey, in modo particolare per quanto riguarda la sospensione posteriore e il fondo. Sicuramente anche quest’anno quindi bisognerà fare i conti con la Red Bull e con l’agguerritissimo Verstappen. 

La Mercedes, al netto della “doppietta” ottenuta l’ultimo giorno, ha mostrato un buon potenziale, anche se per un problema di surriscaldamento, avvenuto lo scorso giovedì, la squadra ha dovuto aprire delle feritoie sulla carrozzeria per far “respirare” la power unit. Il potenziale c’è, ma questi problemi lasciano intendere che la nuova W13 sia una vettura un po’ acerba, soprattutto per quanto concerne lo sviluppo dell’aerodinamica.

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Un’altra monoposto che ha subito mostrato un ottimo potenziale è la nuova McLaren MCL36, che nella giornata inaugurale ha subito siglato il miglior tempo con Lando Norris. Il progetto sembra già molto avanzato, anche grazie a un fondo piatto che sembra generare un efficiente effetto suolo.

Bisognerà comunque attendere i testi in Bahrain (10-12 marzo), a una settimana dal primo GP, per capire l’effettivo potenziale di tutte le squadre.



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Ritratto di Quello la
27 febbraio 2022 - 09:58
Mah. Normalmente questi test sono un po' difficili da interpretare. Alcune squadre si tengono coperte, altre sembrano al top e in gara si rivelano di mezza classifica. La verità vera si avrà al primo GP. Anzi, al terzo.
Ritratto di Bruschetta15
27 febbraio 2022 - 10:48
esattamente
Ritratto di preda
27 febbraio 2022 - 17:56
Mah, mi sembra che lo stesso hanno detto lo scorso anno, poi è finita a fare il torneo auto a pedali...
Ritratto di Gordo88
27 febbraio 2022 - 18:11
1
Arrivare terzi nel campionato costruttori non mi sembra gareggiare con le auto a pedali
Ritratto di preda
28 febbraio 2022 - 09:09
Arrivare perennemente terzi o oltre, non lo definirei un successo. Ormai chi parte primo, arriva, gli altri sono solo contorno
Ritratto di Gordo88
28 febbraio 2022 - 16:46
1
Ok tu hai capito tutto
Ritratto di preda
28 febbraio 2022 - 20:19
Ho capito da un pezzo, ma a quanto pare ho buona compagnia, che se hai dormito poco, vedere una corsa di formula 1 ha un effetto soporifero più della valeriana e camomilla messi assieme. Buona serata
Ritratto di Raytheon
28 febbraio 2022 - 11:31
2
- In F1 Adrian Newey fa la differenza - Dato che per vincere in F1 ci vuole il miglior pacchetto di gomme, power unit, pilota, telaio ed aerodinamica, confrontando i migliori teams degli ultimi anni, mi sono convinto che Adrian Newey e il suo talento sono un inequivocabile fattore di vantaggio competitivo "sostenibile" nella moderna F1. Mi spiego. Tutti le migliori squadre, poiche' hanno grosse risorse finanziarie e tecnologiche, hanno possibilita' di mettere a punto power unit simili, ls tecnologia e' simile e si copia facilmente. Le gomme sono le stesse per tutti. I top driver si equivalgono, e con i sistemi di calcolo ad elementi finiti, i telai hanno una rigidita' ed un comportamento simile e soprattutto prevedibile con la simulazione. L' aerodinamica, fondamentale per ricavare anche solo qualche chilo in piu' di downforce rispetto agli avversari, necessita di un discorso a parte, un po' piu' complesso. Fin dal uso nei primi anni 70 delle gallerie del vento in campo automobilistico, fino ad allora erano usate per lo piu' in campo aereonautico, ci si rese conto che le forze misurate su una auto in velocita' in pista non combaciavano in maniera soddisfaciente con le forze misurate sul modello in galleria del vento. Al di la' delle leggi di similitudine aerodinamica, si scopri che in galleria non si teneva conto dell' effetto che il moto relativo tra fondo e asfalto avevano sulle forze aerodinamiche risultanti. Il problema fu in parte risolto con le gallerie a tappeto mobile, e i dati sperimentali si avvicinarono ai dati misurati in pista. In parallelo, attraverso la disponibilita' di computer sempre piu potenti, la compuer fluid dynamics rese possibile raffinare la capacita' di previsione riguardo la migliore forma aerodinamica delle monoposto. In F1, chi riesce a simulare e prevedere meglio degli altri, tramite galleria e computer fluid dynamics, il comportamento aerodinamico ottimale della vettura, possiede il cosiddetto vantaggio competitivo "sostenibile", cioe' un vantaggio che gli avversari difficilmente, anche copiando, riescono a colmare nel breve periodo. Qui entra in gioco il talento di Adrian Newey. Poiche' , ad oggi, il processo di ottimizzazione aerodinamica non puo' essere completamente affidato alla galleria del vento ed alla computer fluid dynamics, ci vuole un "quid" di genio che riesca ad intuire quali sono i "dettagli" che diano quei 2 - 3 decimi di vantaggio, che gli avversari non riescono a prevedere e simulare. Adrian Newey ha questo talento, basti pensare che per raffinare l' ottimizzazione della forma di fondo e profili, usa anche i curvilinei, cioe' si basa sulla sua intuizione, in parallelo ai risultati di galleria del vento e fluid dynamics. Come faccia ha colmare il gap tra sperimentazione/ simulazione aerodinamica e risultati in pista, e' un segreto che ovviamente lui e Red Bull si tengono ben stretto.
Ritratto di Ridolfo Giuseppe Ignotus
28 febbraio 2022 - 13:52
Sì, Adrian Newey è un vero genio.

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