Venerdì 27 marzo (prove libere)
Sabato 28 marzo (qualifiche)
Domenica 29 marzo (gara)
Nel prossimo fine settimana si correrà il terzo appuntamento stagionale del campionato di Formula 1, il Gp del Giappone 2026. A fare da sfondo sarà l’affascinante tracciato di Suzuka. Con l’introduzione del nuovo regolamento tecnico, gli equilibri in pista sono cambiati e oggi la Mercedes è diventata la monoposto di riferimento. Dopo il successo di Kimi Antonelli nell’ultima gara, la vettura tedesca si presenta come quella da battere, grazie a un passo gara nettamente superiore rispetto alla concorrenza. Solo la Ferrari, almeno sulla carta, sembra avere il potenziale per metterla in difficoltà.

Nei primi due Gran Premi la Ferrari si è dimostrata molto competitiva, risultando la squadra più vicina alla Mercedes. Lewis Hamilton sembra aver ritrovato la brillantezza dei giorni migliori, mentre Leclerc si conferma il solito specialista sul giro secco, oltre a mantenere grande costanza anche nel ritmo gara. Suzuka rappresenterà quindi un banco di prova importante per confermare il reale valore della monoposto di Maranello.
Il 2026 ha portato al debutto del powertrain Ford-Red Bull, ma i risultati ottenuti finora sono stati tutt’altro che incoraggianti. La Red Bull appare infatti in evidente difficoltà nella messa a punto della vettura, con Verstappen che nelle prime due uscite stagionali è sembrato particolarmente nervoso. Anche la McLaren, altra grande delusione dopo l’entrata in vigore del nuovo regolamento, ha vissuto un ultimo Gp da dimenticare, restando addirittura ai box con entrambe le monoposto.

Suzuka è un circuito unico nel panorama mondiale, grazie alla sua celebre configurazione a “otto”, con cavalcavia e sottopassaggio. Con le nuove monoposto del 2026, più corte e leggere, la sequenza di curve compresa tra la 3 e la 6 richiede ai piloti una precisione assoluta. Una delle chiavi tecniche della gara di quest’anno sarà la gestione della ricarica della batteria alla Spoon Curve, così da avere tutta la potenza elettrica disponibile sul rettilineo che conduce alla 130R.
Secondo gli ingegneri del gruppo Brembo, il Suzuka Circuit rientra tra i tracciati meno impegnativi per l’impianto frenante. In una scala da 1 a 5, il circuito ha ricevuto un indice di difficoltà pari a 1, perché nell’arco di un giro i piloti di Formula 1 utilizzano i freni per poco più di 9 secondi, circa il 10 per cento dell’utilizzo complessivo in gara: uno dei valori più bassi dell’intero campionato. Delle 4 frenate presenti sul tracciato, solo una appartiene alla categoria Hard, due sono Medium e una è Light.

Suzuka ospita il Gp del Giappone dal 1987. Tra gli episodi più celebri restano il contatto tra Senna e Prost nel 1989 e la “vendetta” del brasiliano alla prima curva nel 1990. Nel 2000, inoltre, Schumacher interruppe proprio qui il lungo digiuno iridato della Ferrari.








