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Formula 1: Jules Bianchi non ce l'ha fatta

17 luglio 2015

Vittima di un incidente in Giappone, mai interamente chiarito, il pilota francese è morto nella notte alla clinica universitaria di Nizza.

Formula 1: Jules Bianchi non ce l'ha fatta
AVEVA 26 ANNI - È morto a Nizza nella notte di venerdì Jules Bianchi, venticinquenne pilota transalpino di chiare origini italiane: per la statistica, è la prima vittima della Formula 1 dopo più di 20 anni, vale a dire da quando perse la vita Ayrton Senna a Imola il 1 maggio 1994. Bianchi, coinvolto in un terribile incidente il 5 ottobre 2014 durante il Gran Premio del Giappone, era in coma da nove mesi: in orbita-Ferrari, era stimato per le proprie qualità di guida e sembrava avere davanti a sé un brillante futuro.
 
NIZZARDO - Bianchi è spirato a pochi giorni dal compimento del ventiseiesimo anno d’età: era nato a Nizza il 3 agosto 1989, ultimo rampollo di una famiglia tradizionalmente votata agli sport motoristici. Lo zio Lucien Bianchi, nato a Milano come Luciano Bianchi, perse la vita a Le Mans nel 1969 al volante di un’Alfa Romeo, dopo avere ottenuto uno splendido terzo posto a Montecarlo in Formula 1 l’anno precedente alla guida di una Cooper. Anche il nipote Jules proprio a Monaco ha siglato gli unici due punti della propria breve carriera nella massima formula, giungendo nono sulla Marussia nel 2014.
 
INTERROGATIVI MAI RISOLTI - Dopo lo schianto in Giappone, avvenuto in circostanze mai chiarite (la monoposto di Bianchi andò a impattare contro un muletto che stava rimuovendo la monoposto di Adrian Sutil dopo un’uscita di strada) la famiglia riuscì a trasferire Jules Bianchi dall’ospedale di Yollaichi alla clinica universitaria di Nizza. A poche settimane dall’incidente, per il quale fu indetta una commissione d’inchiesta che ha portato a un nulla di fatto - suscitando più di una polemica per il proprio operato, la famiglia Bianchi ha iniziato una chiusura totale nei confronti del mondo esterno, lasciando al padre Philippe il compito di portavoce. Ad aprile, al Nice-Matin, Philippe Bianchi si era dichiarato pessimista per le condizioni del figlio, che nel frattempo riusciva a respirare autonomamente ma che non dava segni di ripresa dopo i gravissimi danni neurologici subiti nell’impatto.
 
UN DOLORE COMPOSTO E PROFONDO - L’ultima intervista, quasi profetica, risale alla scorsa settimana a mezzo di France Info: “In generale, ci si attendevano progressi nei primi sei mesi, e dopo nove Jules non si è mai risvegliato né ha fatto progressi significativi. Il tempo passa e questo mi rende meno ottimista di quello che avrei potuto essere due o tre mesi dopo l’incidente”. Alle 2:45 di sabato 18 luglio, Jules Bianchi ha finito di lottare. “Jules si è battuto fino alla fine, come ha sempre fatto, ma ieri la sua battaglia ha avuto termine”, le parole affidate ai social media oggi. In una riga o poco più per un dolore terribile, figlio della compostezza e di un interrogativo che i vertici della FIA mai hanno voluto realmente risolvere: perché?


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Ritratto di luigi sanna
18 luglio 2015 - 12:46
5
R.I.P. Jules!
Ritratto di Mattia Bertero
18 luglio 2015 - 13:06
3
BIANCHI. Sono davvero addolorato per questa morte. Aveva avuto dei lievi miglioramenti qualche mese fa... La situazione comunque era disperata e la sua morte non mi avrebbe sorpreso purtroppo... Riposa in pace, Jules. Anche se non hai ottenuto tutto quello che meritavi, a noi appassionati di Formula 1 ci mancherai tanto.
Ritratto di SSS94
18 luglio 2015 - 13:10
che triste notizia...ciao Jules
Ritratto di andrea8
18 luglio 2015 - 13:16
Niente da dire. Solo una preghiera per lui. i familiari e tutti noi tifosi. Ciao Jules
Ritratto di emanuel99
18 luglio 2015 - 13:25
Ciao Jules te ne sei andato troppo presto :,(
Ritratto di PongoII
18 luglio 2015 - 14:18
7
JULES BIANCHI. Già stamane, apprendendo la triste notizia, ho aperto un forum impostato come lettera aperta al caro "Giulio". Non ho altro da aggiungere se non la tristezza per leggere che la Redazione posta (e mi riferisco al posizionamento grafico) notizie di questo genere dopo quelle ben più importanti di nuovi ed inutili SUV... Ma la morte di un pilota 25enne paga meno di un nuovo veicolo...
Ritratto di TheStig_97
18 luglio 2015 - 14:38
Non seguo molto la Formula 1, ma sin da quando ho appreso la notizia dell'incidente a Suzuka mi ero rattristito per i danni cerebrali permanenti, che anche se fosse riuscito a risvegliarsi dal coma, si sarebbe portato avanti per la lunga vita che aveva di fronte a sé. Forse è meglio così che se ne sia andato, adesso potrà riposare in pace. Ciao Jules!
Ritratto di giovi11
18 luglio 2015 - 16:16
3
R.I.P Jules Bianchi
Ritratto di Claus90
18 luglio 2015 - 16:48
Assurdo mettere a tacere la verità, con tutte le televisioni che riprendono e tutte le on board camera sulla auto non si chiarisce la verità, poi le tv principali hanno solo accennato frettolosamente l'accaduto, è palese che il circuito in quelle condizioni non era sicuro e di certo non è morto per colpa sua.
Ritratto di ivanvalenti
18 luglio 2015 - 18:17
1
concordo
Ritratto di monodrone
20 luglio 2015 - 09:59
I grandi corrono con i motori, i bimbi giocano a pallone. Queste sono le corse e la morte il suo sale. Il resto è noia. R.i.P. Jules.
Ritratto di SINISTRO
20 luglio 2015 - 10:24
3
R.I.P. :-( + ():-)
Ritratto di I love Kars
22 luglio 2015 - 15:28
mi dispiace :-( la gara doveva essere sospesa,se non fosse scivolato non sarebbe andato fuori pista

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