POCHEZZA ROSSA - La cartina al tornasole del rendimento Ferrari a Gp di Monza 2014 si chiama Fernando Alonso (foto qui sopra): l'asturiano, da quando è approdato a Maranello, è sempre andato molto forte al Gran Premio d'Italia. Primo nel 2010, terzo nel 2011 e nel 2012, secondo lo scorso anno: non si può dire che con la Brianza non abbia un buon feeling. Proprio per questo il settimo posto in griglia odierno, a 1”3 dalla pole, ha una sola spiegazione: la pochezza della Ferrari F14T. Col senno di poi, tutto è andato come da previsione: il power unit della Mercedes, quest'anno, riesce a esaltare le doti di auto vincenti (Mercedes, appunto), rendere competitive vetture da anni relegate nell'anonimato (Williams) e a coprire magagne di progetti non irresistibili (McLaren o Force India). Alonso, semplicemente, è stato il primo degli altri, davanti a Vettel per un'inezia.
DISGRAZIE ALTRUI - Giocando a fare una sanissima dietrologia, se anche domani vi fosse il patatrac tra i due litiganti di casa Mercedes, Hamilton e Rosberg, lo spagnolo dovrebbe sperare in una serie di disgrazie altrui pressoché inenarrabili per ambire alle posizioni di vertice. Il passo di gara non sembra malvagio – sempre nei limiti di cui sopra – ma le Williams sono anch'esse di un altro pianeta, rispetto alla Ferrari vista oggi a Monza. Urgerà fare corsa sulla McLaren, sperando che Magnussen non abbia propositi di autoscontro con Alonso come due settimane fa in Belgio. Raikkonen (foto qui sotto)? Per lui, due semplici parole: non pervenuto. Difficile credere che il finlandese si sia imbrocchito tutto d'un colpo: semplicemente, tra lui e la Ferrari attuale c'è sempre stata incompatibilità – il che spiega un'annata che definire grigia è un eufemismo.
GOMME DURE - L'analisi dello spagnolo dopo le qualifiche è lucida: “Non possiamo illudere i tifosi con false speranze, ma la gara è lunga e la prima variante è imprevedibile. Dobbiamo fare una gara d'attacco. Se era il massimo che potessimo fare? Non si sa mai, ho fatto 4 set di gomme medie e ho fatto sempre lo stesso tempo, purtroppo è così. Due Mercedes, due Williams e due McLaren, poi una Ferrari, purtroppo questo è l'ordine”. L'unica variabile che potrebbe giocare a favore dello spagnolo è legata ai pneumatici: “Con il treno di dure mi sono trovato a mio agio: domani, con una strategia probabilmente di un solo pit-stop, cercherò di sfruttare proprio la parte di gara con mescola dura”. Suerte, Fernando.