RED BULL IN DIFICOLTÀ - La
Formula 1 ha tempi rapidi nell’evoluzione e nella messa a punto, ma richiede una preparazione impegnativa e dettagliata. Così, attualmente i team già da tempo stanno lavorando sulla vettura della prossima stagione. C’è però che ancora non può farlo: è la
Red Bull, scuderia quattro volte campione del mondo con Sebastian Vettel ma che dall’anno scorso subisce la supremazia della Mercedes e della Ferrari. Il team è infatti in difficoltà a cercare un nuovo propulsore dopo che la Renault già l’anno scorso aveva deciso di anticipare di un anno il contratto di fornitura che doveva durare sino a tutto il 2016.
PORTE CHIUSE - Dopo il divorzio non troppo pacifico tra il team e la Renault (che ha poi rilevato il team Lotus per entrare in Formula 1 direttamente, come team e come motorista) la Red Bull ha iniziato a cercare un nuovo fornitore, ma prima con Mercedes e poi con Ferrari non è stato possibile trovare un accordo. A quel punto è nata l’ipotesi Honda. La casa nipponica avrebbe manifestato la sua piena disponibilità ma perché l’operazione arrivasse a buon fine c’era bisogno che la McLaren desse l'ok. Cosa che non è avvenuta, con il capo della McLaren, Ron Dennis, che ha esplicitamente escluso la possibilità di un suo benestare alla fornitura di un motore Honda alla Red Bull.
MCLAREN CON POTERE DI VETO - Pur senza una vera e propria clausola di esclusiva tra McLaren e Honda, il team britannico infatti può vantare un diritto di veto sulla scelta di altri team da rifornire dei motori Honda. Tale diritto era stato concesso alla McLaren quando iniziò la collaborazione con la Honda. La casa giapponese entrava come motorista nel circo dalla F1 e in quanto tale avrebbe dovuto rifornire tre team. Fu ammessa comunque, ma con l’impegno a reperire altri due team nel giro di un paio d’anni (uno all’anno). In questo quadro alla McLaren fu dato il diritto di veto sul nome dei due team.
NESSUNA CONCESSIONE AI RIVALI - La ragione è ovvia: la McLaren ha fatto da cavia per le prime esperienze dell’unità ibrida della Honda (con i risultati deludenti che si sanno) e non le va bene che quel poco o tanto di sviluppo che ha contribuito a portare avanti finisca a disposizione di altri team concorrenti. Infatti Ron Dennis ha motivato il suo diniego dicendo che il team Red Bull è uno dei principali rivali, e che perciò non è possibile che la McLaren conceda il suo beneplacito. In pratica, Ron Dennis vuole che quando il propulsore Honda arriverà a essere competitivo nessun altro sfrutti il lavoro fatto con la McLaren.
LEGITTIMITÀ DEL VETO - Da notare che anche Bernie Ecclestone ha riferito dell’opposizione di Ron Dennis alla possibile soluzione Honda per la Red Bull. Ecclestone però ha anche aggiunto che sarebbe da verificare se sia legale il veto concesso alla McLaren, dal momento che la Honda è tenuta dal regolamento a fornire altri team.
HORNER: “ALTRE POSSIBILITÀ, MA QUALI? - Così, mentre il tempo stringe per consentire alla Red Bull di avviare la progettazione della vettura 2016, si fanno altre ipotesi, ma non si sa quanto fondate. Una di queste prevederebbe la fornitura alla Red Bull ancora di motori Renault, ma senza il marchio della casa francese. Da parte del team manager della Red Bull, Christian Horner, è stata paventata l’esistente di altre ipotesi. Horner ha infatti detto che “esistono altre possibilità” che però non è facile immaginare. Ultima indiscrezione da riportare è quella secondo cui la Renault accetterebbe di fornire i propulsori alla Red Bull solo se quest’ultima facesse pubblica ammenda delle dichiarazioni critiche fatte nei mesi scorsi verso la Renault per il suo motore ibrido.