NODO RED BULL - In una
Formula 1 che si avvia a concludere una stagione
2015 dominata dalla Mercedes (ma con qualche apprezzabile sprazzo di rosso, che fa ben sperare per il futuro) tiene banco la questione legata ai
motori della
Red Bull. La Renault, infatti, non rinnoverà alla scuderia austriaca la fornitura delle power unit per il 2016: la casa francese, come è noto, il prossimo anno agirà in proprio con l’acquisto della Lotus, mentre è dall’introduzione dei nuovi regolamenti (quindi dal 2014) che sulla Régie da parte della Red Bull non sono piovute altro che critiche .
INCERTEZZA TOTALE - Il matrimonio finisce, quindi, ma per la Red Bull non è facile trovare un’alternativa: da un paio di mesi almeno, gli abboccamenti con Mercedes e Ferrari sono fumate più nere che bianche. Troppo il rischio per i rispettivi produttori di subire critiche, tanto in caso di insuccesso, quanto - paradossalmente - in caso di affermazione delle monoposto anglo-austriache. Sergio Marchionne non aveva escluso la fornitura di power unit Ferrari alla Red Bull, mentre si vociferava anche di una possibile fornitura Mercedes con motori marchiati Aston Martin. Per adesso, non c’è nulla di concreto; e questa situazione pare abbia spazientito anche il patron della Formula 1, Bernie Ecclestone.
SCHERMAGLIE CON ECCLESTONE - In un’intervista all’inglese The Independent, ha infatti minacciato azioni legali contro il team: “Red Bull potrebbe andare in tribunale e dire che hanno un impegno, ma non hanno un motore e io potrei rispondere dicendo che hanno firmato un contratto per correre e che avrebbero dovuto assicurarsi di avere un motore al momento della firma”. Nulla di risolutivo, solo il gioco delle parti. Mateschitz fa la voce grossa? Benissimo, la risposta è questa. In tutta sincerità poco credibile, perché il contratto in essere tra la Red Bull e l’organizzazione che gestisce la Formula 1 prevede la presenza della scuderia fino al 2020.
RITORNO AL PASSATO - Per converso, pare che Ecclestone stia lavorando su due piste, entrambe da verificare assieme alla FIA: quella di riesumare i V8 atmosferici che hanno corso fino al 2013 e quella, suggestiva, del motorista indipendente: “Ci sto lavorando da un anno e mezzo”, ha confidato all’Independent. Salvo poi assumere una posizione netta sul ritorno ai V8: “Non dovremmo avere il consenso dei team, penso che dovremmo solo farlo e dire che se non piace, possono sempre chiedere l’arbitrato. Potremmo riportare i V8 il prossimo anno, ci vorrebbe pochissimo tempo per costruirli: per questo dovremmo farlo”. L’ennesimo capitolo della Formula Caos.