IL FASCINO DI DAYTONA - La stagione motoristica su pista debutta ogni anno con una “classica” per eccellenza. La 24 Ore di Daytona in programma questo weekend, giunta alla 56esima edizione, regala solitamente il pieno di emozioni grazie al ritmo serrato garantito (in parte) dello storico ovale della Florida, una classe prototipi entusiasmante, auto da sogno che si sfidano nelle classi GT e una delle notti più lunghe nel panorama della gare endurance (si correranno all’incirca 11 ore di gara nell’oscurità a causa della stagione e della posizione geografica di Daytona). In palio un Rolex Daytona d’oro per ogni pilota vincitore nella rispettiva classe, premio ambito che è andato appannaggio di piloti del calibro di Mario Andretti, Juan Pablo Montoya e Sebastien Bourdais tra gli altri, e che sarà conteso anche quest’anno da un vero e proprio parterre de roi.
LE CLASSI IN GARA - In quella che è anche la prima gara del campionato IMSA Weathertech Sportscar Championship saranno tre le classi a competere quest’anno, scomparsa dal gruppo la classe Prototype Challenge riservata a piccoli prototipi che ora gareggiano sempre sotto l’egida IMSA ma con un nuovo format. La classe prototipi vede i mostri DPi da 600 cavalli (che si basano sui telai LMP2 approvati dall’organizzatore di Le Mans ACO), il cui sviluppo viene curato da marche quali Cadillac, Acura, Nissan e Mazda, sfidarsi con i prototipi LMP2, più conosciuti in Europa per la loro partecipazione a Le Mans e nel campionato WEC. Le due classi GT sono riservate alle supercar di derivazione stradale, con innovazioni aerodinamiche e tecnologiche al lavoro appieno nella classe GTLM (vere e proprie auto da corse), mentre nella classe GTD la preparazione è meno estrema.

ALONSO AL DEBUTTO ENDURANCE - Il nome più conosciuto a sfidare lo stradale di Daytona quest’anno è sicuramente il pilota McLaren Formula 1 e ex Ferrari, Fernando Alonso, che al volante della Ligier LMP2 numero 23 del team United Autosports non è però riuscito a trovare il ritmo nelle prove libere e qualifiche. Il pilota spagnolo, con i compagni di squadra britannici Phil Hanson e Lando Norris, partirà soltanto dalla tredicesima posizione. L’altro pilota di Formula 1 in attività è Lance Stroll (Williams), anch’esso alle prese con una LMP2 di fabbricazione ORECA che prenderà il via dalla sesta piazza assoluta. Gli esperti delle gare endurance sono capitanati da Scott Pruett (alla sua ultima 24 Ore di Daytona dopo aver già raccolto il record di 5 vittorie) mentre nomi come Helio Castroneves (quest’anno impegnato in tutto il campionato IMSA) e Juan Pablo Montoya guidano la compagine dei volti noti nel panorama Indycar (entrambi ex Indycar a dire la verità anche se i piloti della massima serie americana a ruote scoperte sono ben rappresentati).
LE QUALIFICHE - A conquistare la pole position assoluta la Cadillac DPi numero 10 del Wayne Taylor Racing (vettura vincitrice della 24 ore nel 2017) con una prestazione strabiliante di Renger Van Der Zande (gli altri piloti in squadra sono Jordan Taylor e il pilota Indycar Ryan Hunter-Reay) con un tempo di 1:36.083 a battere di soli 7 millesimi la Acura DPi guidata da Helio Castroneves (con Ricky Taylor e un altro pilota Indycar in attività, Graham Rahal). Terza posizione assoluta per la Cadillac di Filipe Albuquerque, Joao Barbosa e Christian Fittipaldi a solo un decimo dalla pole. I primi tredici sono separati da meno di un secondo, preannunciando quindi una 24 ore serrata come nelle edizioni precedenti. In GTLM pole per la Corvette numero 3 di Jan Magnussen, Antonio Garcia e Mike Rockenfeller. Seguono la Ford GT guidata da Joey Hand, Dirk Mueller e Sebastien Bourdais, con la Porsche 911 RSR di Laurens Vanthoor, Earl Bamber e il nostro Gianmaria Bruni a qualificarsi al terzo posto. In GTD pole per Daniel Serra, Paul Dalla Lana, Pedro Lamy e Mathias Lauda sulla Ferrari 488 GT3 numero 51, seguiti da un’altra Ferrari (Miguel Molina, Matt Griffin e Martin Fuentes) e dalla Lamborghini Huracan qualificata da Mirko Bortolotti.

GLI ITALIANI - Il gruppo dei piloti italiani è comandato da Eddie Cheever III, l’unico italiano in gara nella classe Protoype con la Cadillac DPi del team Spirit of Daytona. Il pilota romano, figlio dell’ex pilota di Formula 1 Eddie Cheever e al debutto su un prototipo Daytona, si lancerà all’assalto della vittoria assoluta dalla quinta posizione sullo schieramento. In GTLM non correrà quest’anno Giancarlo Fisichella e sull’unica Ferrari 488 GTE iscritta dal team Risi, i nostri Alessandro Pier Guidi e Davide Rigon (in squadra con Toni Vilander e James Calado) dovranno affrontare una gara in salita dopo la qualificazione al settimo posto di classe (nell’endurance conta però di più l’affidabilità e il ritmo costante piuttosto che la velocità pura). Quinto in GTD il veterano dell’endurance americano Alessandro Balzan sulla Ferrari 488 GT3 del team Scuderia Corsa, alla caccia della sua prima vittoria a Daytona. Sarà una gara difficile invece per Andrea Caldarelli su Lamborghini e Loris Spinelli su Mercedes-AMG GT3, relegati a partire nel traffico delle GTD.
