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La Abarth compie 70 anni

30 marzo 2019

Ripercorriamo la storia della Abarth, dagli inizi, alla fine degli Anni 40, fino ai giorni nostri.

La Abarth compie 70 anni

UNA LEGGENDA MADE IN ITALY - La Abarth fu fondata il 31 marzo del 1949 dall'austriaco Karl Abarth (nella foto qui sotto, scattata nel 1965) con il pilota Guido Scagliarini. Abarth, nato nel 1908, negli anni 20 era un pilota motociclistico di fama europea; un incidente, però, lo costrinse a passare dalle due ruote ai sidecar. Nel 1939, un secondo grave infortunio in gara lo obbligò ad abbandonare definitivamente le competizioni. Nel 1945 Abarth si trasferì a Merano e avviò la sua prima attività, basata sulla produzione di kit di elaborazione destinati alle vetture di serie; uno degli elementi principali su cui si incentrava il lavoro di Abarth erano le marmitte, che nel corso degli anni divennero una vera e propria icona del marchio (come la Record Monza, attualmente prevista con il kit Esseesse). Solo quattro anni più tardi Abarth fondò a Torino la storica azienda che porta il suo nome, che in poco tempo raggiunse volumi di produzione considerevoli: nel 1962 furono fabbricate 257.000 marmitte, delle quali il 65% era destinato all’esportazione.

TANTI RECORD - Alla fine degli Anni 50 la Abarth iniziò ad inanellare grandi successi, inizialmente con la Fiat Abarth 750, che il 18 giugno del 1956, sulla pista di Monza, batté il record di velocità nella sua categoria nelle 24 ore, percorrendo 3.743 km a una media di 155,985 km/h. Pochi giorni più tardi, dal 27 al 29 giugno, sempre sul circuito di Monza, arrivarono altri record: i 5.000 e i 10.000 km, le 5.000 miglia e anche le 48 e le 72 ore. Si tratta dei primi successi della Abarth, che conta in totale 133 record internazionali e 10 record del mondo. Nel 1958 la Abarth compì una delle opere che più hanno segnato la storia del marchio: l’elaborazione della Fiat 500, un passo che portò, poco dopo, ad una più stretta collaborazione con la Fiat, la quale si impegnò persino a riconoscerle premi in denaro in base al numero di vittorie e record che la scuderia sarebbe riuscita a conseguire. Dopo i primi modelli con cilindrata uguale a quella del modello Fiat, nel 1963 nacquero le 595 e le 695, proposte poi nelle più corsaiole versioni esseesse.

GLI ANNI 60 E 70 -  Gli anni 60, per la Abarth, furono costellati di grandi successi. Con vetture come le derivate dall'utilitaria Fiat 600, ovvero la 850 TC, vincitrice su tutti i circuiti internazionali (compreso il Nürburgring), passando per la 1000, equipaggiata con un motore da 982 cc e 60 cavalli (ma le versioni da gara arrivarono fino a 115 CV), fino alla Abarth 2300 S, che sul circuito di Monza fu capace di realizzare numerosi record, anche in condizioni meteorologiche proibitive. E poi, le piccole coupè e le grintose Sport, che si fecero onore nei circuiti e nelle gare in salita di tutto il mondo. Nel 1971 la proprietà della Abarth passò al Gruppo Fiat; erano gli anni della gloriosa Fiat 124 Abarth, vincitrice del titolo europeo di rally nel 1972 e nel 1975, e della 131 Abarth, campione del mondo nel 1977, 78 e 80. Karl Abarth, purtroppo, non fece in tempo ad assistere all’ultimo successo della Abarth 131, si spense il 24 ottobre 1979.

IL RILANCIO NEL 2008 -  Dopo alcuni anni di stallo, nel 2008 il marchio Abarth venne rilanciato con una nuova linea che comprendeva la Abarth Grande Punto e la Abarth 500; la casa dello Scorpione rese nuovamente disponibili i kit prestazionali per ciascun modello, proprio come fece Abarth all’inizio della sua carriera. Negli anni 2000 la Abarth tornò nel mondo delle corse con la Grande Punto Rally Super 2000 e la Abarth 500 (per i trofei monomarca). Da allora, i modelli elaborati dall’azienda italiana crebbero costantemente: dall'Abarth 695 Tributo Ferrari (2010) all'Abarth 595 Yamaha Factory Racing (2015), dall'Abarth 695 Biposto Record (2015) all'Abarth 695 Rivale (2017), dall'Abarth 124 spider (lanciata nel 2016), all'Abarth 124 GT e la nuova gamma Abarth 595 (entrambe nel 2018).  Secondo quanto dichiarato dalla stessa azienda italiana, lo scorso anno si è registrato il record di vendite in Europa con quasi 23.500 veicoli immatricolati (una crescita del 36,5% rispetto al 2017); i paesi in cui le consegne sono aumentato in modo più massiccio sono la Gran Bretagna, con più di 5.600 unità vendute e una crescita del 27% rispetto all’anno precedente, e la Spagna con 1.450 unità (+ 27%). 

UNA VERSIONE SPECIALE PER TUTTO IL 2019 - Mancano pochi giorni al 70esimo anniversario della Abarth e, per l’occasione, la storica azienda italiana ha annunciato la nascita della nuova gamma "70esimo Anniversario", che interesserà la Abarth 595, la Abarth 124 e la 595 esseesse, presentata alla scorsa edizione del Salone di Ginevra. La versione 70esimo Anniversario dei modelli Abarth si distingue per il logo celebrativo dedicato; tutte le Abarth che saranno immatricolate nel 2019 faranno parte della nuova gamma.

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Ritratto di Giovanni 66
31 marzo 2019 - 07:43
Peccato però che Abarth oggi è solamente una operazione di marketing con modelli che di Abarth non hanno assolutamente nulla.buona vita.
Ritratto di Rikolas
31 marzo 2019 - 09:23
Spiegaci il perché! Che differenza c'è tra una 500 Abarth del passato che aveva come base la 500 fiat, con quella di oggi che ha sempre come base la stessa cosa. Ha persino lo stesso tipo di scarico, il Record Monza che funziona esattamente come quello che inventò Abarth. Il tuo e un intervento senza fondamento, hai solo il dente avvelenato verso questa azienda.
Ritratto di Giovanni 66
31 marzo 2019 - 10:42
Studia che è meglio! Il concetto è il fatto che oggi è tutto finalizzato al guadagno senza quella purezza che distingueva i costruttori di una volta,cioè oggi lo scopo è vendere a tutti i costi un prodotto qualsiasi.ergo tutta apparenza e niente sostanza.
Ritratto di Fr4ncesco
31 marzo 2019 - 11:41
2
Beh, non è che prima lavorassero a gratis. Il fine è sempre stato il guadagno. La Abarth di oggi rispetta appieno i valori iniziali dopo che nel 2008 è diventato di nuovo un marchio a se stante con un'officina propria. I kit sono gli stessi degli anni '60.
Ritratto di Giovanni 66
31 marzo 2019 - 12:54
Non ci arrivate proprio,per forza vi hanno il lavaggio del cervello con il consumismo di oggi! Eppure il concetto è semplice:il denaro davanti a tutto mentre prima il guadagno era una conseguenza senza l'ossessione del consumismo becero.
Ritratto di Giovanni 66
31 marzo 2019 - 15:02
Quando apriai gli occhi ti accorgerai che quello che ho detto è pura verità.ergo il sistema è studiato per dare dipendenza al consumismo per il semplice fatto che il materialismo è un piacere effimero. Questo lo dicono gli esperi come sociologi o maestri spirituali.
Ritratto di Giovanni 66
31 marzo 2019 - 15:10
Ma cosa ne sai qual'e' il mio compito.Io dico quello che voglio.beata ignoranza!!
Ritratto di NeroneLanzi
1 aprile 2019 - 16:09
Insomma: “si stava meglio quando si stava peggio e qui una volta era tutta campagna”
Ritratto di Sampei8
1 aprile 2019 - 00:06
1
Senti chi parla di denti avvelenati, sputi astio ad ogni commento. Abbi almeno il buon senso di stare zitto ogni tanto, ognuno ha il diritto di vederla a modo suo esattamente come te.
Ritratto di pilota54
2 aprile 2019 - 15:55
Concordo con Rikolas. In FCA ci sono molte cose da sistemare, in primis le gamme Fiat e Alfa Romeo troppo ristrette (ma sembra che se ne siano finalmente accorti....), ma Abarth concettualmente è sempre l'Abarth di una volta: elabora modelli Fiat. Questa è stata la filosofia fin dall'inizio. A ciò in effetti si aggiungevano i prototipi da corsa, e questa è una cosa che non c'è più, è vero. Ma sono cambiate le gare, non esistono più le gare alle quali partecipava l'Abarth con la splendida 2.000 SE 010 o le varie 1.000 radiali, ecc.. .Si, ci sono ancora le cronoscalate, ma hanno poco seguito tra il pubblico.
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