Un incidente con conseguenze fatali in Francia ha spinto la Citroën a lanciare una nuova campagna per chiedere lo stop immediato dalla guida per tutte le C3 e le DS 3 che non hanno ancora potuto sostituire i famigerati airbag Takata. Il fatto è avvenuto lo scorso 11 giugno a Reims e ha coinvolto una C3 del 2014: secondo il procuratore generale della città francese, il 37enne che era alla guida della citycar è morto a causa delle gravi ferite al volto successive allo scoppio dell’airbag. L’autopsia ha infatti trovato un frammento di metallo nella faringe della vittima, identificato come proveniente dall’airbag Takata.

La pericolosità dei dispositivi dell’azienda giapponese, fallita nel 2017, è un fatto noto da tempo. Le sostanze chimiche contenute nei gonfiatori possono deteriorarsi nel tempo, specialmente se esposte a determinate condizioni climatiche. In caso di incidente, ciò può causare un gonfiaggio eccessivo dell'airbag, che potrebbe rompersi e mettere a rischio di gravi lesioni o addirittura la morte conducente e passeggeri. E come dimostra quest’ultimo caso, non sono mancate le fatalità, anche in Italia (qui la notizia della prima vittima nel nostro Paese). Già ad agosto dello scorso anno la Citroën aveva lanciato la campagna di richiamo “stop-drive” per le Citroën C3 e le DS 3 prodotte dal 2009 al 2017: tuttavia, data la grande diffusione delle auto interessate, la rete di assistenza ha da subito faticato a gestire la mole degli interventi e molti clienti si sono ritrovati davanti a una scelta: continuare a guidare un’auto potenzialmente pericolosa o lasciarla ferma in attesa di ripararla.

Di fronte all’ennesima tragedia ( i numeri esatti non sono chiari, ma si parla di almeno 11 vittime accertate), il ministero dei Trasporti francese ha chiesto ai dirigenti della Citroën di andare oltre il semplice richiamo e di far cessare immediatamente la circolazione di tutte le Citroën C3 e del DS 3 francesi ancora dotate degli airbag Takata. Il costruttore è andato oltre, annunciando l’estensione della misura di immobilizzazione a tutta l’Europa, indipendentemente dall’età del veicolo: il provvedimento interessa circa 441.000 veicoli in tutto il Continente. “È fondamentale che i clienti ci contattino il prima possibile. Non ci sottraiamo alle nostre responsabilità”, ha assicurato il direttore del marchio Xavier Chardon.




























































