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Al via la produzione della Nissan Note

18 settembre 2013

Celebrata la cerimonia per l’avvio di produzione della nuova monovolume Nissan presso lo stabilimento inglese di Sunderland.

Al via la produzione della Nissan Note
GIAPPONESI D’INGHILTERRA - La casa giapponese ha celebrato l’avvio di produzione della nuova Nissan Note a Sunderland, l’impianto inglese che già sforna  Qashqai, Leaf e Juke e che ha registrato nel 2012 ben 510.572 vetture prodotte. Con l’arrivo della Note, a seguito di un investimento di 125 milioni di sterline (con un contributo del Fondo Regionale per la crescita inglese di 9,3 milioni), l’impianto ha creato ulteriori 400 posti di lavoro (2.000 in totale se si considera l’intera filiera distributiva e la produzione accessoria). Il Regno Unito ospita anche altre importanti attività della casa giapponese, tra cui il Nissan European Design Centre di Paddington (Londra), il Technical Centre di Cranfield (Bedfordshire) e la sede della divisione Vendite e Marketing per il Regno Unito a Rickmansworth (Hertfordshire). Grazie alle attività di ideazione, progettazione e produzione, oltre l’80% dei veicoli Nissan venduti in Europa è realizzato in Europa.
 
 
“MUSICA” NUOVA - La Nissan Note, monovolume presentata allo scorso Salone di Ginevra, è lunga 410 cm, larga 170 e alta 153 cm. Ordinabile dal mese di luglio e diretta concorrente, tra le altre, della Ford B-Max, della Fiat 500L, della Hyundai ix20, è stata ordinata da oltre 14.000 clienti in tutta Europa. Il design è originale, l’abitabilità buona e non mancano diversi sistemi di assistenza alla guida. I motori disponibili sono tre, due benzina e un diesel: il 1.2 da 80 CV, il 1.2 DIG-S da 98 CV che arriverà a fine anno (anche con l’automatico CVT), il 1.5 dCi da 90 CV e 200 Nm di coppia. Il listino prezzi parte dai 12.300 euro della Note 1.2 Visia e arriva ai 19.150 euro della 1.5 dCi nel ricco allestimento Tekna che include tra gli altri il Nissan Safety Shield (monitoraggio dell’angolo cieco, assistenza al parcheggio posteriore con riconoscimento di persone e oggetti e avviso di cambio corsia involontario).

 

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Ritratto di clips12
18 settembre 2013 - 13:43
La trovo un'auto riuscita , contenuta nelle dimensioni, spaziosa ed ad un prezzo arrivabile ai più, poi viene anche prodotta in europa e non in qualche area del sud est asiatico....come la mettiamo con i costi di produzione ???, ma tutte le nostre cattedrali nel deserto sparse per l'italia cari governanti se iniziassimo ad attirare investimenti dall'estero ?, certo occorrono sgravi fiscali stabilità politica ed un mercato chiaro del lavoro (utopie da noi)
Ritratto di miscone
18 settembre 2013 - 16:16
1
seee figurati se qualcuno viene a investire in Italia. Ormai vanno via tutti i gruppi, grandi o piccoli, auto e non. Rimanere vuol dire avere solo problemi e perdere soldi. Le Case che vanno bene in questo periodo cercano luoghi per impiantare fabbriche che non solo siano economicamente vantaggiosi ma che abbiano anche le condizioni socio-politiche adatte. E la nostra povera nazione non ha nessuna di queste caratteristiche. Vanno via anche gli italiani ormai. Tra poco rimarranno solo gli extracomunitari, i mafiosi e i politici.
Ritratto di rebatour
19 settembre 2013 - 09:34
fra le ultime due categorie?
Ritratto di osmica
19 settembre 2013 - 13:28
Che i secondi non vanno in carcere.
Ritratto di nero zabriski
20 settembre 2013 - 09:52
Nata nel periodo di maggior successo delle piccole monovolume, la Note ha il telaio della Micra (versione precedente all'attuale) opportunamente modificato è che ha condiviso, insime ai motori, con la Renault Modus e Grand Modus. In Italia, è stata immolata all'altare delle Suv Nissan percio' non è stata spinta quanto meritava. Questo ha favorito altre piccole monovolume che, però, non avevano le stesse qualità, della franco giapponese. Ora che il mercato monovolume è in palese contrazione, i modelli offerti sul mercato, si sono dimezzati e, forse, la nuova Note riceverà quel minimo di successo che merità. Io, ne sono il felice proprietario da 4 anni. Ampia dentro, immensa nelle sedute posteriori, bagagliaio nella norma, ben accessioriata anche nell'allestimento intermedio e con un 1.5 diesel di origine Renault che, con un minimo di attenzione, galoppa sicura sui 20 km per litro. Un auto sincera. Ora esce il modello nuovo che non vedo l'ora di toccare con mano per confermare l'ottima impressione che ho avuto guardando le foto. Clips12, diceva Winston Churchill che, la picola e medio impresa sono il mulo che trascinano l'economia di una nazione intera. Se in Italia, per ovviare ad una crisa, si uccide la media impresa, si mortifica il commercio con aliquote IVA assurde e, essere padroni di una casa non è un diritto ma, viene visto come un lusso, che aspettative ci possono essere per una pronta ripresa anche in chiave industriale? Qual'è l'ivestitore che viene qui ed investe? O per farla piu' semplice: chi di noi, ad oggi, è così sereno da potersi comeprare una vettura media senza farsi sue conteggi sui costi indotti? Assicurazione, autostrada, bollo, carburante, garage... etc?
Ritratto di gilrabbit
19 settembre 2013 - 16:02
la Nissan sono 30 anni che fa macchine in inghilterra e l'impianto di sunderland gli fu regalato dalla Tatcher dopo che il nostro amico Prodi e gli accoliti della triplice cacciarono la nissan da Pomigliano. Poi cacciarono la Ford e regalarono il pacchetto Alfa alla Fiat. Quindi oggi miei cari stiamo pagando, e lo pagheremo ancora per molto, il banchetto che tutti e dico tutti in questo paese abbiamo fatto a partire dai primi anni 70.