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Alfa Romeo da corsa tutte da vedere

Pubblicato 23 maggio 2025

Al FuoriConcorso 2025 nella suggestiva cornice del lago di Como l’Alfa Romeo espone alcuni dei più celebri modelli da competizione. Appuntamento a villa Sucota nel fine settimana del 24 e 25 maggio.

Alfa Romeo da corsa tutte da vedere

ALFA PROTAGONISTA AL FUORICONCORSO

Il titolo è già tutto un programma “Velocissimo - Italian Race Cars”. Questo il tema dell’edizione 2025 del FuoriConcorso, rassegna che dal 2019 raccoglie il meglio del motorismo d’epoca con esposizioni di auto dal passato che hanno lasciato il segno nel cuore degli appassionati. Quest’anno i marchi italiani, come Ferrari e Lancia, la faranno da padrona insieme all’Alfa Romeo. Per l’occasione il Biscione ha prestato dalla sua collezione del museo di Arese alcuni “pezzi da 90”, insieme ad altri messi generosamente a disposizione da fortunati collezionisti, che saranno esposti nel fine settimana del 24 e 25 maggio a villa Sucota (via per Cernobbio 19, Como), affacciata sul lago di Como.

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Con l’occasione la casa milanese ha anche presentato il libro “Alfa Romeo 33 Stradale” edito da Rizzoli che racconta dalla viva voce dei protagonisti come sia nata la riedizione moderna dell’omonimo modello del 1967. Ma, torniamo alle Alfa dell’esposizione, ecco alcuni dei modelli che si potranno ammirare.

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6C 1750 GRAN SPORT

Mille Miglia del 1930: primo al traguardo, Tazio Nuvolari che aveva beffato l’eterno rivale Achille Varzi in un memorabile sorpasso notturno che, tra leggenda e realtà, si narra fatto a fari spenti per sorprendere l’avversario. Entrambi sono alla guida dell’Alfa Romeo 6C 1750 Gran Sport come il terzo e il quarto classificato. Il Nivola vinse la gara alle media di poco più 100 km/h, mai prima di allora era stato infranto il muro dei “cento orari”. L’Alfa Romeo 6C 1750 Gran Sport è una delle più vincenti sportive dell’epoca, evoluzione di un fortunato modello con motore a 6 cilindri, qui dotato di compressare che, a seconda delle versioni, sviluppa circa 100 CV. Tanti per l’epoca e considerate che l'auto, con carrozzeria opera di Zagato, era lunga appena 365 cm, come dire quanto una Panda, e pesante circa 900 kg. Poteva toccare i 170 km/h.

P2

Negli anni 20 le Formula 1 erano così. Si chiamavano auto da Gran Prix e la P2 vinse il primo titolo mondiale antenato della Formula 1, era il 1925 e alla guida c’era Gastone Brilli Peri. A progettarla Vittorio Jano e nessuna rivale era alla sua altezza. E dire che Nicola Romeo, a capo dell’Alfa, disse a Jano che si sarebbe accontentato solo di fare bella figura in gara. Motore 2.0 a 8 cilindri con compressore per circa 140 CV di potenza. Quanto basta per lanciare questo siluro lungo 396 cm e pesante 750 kg a 225 km/h. Numeri impressionanti per l’epoca.

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159 ALFETTA

Chi ha vinto il primo mondiale di Formula 1? L’Alfa Romeo nel 1950 con la 158. E il secondo? Sempre l’Alfa con la 159, soprannominata Alfetta. Una belva con un 1.5 a 8 cilindri con compressore per 450 CV e 305 km/h di punta massima. Lunga 428 cm e pesante 710 kg vince il titolo con Juan Manuel Fangio. Il nome Alfetta venne riutilizzato per la berlina lanciata nel 1972 che riprendeva lo stesso tipo di retrotreno con ponte De Dion.

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TZ2

Bassissima, un metro appena di altezza, l’erede della TZ è una coupé nata nel 1965 e vittoriosa in tantissime gare nella classe gran turismo grazie alla sua meccanica: telaio tubolare, da qui la T del nome, e carrozzeria in fiberglass firmata Zagato, da qui la Z nel nome. Pesante poco poco più di 600 kg e col 1.6 a doppia accensione e a carter secco da 170 CV della Giulia GTA, poteva filare a 250 km/h. Niente male per una coupé lunga solo 368 cm.

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33 TT12

Avete presente il Wec, il mondiale endurance dove sta vincendo la Ferrari 499P? L’antenato di questo campionato si chiamava Mondiale Marche ed era popolare quanto la Formula 1. A vincere l’edizione 1975 è quest'Alfa, la 33 TT12 opera dell’Autodelta capitanata dal’ingegnere Carlo Chiti e figlia del progetto Tipo 33 nato nel 1967, che segnò il ritorno del Biscione nelle competizioni per i prototipi. A muovere questa spider lunga appena 380 cm e pesante 670 kg è il 3.0 a 12 cilindri contrapposti da 500 CV montato alle spalle del pilota.



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Ritratto di Sprint105
23 maggio 2025 - 12:03
Che spettacolo :))))
Ritratto di Quello la
23 maggio 2025 - 12:22
Non ho capito: dove si stacca la spina?
Ritratto di Nonmenefreganiente Dellevostreopinioni
23 maggio 2025 - 12:26
33 tt12 500cv x 670kg zero elettronica per guidare queste ci volevano due palle grosse come una mongolfiera! riporto dal web: Nel 1975 la 33 TT12 vinse il campionato del mondo sportprototipi vincendo 7 gare su 9 con Arturo Merzario, Vittorio Brambilla, Jacques Laffite, Henri Pescarolo, Derek Bell e Jochen Mass. Ecco, questi erano quelli con le mongolfiere.
Ritratto di Volpe bianca
23 maggio 2025 - 18:29
+1
Ritratto di Gordo88
23 maggio 2025 - 13:17
1
Studia oxy così poi non ti chiedi più perchè alfa romeo tira fuori modelli sportivi..
Ritratto di Andre_a
23 maggio 2025 - 14:15
Modelli sportivi? Magari! È da quasi un decennio che AR tira fuori solo suv
Ritratto di Gordo88
23 maggio 2025 - 16:34
1
Certo andrea ma ogni tanto fa delle eccezioni tipo l' ultima 33 stradale
Ritratto di Andre_a
24 maggio 2025 - 10:44
Ok, solo suv e ricarrozzamenti che non vedremo mai girare in strada... me la ricordavo un tantino diversa Alfa Romeo
Ritratto di Gordo88
24 maggio 2025 - 16:41
1
Chiamare una fuoriserie da 2 milioni di euro un semplice ricarrozzamento mi sembra eccessivo comunque pensala pure come vuoi..
Ritratto di Andre_a
25 maggio 2025 - 10:25
Quello è. Un ricarrozzamento da due milioni, ma sempre un ricarrozzamento. La meccanica è della MC20
Ritratto di Miti
24 maggio 2025 - 08:50
Ahahahah.. facciamole fare un giro ad altissima velocità a Oxyyyyyy...
Ritratto di Volpe bianca
23 maggio 2025 - 18:29
Spettacolo..
Ritratto di Challenger RT
23 maggio 2025 - 23:29
Spettacolo… e che rombo!
Ritratto di AZ
24 maggio 2025 - 10:32
Vabbè.
Ritratto di 63 BULLDOZER
24 maggio 2025 - 16:47
Filosa, Picat o un terzo che sia, il nuovo CEO dovrebbe ritirarsi in riflessione per tre giorni tra queste icone, per trarne ispirazione. Numeri e mercato contano... Ma l'anima non è vendibile. Mai.
Ritratto di pierfra.delsignore
26 maggio 2025 - 10:22
4
Il problema è che l'Alfa Romeo era sinonimo di berline sportive poi hanno smesso di farle hanno preso modelli Fiat con qualche aggiustamento, perso la trazione posteriore e non sono passati all'integrale, ci poteva stare come idea. Ormai sono passati decenni dai bei tempi andati, qualche buon modello come la 156. 147 o 4C purtroppo non bastano a fare una gamma, spesso poi abbandonata e non evoluta. La Giulia è un'ottima berlina per dinamica di guida forse la migliore, ma non è stata evoluta abbastanza, si sconta poi il problema generale del gruppo, l'assenza di una power train ibrida valida, che poteva tra l'altro essere perfettamente in linea con il passato, un bialbero aspirato a ciclo Atkinsonn Miller, abbinato alla power train elettrica da montare sia su una nuova Giulia che una piccola berlina o hatchbak sullo stile delle Alfasud o 33 degli anni '80-'90, l'Alfa oggi l'avrei fatta cosi, poi capisco fare anche 2 SUV ed affiancare una piccola spider sullo stile Duetto, non ci vuole poi tanto se ci fossero i soldi e la volontà a ricreare una gamma da vendite sui 200-250.000 auto l'anno minimo, ritornando pure nelle competizioni turismo per lanciare l'hatchback /berlina di segmento C

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