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Alfa Romeo Giulia: ecco le sue antenate

01 luglio 2015

Le nonne e le mamme della nuova Alfa Romeo Giulia: quando sono nate, cosa hanno rappresentato, come si sono evolute e a chi hanno lasciato il passo.

Alfa Romeo Giulia: ecco le sue antenate
SI RIPARTE DA ZERO - La recente Alfa Romeo Giulia segna un reset della storica marca milanese. Si ricomincia da capo, mettendosi alle spalle oltre 30 anni di scelte sbagliate che hanno relegato la casa ad un presenza minimale nel mercato. Un cambio di filosofia che si rispecchia nel nuovo slogan: “la meccanica delle emozioni”. Il gruppo FCA ha scommesso una buona parte del suo futuro sul rilancio dell'Alfa Romeo per la quale sono previsti 5 miliardi di investimenti e una gamma di sette modelli tutti made in Italy. Un'Alfa Romeo da riposizionare come marchio premium, quindi con prezzi paragonabili alle concorrenti tedesche, rispetto alle quali cercherà di differenziarsi puntando, appunto, sulla parte più emozionale. Se questa scommessa sarà vinta dipenderà solo dalla bontà delle auto proposte che dovranno sì puntare su stile, piacere di guida e meccanica raffinata, ma non dovranno essere da meno in termini qualitativi rispetto alle rivali. In attesa di saperne di più, andiamo ad analizzare le antenate dell'Alfa Romeo Giulia, una genealogia iniziata 60 anni fa.
 
ALFA ROMEO GIULIETTA (1955)
 
 
Corre l’anno di grazia 1954 quando, al trentaseiesimo Salone di Torino, fa bella mostra di sé la Giulietta Sprint: uno dei pochi casi in cui la coupé nasce prima della berlina. Si tratta di un escamotage voluto dal capoprogetto Rudolf Hruska per guadagnare tempo: la Giulietta a quattro porte è già pronta, forte di un 1.3 bialbero per l’epoca ben più brillante della concorrenza, di linee piacevoli e di una tenuta di strada all’avanguardia. Ma la berlina lamenta una rumorosità eccessiva e, per guadagnare tempo, si decide di presentare la coupé, dove questo difetto diviene un pregio. Meglio insonorizzata, la berlina viene finalmente presentata nel 1955, quando la Sprint ha già fatto sognare milioni di italiani: sono gli anni in cui si pongono le basi per quel boom industriale degli anni 60 che avrebbe portato la nostra nazione a uscire definitivamente dalle ferite postbelliche. I 50 CV del bialbero diventano ben presto 65 con la Giulietta TI e, nel 1961, 74: la Turismo Internazionale prosegue la carriera fino al 1965, conquista vittorie significative nelle gare in salita e nei rally. La Giulietta, all’epoca, è “la fidanzata degli italiani” e segna il passaggio dell’Alfa Romeo a vera realtà industriale: ne saranno costruite ben 132.000.
 
ALFA ROMEO GIULIA (1962)
 
 
La Giulietta costituisce una base apprezzata e ben rodata per la successiva Giulia che, secondo gli slogan del tempo, è “disegnata dal vento”. Concepita ancora al Portello, ha una linea inconfondibile, con un frontale che più aggressivo non si può e il baule con caratteristiche nervature. La Giulia debutta nel 1962, con le sospensioni anteriori a quadrilateri sovrapposti, il ponte posteriore rigido (di nome e di fatto, visto che in ogni film in cui è comparsa la Giulia si è esibita in caratteristici controsterzi, facilitati da questa soluzione tecnica) e un motore maggiorato a 1.6. Sarà uno degli assi portanti dell’Alfa Romeo, costruita - solo nella versione berlina - in più di 570.000 esemplari lungo un arco di 15 anni: da lei deriveranno le celebri Sprint GT, la Duetto destinata a diventare in seguito Spider e nel 1968 simbolo di borghese ribellione con “Il laureato” interpretato da Dustin Hoffman, oltre alle versioni agonistiche TZ e TZ2, caratterizzate dal telaio Tubolare Zagato. Della Giulia si ricorda la rara (costruita in 501 esemplari) TI Super, per gli appassionati Biscione: plurivittoriosa nel Gruppo 2 - per la quale era stata concepita - permise all’Alfa di definire la Giulia come “la berlina che vince le corse”.
 
ALFA ROMEO 1750 (1968)
 
 
Debutta al Salone di Bruxelles nell’anno delle rivoluzioni sociali per antonomasia, il ’68: la 1750 è una berlina che riprende, più spigolosa e grande, gli stilemi della Giulia, ponendosi un gradino più in alto. Confortevole ma con quel brontolio del bialbero, per l’occasione maggiorato con l’aumento dell’alesaggio e della corsa, tanto caro agli alfisti, è l’erede della 2000 di dieci anni prima e riprende la sigla di un’Alfa Romeo degli anni Trenta. La plancia ha inserti in legno generosamente profusi; caratteristico l’ampio tunnel centrale che accoglie indicatore benzina, termometro acqua, manometro olio e orologio oltre al cambio inclinato verso il guidatore - che in questo caso non è improprio definire pilota. Dopo un lieve aggiornamento estetico, nel 1971 la 1750 diviene 2000: il frontale presenta uno scudetto più ampio, i fari sono ancora gemellati ma di eguali dimensioni e all’interno c’è la novità di un condizionatore di provenienza Borletti in grado di alleviare le trasferte più calde. La vera novità è sotto il cofano: il 2 litri sfiora la soglia dei 200 km/h di velocità massima, mentre è di serie il differenziale autobloccante posteriore.
 
ALFA ROMEO ALFETTA (1972)
 
 
Nel 1972 nasce una delle più belle “vie di mezzo” dell’Alfa Romeo: il nome è preso a piedi pari dalle vetture da competizione che sono arrivate a vincere, con Farina e Fangio, i primi due Mondiali di Formula 1 della storia nel ’50 e nel ’51. Il progetto 116 - questa la sigla interna dell’Alfetta - nasce come evoluzione (ma non sostituzione) della Giulia: il motore è il confermato bialbero 1750, le linee sono squadrate come impongono le tendenze stilistiche dell’epoca, e lo schema di trasmissione e sospensione tutto nuovo: il ponte posteriore De Dion guidato da un parallelogramma di Watt fa il paio con le barre di torsioni longitudinali all’avantreno, che eliminano le tradizionali molle. Il bilanciamento dei pesi è così al 50% su ambo gli assi; il cambio al retrotreno che caratterizzerà le Alfa fino alla 75 presenta congeniti problemi di manovrabilità, solamente leniti ma mai eliminati dai successivi affinamenti. Nel 1974 nasce sulla base dell’Alfetta l’Alfetta GT, con una linea particolare e il telaio accorciato nel passo: fino al 1987 sarà la coupé da famiglia (o quasi) dell’Alfa, portando al debutto con l’ammiraglia Alfa 6 il V6 Busso arrivato fin quasi ai giorni nostri. L’Alfetta passa per un’importante revisione estetica nel 1976, l’installazione del primo turbodiesel in casa Alfa nel 1980, gli esperimenti con la disattivazione dei cilindri (CEM, Controllo Elettronico Motore) in nome del risparmio di carburante e una carriera che dura fino al 1985, sfiorando i numeri di vendita della Giulia.
 
ALFA ROMEO GIULIETTA (1977)
 
 
Qualche centimetro più in basso dell’Alfetta nasce nel ’77 (ma le prime consegne avvengono l’anno successivo) la Giulietta: anch’essa figlia del compromesso, nasce dal pianale della sorella maggiore con il compito di rimpiazzare la Giulia senza creare sovrapposizioni commerciali con la berlina più grande. Il risultato è un’auto dal profilo marcatamente a cuneo, dagli interni che sono un emblema degli anni 70 ancor più di quelli dell’Alfetta (è il trionfo del Texalfa), dalla strumentazione con tachimetro e contagiri che presentano gli apici speculari e dai collaudati motori 1.3 e 1.6 della Giulia. In molti ricordano ancora la coda - con uno spoiler integrato che la fa definire “a sedere d’anatra” - della Giulietta; in pochi l’effimera 2.0 Super con motore 2.0 del 1980, prodromo a una revisione stilistica dell’anno successivo che porta all’ampliamento dei motori e al miglioramento degli interni. Il diesel dell’Alfetta finisce sotto il cofano nel 1983, assieme al 2.0 turbo della rara Turbodelta, evoluzione dello stesso motore che aveva debuttato nel 1979 sulla GTV Turbodelta.
 
ALFA ROMEO 75 (1985)
 
 
Per il settantacinquesimo compleanno dell’Alfa Romeo, ad Arese viene imposto di fare le classiche nozze con i fichi secchi: aggiornare cioè la Giulietta ricavandone un modello tutto nuovo. Oltre al pianale, sono comuni alla progenitrice anche le porte - il che indica bene i vincoli progettuali imposti dall’IRI, allora proprietaria dell’Alfa. Eppure, la 75 ha personalità marcata e destino commerciale ben migliore a quello della coeva 90 (la stessa operazione ripetuta sull’Alfetta): traghetta l’Alfa negli anni 90 ed è l’ultima berlina a trazione posteriore prima della Giulia del 2015. In otto anni di carriera, arriva a ricevere il 3.0 V6 derivato dall’originario 2.5 V6; l’ormai storico bialbero 1.8, aggiornato con l’iniezione elettronica, dice ancora la propria con un turbo che le regala prima 155 e poi 165 CV, mentre nell’87 - in concomitanza con l’acquisto della Fiat - il 2.0 viene dotato di accensione a doppia candela e variazione di fase diventando 2.0 Twin Spark. Senza infine dimenticare la 75 Evoluzione dell’86: 500 esemplari con carrozzeria decisamente vistosa per omologare la 75 per il Superturismo, ancor oggi un must per chi ama gli eccessi stilistici degli anni Ottanta; o le derivate (dalla 75 Gruppo A) SZ e RZ, oggi ambitissime.
 
ALFA ROMEO 164 (1987) 
 
 
È il primo modello nato dopo il passaggio alla Fiat avvenuto nel 1986: sostituisce in un solo colpo l’Alfetta e la sfortunata Alfa 6, nata in ritardo e in piena crisi energetica oltre che equipaggiata con una meccanica di prim’ordine ma troppo impegnativa per l’Italia (e abbastanza snobbata all’estero, visti i 12.000 esemplari venduti in otto anni di carriera). Presentata a Francoforte nell’87, si basa sul pianale Tipo 4 da cui nascono anche la Fiat Croma, la Lancia Thema e la Saab 9000: la linea è di Pininfarina, aerodinamica e gradevole, con un profilo a cuneo ed elementi stilistici semplici ma caratteristici quali i sottili fanali raccordati da una fascia in plastica rossa che ingloba luci di retromarcia e retronebbia. La plancia ha comandi avveniristici, e non mancano dispositivi utili per il comfort e la sicurezza, dal servosterzo all’Abs o (nella ristilizzata Super del ’92) l’airbag lato guida. I motori, tranne il primo turbo da 175 CV di provenienza Fiat-Lancia, sono Alfa Romeo: spicca il 3.0 V6 con testa a 4 valvole e doppio albero per bancata che equipaggia la Q4 a trazione integrale. Che, in virtù del cambio manuale a 6 marce, è gravata dall’assurdo balzello sui fuoristrada previsto all’epoca: una berlina di classe equiparata a una jeep, assurdità tutte italiane. L’erede 166 del 1998 avrà meno fortuna della 164, prodotta in quasi 270.000 esemplari.
 
ALFA ROMEO 155 (1992)
 
 
Controversa come ogni rottura con il passato, è la prima berlina nata interamente sotto la gestione Fiat: sacrifica lo schema meccanico a trazione posteriore per il pianale Tipo2 impiegato dalla Fiat Tipo e Tempra e dalla Lancia Dedra. Il risultato è un mix di motori Alfa (tutti a doppia candela tranne il 2.5 V6), Fiat-Lancia (il 2.0 16v della Q4, stretto parente di quello della Delta Integrale) e i turbodiesel a iniezione indiretta che arrivano fino ai 125 CV del 2.5 TD. La linea è a cuneo, la parte centrale comune alle cugine piemontesi: i duri e puri del marchio sono perplessi, le vendite ammontano tuttavia a 200.000 esemplari scarsi in cinque anni - un risultato da non disprezzare. Molto incide su questo la carriera agonistica della 155: nel ’92 la 155 GTA vince il Superturismo con Larini con una meccanica stretta parente della Delta Evoluzione che faceva incetta di titoli nel Mondiale Rally; l’anno successivo la V6 TI conquista il prestigioso DTM battendo a casa propria i tedeschi di BMW, Opel e Mercedes, con un’auto che - da regolamento - è un prototipo con le fattezze della vettura di serie.
 
ALFA ROMEO 156 (1997)
 
Alfa Romeo 156
 
Nel ’97 la 155 segna il passo d’addio, sostituita dalla 156, ben più sportiva nelle linee - firmate da Walter De Silva - e con più di un omaggio al passato (dalla strumentazione a binocolo al tunnel centrale) nei confronti delle Alfa “dal cuore sportivo”. Il debutto è col botto, con il titolo di auto dell’anno. La piattaforma è ancora la Tipo 2, abbondantemente riveduta e corretta - e differenziata dalla Lancia Lybra, più orientata al comfort, grazie a sospensioni indipendenti posteriori. Non mancano, specie dal 2002 in poi, aggiornamenti funzionali che permettono di competere ad armi pari con le tedesche - non solo per le qualità dinamiche ma anche per l’equipaggiamento; per quanto riguarda la tecnica, la 156 porta al debutto il primo turbodiesel common rail della storia (insieme alla Mercedes Classe C) e il benzina a iniezione diretta JTS, oltre al cambio robotizzato Selespeed. Apprezzata anche nella versione famigliare Sportwagon, la 156 viene venduta in poco meno di 700.000 esemplari fino al 2007: per i più nostalgici, da registrare il canto del cigno del V6 Busso, per l’occasione portato a 3.2, sulla 156 GTA - che di Alleggerita, a dire il vero, aveva più il nome che la sostanza.
 
ALFA ROMEO 159 (2005)
 
 
Il nome richiama l’Alfetta 159 con cui Fangio vinse il Mondiale di Formula 1 nel ’51: il pianale, denominato Premium, è specifico e la linea, con il frontale contraddistinto da sei fari - esattamente come sulla RZ e sulla SZ. Rispetto alla 156, aumentano dimensioni e pesi, quasi al limite della categoria superiore: rispetto agli stereotipi sul marchio - che tuttavia costituiscono anche un buon motivo di traino commerciale - sulla 159 si sta meglio di quanto ci si aspetti da un’Alfa, ma ci sono vari chili di troppo a penalizzare le prestazioni. Una successiva revisione del 2009 propone una serie di modifiche di rilievo: il peso diminuisce di circa 50 kg (ma rimane sempre considerevole), i JTS che hanno debuttato sulla 156 vanno in pensione e, in genere, ai motori viene assicurata una discreta iniezione di cavalli, partendo dal diesel JTD e finendo all’inedito 1750 TBi che oggi equipaggia, opportunamente evoluto, Giulietta e 4C. A listino ci sono ancora i V6 a benzina, ma si tratta dei motori General Motors (all’epoca la Fiat era alleata di GM) 3.2: nascono in Australia, ma sono dotati di una testa sviluppata dai tecnici Alfa. Dalla 159 derivano la coupé Brera e la scoperta Spider: se la Giulia rimpiazza, dopo quattro anni dall’uscita di scena (nel 2011) la berlina, per le loro eredi bisogna ancora aspettare.

 

Alfa Romeo Giulia
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Ritratto di Bear Boss
1 luglio 2015 - 15:48
Fantastico l'omaggio al gomito dell'Alfetta, pare quasi di guardare un remake di quest'ultima! Indimenticabile la 75, mio padre ha avuto la 1.6 i.e restyling del 1989, un gioiello di berlina sportiva anche ben assemblata e rifinita e dal grande piacere di guida, unico problema lo sterzo, preciso e progressivo ma pesante perché mio padre l'aveva presa senza servo allora optional.
Ritratto di cris25
1 luglio 2015 - 15:55
1
vedere elencate tutte le berline dell'Alfa è stato un qualcosa di davvero speciale da un lato ma triste allo stesso tempo da un altro, considerando che è da anni che l'Alfa Romeo ormai non ci delizia con un prodotto veramente all'altezza del marchio!! Tra tutte le Alfa riportate nelle immagini credo che le più riuscite stilisticamente siano la 156 (secondo me una delle Alfa più belle mai prodotte) e la più recente 159, che almeno esteticamente è molto più bella e accattivante rispetto alle berline lanciate in quegli anni. Poi come non ricordare la 75 e la Giulietta del 1977? Davvero mitiche...
Ritratto di Mattia Bertero
1 luglio 2015 - 16:06
3
Grazie AlVolante per questo bellissimo articolo sulla storia dell'Alfa. Le macchine del Biscione sono davvero uniche perfino in quel periodo dei primi tempi della gestione Fiat in cui furono prodotti modelli non propriamente all'altezza del marchio (come la 155). Le mie preferite di questa lista sono la 156 (un capolavoro di linea e contenuti tecnici) e la prima Giulietta. La nuova Giulia entra di diritto in questa classifica. Inoltre è doveroso ricordare anche la 146 e la 147 come Alfa, non inserite per via del Segmento diverso, soprattutto l'ultima citata, un capolavoro di Walter Da Silva che ha ancora una linea abbastanza attuale. Senza contare anche le sportive come la Spider o la Duetto... Insomma la storia Alfa Romeo e ricchissima di modelli da ricordare, che non basterebbe un solo articolo al riguardo.
Ritratto di Fr4ncesco
1 luglio 2015 - 16:27
2
Le mie preferite sono l'Alfetta (era lei la "fidanzata d'Italia"?), che rappresenta il concetto della casa del biscione, poi la Giulietta del 1983, la prima su cui ho respirato l'aria Alfa Romeo, poi la 75 e la 155 che per me erano "l'auto della Polizia", quest'ultima famosa per i successi DTM. Poi la 156, tecnicamente un gioiello nonostante la trazione anteriore ed esteticamente stupenda. La 159 ha un frontale fantastico, ma era troppo GM e non all'altezza del marchio, nonostante la linea. Adesso ho una cotta per la nuova Giulia, che mi ricorda esteticamente la 155 e la 156 restyling, mentre tecnicamente quest'ulima e la vecchia Giulia. Grazie per questo articolo, interessantissimo ed emozionante.
Ritratto di Anonimo
Anonimo (non verificato)
1 luglio 2015 - 16:46
Commento rimosso a seguito della cancellazione dell'utente dal sito.
Ritratto di Fr4ncesco
1 luglio 2015 - 17:31
2
Credevo sbagliato allora. La Giulietta del '54 ce l'ha un signore in zona, come quella in foto ma bianca, quindi la vedo tutti i giorni, insieme ad una Flavia blu ed una Mercedes anni 70 (penso una 600). Saluti a te!
Ritratto di MatteFonta92
1 luglio 2015 - 16:37
3
La prima Giulietta è davvero qualcosa di meraviglioso... sarò un tipo nostalgico, ma penso che sia la più affascinante di tutte. Molto molto bella anche l'Alfetta che ha delle proporzioni davvero indovinate, a differenza della Giulia del '62 e della 1750, che hanno invece la coda un po' troppo lunga. In tempi più moderni spiccano sicuramente la 156 e la 159, due delle più belle Alfa Romeo mai create. La nuova Giulia raccoglie la loro eredità al meglio, e il ritorno alla TP ripristina anche in vero DNA Alfa. Speriamo che questo sia solo l'inizio!
Ritratto di PongoII
1 luglio 2015 - 17:22
7
Che tuffo al cuore leggere questo articolo e veder decantate le qualità e la storia di 60 anni del Biscione! Personalmente, tra possedute in primis, vetture di famiglia, vetture di amici & colleghi, per finire con quelle "aziendali", delle berline che vengono riportate in foto praticamente non sono salito sulla prima Giulietta e sulla 1750! Del mio decennale rapporto con la 155 lo potrete apprendere meglio leggendone la prova, ma credo di avere un pezzo di ognuna di loro nel mio cuore. Approfitto per ribadire il mio dubbio perenne sul pensionamento anticipato della 159, vettura che per linea e contenuti la reputo ancora ad altissimo livello. Avesse solo avuto la TP, sarebbe stata lei (secondo me) la vettura della rinascita...
Ritratto di Flavio Pancione
1 luglio 2015 - 17:24
8
Qua vicino ha una rarissima turbodelta della giulietta del 77, davvero bellissima
Ritratto di TheStig_97
1 luglio 2015 - 17:24
Che articolo Redazione, da far scendere la lacrimuccia! La più bella esteticamente secondo me è la 159 (che ha una linea attualissima da far invidia alle tedesche odierne, ma dalla meccanica troppo GM) seguita dall'Alfetta e dalla Giulia del '62. La 164 è stata l'ultima Alfa venduta oltreoceano prima del ritorno dell'anno scorso, e si capisce pure il perchè, quel fascione di plastica che corre per tutta la carrozzeria è davvero brutto da guardare, insomma un grosso flop assieme alla 166. Un'erede nel segmento E la vedremo solo se la Giulia e il "949" riescono ad avere il successo sperato, sennò questa volta sarà davvero la fine per il Biscione. Forza Alfa!
Ritratto di Fr4ncesco
1 luglio 2015 - 17:39
2
Quei fascioni erano probabilmente dovuti proprio al mercato americano, per rispettare gli standard di sicurezza locali, ben più noti sulla 75 America con le molle a vista (ma più riusciti). Secondo me è stato un grande errore non esportare negli Stati Uniti la 156, visto il successo ottenuto anche fuori Europa, come in Australia e Sudafrica.
Ritratto di TheStig_97
1 luglio 2015 - 17:51
Ciao. Sì, probabilmente hai ragione tu sull'utilità dei fascioni della 164, che come hai ben ricordato erano presenti anche sulla 75 America anche se più riusciti e meno vistosi. Anch'io sono del parere ch'è stato un errore non esportare la 156 negli USA (magari sfruttando i dealers GM, con la quale all'epoca Fiat aveva accordi), ma anche la 159 è stata un successo rispetto agli standard delle vendite Alfa. Boh, magari in Fiat non ci credevano o non ci volevano ancora credere ad un rilancio serio di Alfa Romeo.
Ritratto di Fr4ncesco
1 luglio 2015 - 20:05
2
Ero finito su un forum di alfisti americani e ho visto che qualcuno aveva importato parallelamente la 156 negli Stati Uniti. Pensa che potenziale c'era... Menomale che l'hanno capito.
Ritratto di Fr4ncesco
1 luglio 2015 - 17:45
2
Avevo capito i paraurti invece intendevi quelle fasce sulle porte. Tuttavia la parte bassa in contrasto andava di moda negli USA (moda continuata fino a poco fa su monovolume e SUV), penso quindi la scelta sia stata fatta sempre in base ai gusti locali. Saluti!
Ritratto di akira55555.
2 luglio 2015 - 02:52
un grosso flop ??' la 164 ?? si vede che sei giovanissimo hai tempi quando usci ebbe successo insieme alla lancia thema ,stesso pianale !teneva testa alle tedesche ,è stato l' ultima alfa a rivaleggiare con le tedesche del segmento ! i fascioni erano fatti cosi al tempo bi colore ,come proponevano altre case tipo la sl mercedes l' america non centra niente . fu la prima auto insieme alla mercedes sl ad inglobare la mascherina nel cofano,30 anni fa! il design allora fece scalpore 1987, dieci anni prima che nascessi tu....
Ritratto di akira55555.
1 luglio 2015 - 17:39
ma chi ha scritto l' articolo per definire solo gradevole la 164 ? ! quando usci era due gererazioni avanti come design le varie mercedes bmw invecchiarono in un attimo!
Ritratto di robertoGT
1 luglio 2015 - 17:39
5
Belle tutte al 1* posto l'alfetta, all'ultimo la 164 che mi sembra una barca, infatti di non grande successo,
Ritratto di IloveDR
1 luglio 2015 - 18:24
3
1) Alfa75 2) Giulietta1977 3) 159 4)156 5) Alfetta 6)164 7) Alfa90 8) Giulia1962 9)155 10)1750/2000. Dopo avervi annoiato con la mia classifica tengo a precisare che non sono Alfista. Un debole per le Lancia, si, però!
Ritratto di AMG
1 luglio 2015 - 23:18
ho più un debole per la Lancia (che fù) più che per Alfa anche se di fronte ad alcuni modelli dell'Alfa c'è da far l'inchino
Ritratto di Anonimo
Anonimo (non verificato)
1 luglio 2015 - 18:34
Commento rimosso a seguito della cancellazione dell'utente dal sito.
Ritratto di SuperMaserati
1 luglio 2015 - 18:37
Sono tutte fantastiche anche la Giulietta del '55 secondo me è magnifica e, come tutti, ho un debole per la 159. E' da ammirare il progresso che ha compiuto questa casa con i suoi modelli, anno dopo anno.
Ritratto di SINISTRO
1 luglio 2015 - 19:20
3
E che nostalgia!
Ritratto di emanuel99
1 luglio 2015 - 19:22
Le mie preferite sono l'Alfetta e la 159 sono bellissime...peccato che il design della Giulia mi abbia un po deluso.
Ritratto di FRANCESCO31
1 luglio 2015 - 20:46
è la + bella tra quelle moderne, se avesse avuto la TP avrebbe avuto un sucesso mostruoso mentre la giulia 2015 ha un deseign deludente
Ritratto di FRANCESCO31
1 luglio 2015 - 20:48
http://www.clubalfa.it/wp-content/uploads/2015/03/Alfa-Romeo-Giulia-1.jpg
Ritratto di Fr4ncesco
1 luglio 2015 - 21:53
2
Non si può realizzare nel pratico un'auto così, ha un design troppo estremo per quella fascia. Costerebbe troppo, sarebbe poco pratica e non si adatta al tipo di pianale usato.
Ritratto di FRANCESCO31
2 luglio 2015 - 22:25
almeno il muso
Ritratto di NEWHOLLAND
1 luglio 2015 - 20:57
International brand
Ritratto di bubu
1 luglio 2015 - 21:38
comunque non c'è niente da fare, tutte queste berline hanno uno stile inimitabile e la giulia è la degna erede che stavamo aspettando!
Ritratto di RIOC
2 luglio 2015 - 07:27
Tutte queste bellissime Alfa riuscite o meno hanno un loro stile, un loro design, dalla prima all'ultima. Belle e con i loro difetti e pregi, ma sopratutto uniche, uguali solo a se stesse. La nuova Giulia non mi convince, se la guardo non so se vedo una bmw o audi, insomma personalità veramente poca.
Ritratto di dragomic
2 luglio 2015 - 10:14
1
ricordo davvero bene l'ammirazione che provavo quando vedevo passare una 75.. era la mia auto preferita dell'epoca.. un ragazzino sognante! per non parlare quando a Jesolo ad Agosto vidi una 75 evoluzione rossa.. sarò stato mezz'ora a girarle intorno! grandi auto per me.. mio padre ha tuttora una 155 1.8 ts e va che è una meraviglia.. ma la vera fortuna è stata x me aver potuto guidare la 33 1.7 16 valvole quadrifoglio verde.. era di mio padre.. motore boxer.. un motore come non ne ho mai più guidati.. un motore che quando aprivi il cofano era un apoteosi.. un motore che era sporco solamente di polvere, non trafilava nemmeno una goccia di olio. Auto bassa come un go kart, rabbiosa. Auguro ad alfa tutto il successo che merita!!
Ritratto di Highway_To_Hell
2 luglio 2015 - 10:33
Decisamente quella che deve ancora arrivare, cioè la nuova Giulia, direi parimerito con l'Alfetta come innovazione stilistica e meccanica... Molto dopo la 75; dell'era De Silva, oggi ancor più di ieri, si salva proprio poco (e la 159 più della 156)... Tutto sommato non è affatto un male per FCA che sia finito a disegare up in vag con l'ausilisio di Giugiaro...
Ritratto di Gordo88
2 luglio 2015 - 11:15
1
75 e 156 indubbiamente rimangono le berline alfa più belle e riuscite
Ritratto di panda07
2 luglio 2015 - 12:40
1
e Alfa, ma la mia preferita resta la 159, un'opera d'arte su 4 ruote qualcosa di spettacolare, poi la nuova giulia stupenda!
Ritratto di stefbule
2 luglio 2015 - 13:23
12
è stata la diesel, fatta più come esperimento che per interesse. Infatti non se ne parla
Ritratto di vinz65
2 luglio 2015 - 14:07
Complimenti di vero cuore alla redazione per il magnifico articolo. Ancora oggi, quando vedo una Giulia o una Giulietta (della I serie) ho un tuffo al cuore... e il rivedere la 75 e la 164 mi ha fatto tornare in mente il breve periodo in cui ho lavorato come venditore in un concessionario Alfa Romeo. Grazie! :)
Ritratto di Pablo
2 luglio 2015 - 14:15
...e una che era una vera Volante della Polizia : l'Alfetta espressione totale del marchio assieme alla 1750 auto dei malviventi , poi davvero bella e personale la Giulietta e la 75 ultima Alfa Tp. Chiudo con la 159 che resta l'ultima Alfa moderna di personalità col solo difetto di essere pesante e poco maneggevole...al volante ci poteva dire i numeri che ha venduto la. 159
Ritratto di AyrtonTheMagic
2 luglio 2015 - 14:25
1
La mia preferita, mi piace un sacco vedere i film anni 80 con lei protagonista!! Poi quasi tutte tranne la 1750 che era veramente brutta... solo un errore della redazione, la Giulia venne costruita anche familiare ad uso promiscuo!
Ritratto di luigi sanna
3 luglio 2015 - 13:30
5
Mio Padre aveva la 2000, (una delle ultime versioni) mi bastava sentire il rumore del motore, unico... quelle erano Alfa!
Ritratto di narvallinos
2 luglio 2015 - 16:48
1
In fondo l'Alfa Romeo di belle auto ne ha fatte!
Ritratto di luigi sanna
2 luglio 2015 - 17:57
5
..alla 75! Le altre francamente, non sono "Alfa". Questa nuova si.... Ha tutte le caratteristiche, per esserlo!
Ritratto di IloveDR
3 luglio 2015 - 08:53
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questa te la potevi risparmiare...è scientificamente provato che la TA è meglio della TP per viaggiare su strade pubbliche...
Ritratto di luigi sanna
3 luglio 2015 - 13:25
5
Scientificamente provato? Se tu non sai guidare, è un tuo problema... Io parlo di "Vere Alfa" e 155, 156, 159.... non lo sono state, per tutta una serie di motivi, che và oltre la TA e la TP..... Scientificamente, sempre....
Ritratto di IloveDR
4 luglio 2015 - 10:48
3
a fare le derapate su strade pubbliche? Ho fatto per 18 anni l'autista e so guidare meglio di te, tu sai fare lo spaccone, è diverso, amico mio!
Ritratto di luigi sanna
4 luglio 2015 - 13:14
5
No guarda, lascia stare. Se no capisci il concetto, è inutile... Continua pure....
Ritratto di luigi sanna
4 luglio 2015 - 13:25
5
A "chi è più bravo" io a 18 anni guidavo il 370 militare..... Ne ho 39....
Ritratto di IloveDR
4 luglio 2015 - 17:42
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per sentirti così esperto...io per 18 anni furgoni, autocarri, il 50% in centri urbani, prudenza, precisione, pazienza, perspicacia, tutte qualità di chi lavora sulle strade e non fa le futili gare con le TP.
Ritratto di luigi sanna
4 luglio 2015 - 20:27
5
Ma quali gare... Ma impara a leggere, cerca di capire i concetti. Facevo meglio a non rispondere, lloveDR... Ecco un'altro nome da segnare, così non perdo tempo in futuro..... Siete assurdi, livello Asilo... Capite aglio per cipolla!
Ritratto di luigi sanna
4 luglio 2015 - 13:22
5
Motore anteriore e trazione posteriore, è il sistema classico, il migliore, il più bilanciato.... La mia prima auto è stata la Fiat 131 1600 tc Supermirafiori, pur non avento tanta cavalleria, si guidava benissimo. Le ruote anteriori, sono libere dal peso della trazione, trasmettendo piacere a chi guida. La trazione avanti, esiste solo per ridurre i costi....
Ritratto di IloveDR
4 luglio 2015 - 19:29
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in possesso (era di mio padre) una 131 Supermirafiori 2500 diesel del 1981 che spesso me l'ha fatta vedere brutta. Su strade bagnate o con poca aderenza, senza gli ausili elettronici odierni, in un attimo ti trovavi di traverso sulla carreggiata. Le TA offrono più sicurezza su strade non in perfette condizioni.
Ritratto di luigi sanna
4 luglio 2015 - 20:35
5
E' un tuo problema.... Mai avuto problemi, basta essere in ordine di gomme e tutto il resto. E sapere che si guida sul bagnato, con la "TA" INVECE DI GIRARTI, VAI DRITTO....
Ritratto di luigi sanna
4 luglio 2015 - 20:37
5
1' stai camminando, 2' non hai riflessi, 3'' non sai guidare... è molto semplice.
Ritratto di luigi sanna
4 luglio 2015 - 20:40
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Negli anni 60' e 70', quando pioveva, era un susseguirsi di testacoda continui. Città paralizzate, da tutte stè macchine girate... Infatti per quel motivo, si è passati alla TA... Troppi testacoda, non se ne poteva più....
Ritratto di IloveDR
6 luglio 2015 - 09:42
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ci si evolveva nelle TA, più sicurezza attiva, solo BMW e Mercedes non hanno mai cambiato schema e sono stati i primi ad infarcire le loro auto di congegni elettronici, per ovviare ai problemi della TP. Le auto in serie possono essere guidata anche da persone inesperte, non devono per forza essere tutti "piloti".
Ritratto di luigi sanna
6 luglio 2015 - 13:41
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...come dici tu, certo....
Ritratto di IloveDR
6 luglio 2015 - 18:08
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non mi sembri convinto, però
Ritratto di luigi sanna
6 luglio 2015 - 20:48
5
E' ironico... Mi sembra chiaro, che non la pensiamo allo stasso modo.
Ritratto di Alfa69
3 luglio 2015 - 16:42
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Bellissime, uniche ed irripetibili. Un bellissimo articolo della Redazione di Al Volante. Scopro con piacere che la "mia" è descritta con tutti i suoi successi, anche nelle vendite, ma dai commenti si scopre che ancora adesso molti all'epoca non potevano permettersi un Alfa! Come detto anche da altri le Alfa sono uniche... "Topo Gear" non è e non è stato un programma Italiano ma ha sempre osannato le Alfa e presentate con i loro difetti così come li hanno tutte le altre auto. Forse bisogna aggiungere che la 155 è stata disegnata e creata anche da un certo "Walter De Silva" che forse pochi intenditori di auto conoscono, che la linea a cuneo (portabagagli da 525 dm cubici) e la meravigliosa posizione di guida sono impareggiabili e che il motore 4 cilindri in linea Cilindrata cm3 da 1773 ha la catena!! E non la cinghia di distribuzione parliamo anche d'altro? E' strano constatare sempre come sono fra l'altro autolesionisti gli Italiani. Adesso parlano tutti di Lancia e si auguravano che mai una nuova Alfa Romeo potesse nascere, ma parlano sempre contro questi marchi... L'Alfa Romeo è tornata, grazie Alfa, grazie redazione di Al Volante
Ritratto di QuattroTheHierAgein
5 luglio 2015 - 18:29
Una macchina piu brutta dell'altra
Ritratto di daniele73
5 luglio 2015 - 22:55
bellissimo servizio sulle mitiche alfa,ogni volta che vedo la giulia mi vengono i brividi,ricordo ancora quando mio padre si liberò della sua, ho fatto un pomeriggio a piangere,spero che questa nuova riesca a ridarmi-re le stesse emozioni