RULLI COMPRESSORI - In un quadro generale ricco di incertezze e preoccupazioni, l’andamento commerciale ed economico delle tra marche cosiddette “premium” tedesche Audi, BMW e Mercedes continua a essere positivo in maniera impressionante. Nello scorso novembre le vendite globali dell’Audi sono aumentate del 10,9% (123.600 consegne), quelle della BMW del 26,4% (145.452 unità vendute), mentre la Mercedes ha incrementato i suoi risultati del 5,7% (120.346 unità).

COSÌ TUTTO L’ANNO - E novembre non è stato un’eccezione. È roseo anche il trend da gennaio a novembre: Audi 1.344.750 vetture consegnate (12,7% di crescita rispetto allo stesso periodo del 2011); BMW 1.388.274 (10,10% in più); Mercedes 1.194.904 (5,10% di incremento). La prima considerazione di fronte a questi dati è che tutte tre le case stanno beneficiando della crescita in atto in Cina. La cosa è vera, ma sarebbe fuorviante legare questo straordinario successo soltanto alla realtà cinese o anche a quello dei soli Paesi emergenti dell’area chiamata BRIC (Brasile, India, Cina).
BENE NEGLI USA - Perché se è vero che da gennaio a novembre l’Audi in Cina è cresciuta del 30,7% (con 370.559 consegne), non meno brillante è il suo trend negli Stati Uniti, dove è cresciuta del 18,6% (124.469 unità vendute). Lo stesso si può dire per la BMW, che - sempre negli undici mesi - in Cina è cresciuta del 37,5% (295.974 consegne) mentre negli Usa ha compiuto un balzo del 38,8%, piazzando 303.728 vetture. Un po’ diversa è solo la situazione della Mercedes, ma non perché non vada bene in America, tutt’altro: sul mercato statunitense da gennaio a novembre ha incrementato le sue vendite del 12% (245.919 unità) mentre in Cina è cresciuta soltanto del 4,2%, con 177.301 vetture consegnate. A proposito della Mercedes e della importanza del mercato cinese, è da sottolineare che a novembre la Mercedes ha visto ridursi del 6% le proprie vendite sul mercato cinese.

PRESTIGIO UGUALE PIÙ PROFITTI - Dunque le tre “Premium” tedesche non stanno soltanto approfittando del loro prestigio sui mercati assetati di firme e prodotti famosi, ricchi di immagine. Tutto ciò conta, certamente, ma non da meno è la loro comune politica volta a mettere sul mercato prodotti di qualità, per la tecnologia, lo stile e le prestazioni. Con il grande vantaggio che prodotti di questo tipo consentono margini di profitto più ampi rispetto a quelli generati dalle utilitarie.









































