TERMINE ULTIMO - Cinque giorni per versare 350.000 pedaggi: il 17 marzo scadono i termini per regolarizzare gli accessi effettuati nell’Area C di Milano tra il 16 gennaio e il 16 marzo (vedi qui). Un periodo “cuscinetto” concesso dal comune per dare tempo agli automobilisti di adeguarsi alle nuove regole: l’Area C è infatti in vigore dal 16 gennaio 2012, soppiantando il vecchio Ecopass, ed è attiva in via sperimentale per 18 mesi dal lunedì al venerdì (feriali), dalle 7.30 alle 19.30. Per chi non paga, la multa è sicura: 87 euro, spese di notifica incluse. E attenzione: i tagliandi per gli ingressi effettuati a partire da lunedì 19 marzo dovranno essere attivati il giorno stesso o, al massimo, entro le ore 24 del giorno successivo all'accesso.
SANZIONI CERTE - Discorso a parte per le 40.000 multe date ai veicoli molto vecchi e inquinanti, che non potevano in nessun caso entrare nell’Area C, neppure pagando. Un incasso certo per il comune: siamo attorno a 3,48 milioni di euro, con spese di notifica.
VECCHIO PROBLEMA - Nel primo periodo di entrata in vigore del pedaggio, le multe sono sempre numerose, perché chi guida non si informa a sufficienza sulle modalità di accesso a una zona limitata. Per il futuro, il comune prevede che le sanzioni oscillino fra 3800 e 7800 verbali al giorno, contro le 2250 multe giornaliere del vecchio Ecopass della giunta Moratti, che però era un sistema meno rigido dell’Area C.
NEGOZIANTI: NASCE IL FRONTE DEL SÌ - Intanto, prosegue la protesta dei commercianti contrari all’Area C perché farebbe calare gli affari del 40%. Ma nasce anche il fronte del sì: i negozianti favorevoli, in nome della qualità dell’aria, e della facilità di parcheggio per i clienti. Tanto che su Facebook è stato costituito il gruppo di contro-boicottaggio, composto da 260 membri, con questo slogan: “Tu esponi il cartello contrario all'Area C? Io vado dal tuo concorrente dall'altra parte della strada”.


