Ares Atelier prova a rimettersi in moto. Il marchio modenese, specializzato in vetture fuoriserie e progetti su misura, ha attraversato una fase non semplice, ma ora punta a ripartire con una struttura industriale più solida. A sostenerne il rilancio c’è il gruppo Proma, realtà italiana attiva nella componentistica e proprietaria anche di Recaro Automotive, che è diventato azionista di maggioranza insieme all’investitore Boris Collardi. L’obiettivo è chiaro: trasformare Ares in un atelier più organizzato, capace di costruire auto molto esclusive, ma con processi produttivi e qualitativi più vicini a quelli di un piccolo costruttore.

Il modello su cui si concentra la nuova fase è la Ares S1 (nelle foto), una supercar con carrozzeria in fibra di carbonio sviluppata sulla base tecnica della Chevrolet Corvette C8. La scelta della sportiva americana non è casuale: la Corvette di ultima generazione ha il motore in posizione centrale, proprio come le supercar europee più prestigiose, ma offre una meccanica relativamente semplice e collaudata. La Ares S1 mantiene quindi il V8 aspirato di 6,2 litri, abbinato al cambio automatico a doppia frizione a 8 rapporti, ma cambia completamente nella carrozzeria, nello stile e negli interni, con un’impostazione molto più scenografica rispetto alla vettura di partenza.

La novità più importante riguarda però l’omologazione. Secondo quanto emerso al MIMO 2026, la Ares S1 ha fatto passi avanti proprio sul fronte tecnico e regolamentare, un passaggio fondamentale per avvicinare il modello alla produzione. La versione più recente introduce anche aggiornamenti di design, aerodinamica e illuminazione, con l’obiettivo di rendere il progetto più coerente e maturo. In altre parole, non si tratta più soltanto di una show car marciante, ma di una vettura che si avvicina concretamente alla fase produttiva.

Nel piano di rilancio della Ares non c’è soltanto la S1. Continua infatti anche il progetto Panther (foto qui sopra), l’omaggio moderno alla De Tomaso Pantera realizzato su base Huracán. Una ricetta diversa rispetto alla S1: qui il fascino sta soprattutto nel richiamo alle supercar degli Anni 70 e 80, reinterpretate con una meccanica moderna e con il V10 aspirato della Lamborghini. Il programma non è fermo: sono infatti tre le vetture attualmente in fase di costruzione.











