La Audi A6 Allroad taglia il traguardo della quinta generazione confermando una filosofia che la accompagna da ventisette anni: unire il comfort di una stradista di alto livello alla capacità di affrontare terreni impegnativi quando l’asfalto finisce. Questa nuova versione, che arriverà in concessionaria nell'autunno 2026, non si limita a un aggiornamento estetico rispetto al modello da cui è derivata, presentata lo scorso anno in versione berlina e station wagon, ma punta su una presenza molto più imponente e su soluzioni tecniche pensate per massimizzare l’efficacia su ogni fondo.

Rispetto all’A6 Avant da cui deriva, per la prima volta la Allroad è significativamente più larga: parliamo di 11,1 cm in più rispetto alla familiare standard, con carreggiate che crescono di 74 millimetri all’anteriore e di 70 millimetri al posteriore. Questo incremento non serve solo a dare un aspetto più piantato a terra, ma è funzionale all’adozione di ruote che possono arrivare fino a 21 pollici.
Gli esterni sono caratterizzati dalla griglia anteriore con elementi esagonali verticali e dalle protezioni sottoscocca nere, che possono essere rifinite in grigio opaco o alluminio scegliendo i pacchetti specifici. L’altezza da terra cresce di 34 millimetri rispetto alla Avant, un dato fondamentale per evitare contatti indesiderati quando si viaggia su strade accidentate.

Come quello dell’A6 “normale”, l’abitacolo della nuova Audi A6 Allroad è un concentrato di tecnologia dove spicca il grande display panoramico curvo con tecnologia OLED. Questo elemento integra il cruscotto digitale di 11,9 pollici e lo schermo tattile centrale di 14,5 pollici, a cui si può aggiungere un ulteriore monitor di 10,9 pollici dedicato esclusivamente al passeggero anteriore.
La vera novità è l’integrazione dell’intelligenza artificiale attraverso ChatGPT, che permette al sistema di bordo di rispondere a domande complesse e di gestire i comandi vocali in modo molto più naturale. Il sistema è anche in grado di apprendere le abitudini del guidatore, creando delle “routine” automatiche, come l’attivazione del riscaldamento dei sedili al raggiungimento di una certa temperatura esterna o il sollevamento automatico dell’assetto in prossimità di rampe particolarmente inclinate.

Il bagagliaio offre una capacità di 466 litri, che scendono a 404 nella versione ibrida a causa dell'ingombro della batteria, ma che possono salire fino a circa 1.500 litri abbattendo i sedili posteriori.
Sotto il cofano, la gamma si divide tra la classica efficienza del diesel e la novità assoluta dell’ibrido plug-in. Il 3.0 V6 TDI da 299 CV (da 77.250 euro in Germania) rimane la scelta d’elezione per i grandi viaggiatori: grazie alla tecnologia mild hybrid (MHEV plus) e a un compressore ad azionamento elettrico che gira a 90.000 giri al minuto, la casa tedesca assicura di aver virtualmente azzerato il ritardo di risposta del turbo, offrendo una spinta immediata e corposa.
Per chi invece cerca la guida a zero emissioni in città, debutta la versione e-hybrid con 367 CV complessivi (venduta sul mercato tedesco a partire da 80.250 euro): abbina un 2.0 a benzina a un motore elettrico alimentato da una batteria di 25,9 kWh lordi, promettendo un’autonomia in modalità solo elettrica fino a 95 km.

Entrambi i motori sono abbinati di serie alla trazione integrale Quattro e alle sospensioni pneumatiche adattive di serie, che offrono un’escursione totale di 55 mm. In autostrada, superati i 120 km/h, l’auto si abbassa automaticamente di 20 millimetri per migliorare l’aerodinamica, mentre nelle modalità dedicate al fuoristrada può sollevarsi per superare più facilmente gli ostacoli.
Considerando i 2,93 metri di passo, le quattro ruote sterzanti contibuiscono alla maneggevolezza complessiva: a bassa velocità quelle posteriori girano in senso opposto alle anteriori fino a 5 gradi, riducendo il raggio di sterzata di circa un metro, mentre ad andature più sostenute sterzano nella stessa direzione per aumentare la stabilità nei cambi di corsia.














