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Audi: Müller a capo del consiglio di sorveglianza

04 dicembre 2015

Il presidente del consiglio di amministrazione del gruppo VW, Müller, ha assunto anche l’incarico di presidente del consiglio di sorveglianza dell’Audi. E Stefan Knirsch è il nuovo responsabile tecnico.

Audi: Müller a capo del consiglio di sorveglianza
CONTROLLO PIÙ DIRETTO - Continuano i cambiamenti in seno al gruppo Volkswagen investito dagli scandali delle emissioni. Ieri il presidente del consiglio di amministrazione del Gruppo, Matthias Müller (nella foto), ha assunto la carica di presidente del consiglio di sorveglianza dell’Audi, a testimonianza del ruolo di controllo sull’Audi. Müller ha sostituito nell’incarico Berthold Huber, che peraltro mantiene il posto nel consiglio di sorveglianza come uno dei membri rappresentanti le maestranze. Contemporaneamente sono entrati nello stesso consiglio di sorveglianza Julia Kuhn Piëch e Josef Ahorner, andando così a occupare due posti del consiglio che erano vacanti. Sia Julia Kuhn Piëch che Josef Ahorner fanno parte della rappresentanza degli azionisti. In diverse grandi società tedesche il consiglio di sorveglianza, composto dai rappresentanti degli azionisti, sta un gradino sopra al consiglio di amministrazione, composto invece dai manager operativi.
 
NUOVO CAPO DELLO SVILUPPO TECNICO - Ma non mancano le novità sul piano manageriale. Lo stesso consiglio di sorveglianza ha nominato Stefan Knirsch nuovo membro del consiglio di amministrazione dell’Audi con la responsabilità per lo sviluppo tecnico. Knirsch sostituisce nell’incarico Ulrich Hackenberg, ex responsabile tecnico dell'intero gruppo Volkswagen, sospeso quando esplose il Dieselgate e ora lasciato libero. Nel comunicato che riporta la notizia il presidente del gruppo VW Müller e il presidente dell’Audi Rupert Stadler hanno salutato Hackenberg riconoscendogli grandi meriti per l’evoluzione tecnica messa in pratica dalla casa negli ultimi anni (uno dei suoi ultimi progetti è la nota piattaforma modulare MQB).


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Ritratto di Porsche 959
4 dicembre 2015 - 12:37
Alla prossima 24h ore di Le Mans Herr Müller in quale box assisterà alla gara ? In quello dell'Audi o in della Porsche, come ha fatto quest'anno ?
Ritratto di Enrico1975
4 dicembre 2015 - 13:30
Secondo me è bravo. Non ha mai fatto giochetti. Ha sempre ammesso tutto con la forza e la convinzione propria solo dei grandi uomini. Sa di essere alla guida di un grande gruppo e stanno gestendo il tutto, secondo me, con la convinzione che diventeranno ancora più grandi di quello che sono stati perché tutti stanno dando il 110%. Siete d'accordo?
Ritratto di Highway_To_Hell
5 dicembre 2015 - 08:42
Secondo me, a mesi di distanza dallo scoppio della truffa tra i vaggari c'è una percentuale ridotta di poveri di spirito che non ha capito il resto di nulla e continua a trollare nei forum, ed un numero sempre maggiore di truffati che aderisce a cause collettive...
Ritratto di SINISTRO
4 dicembre 2015 - 13:46
3
Non credo che, tecnicamente parlando, sia il massimo: essere presidente di 2 organi (amministrazione e sroveglianza) non è un pò come essere contemporaneamente controllore e controllato?
Ritratto di Highway_To_Hell
5 dicembre 2015 - 08:50
Infatti a livello di etica aziendale è proprio una di quelle scelte che NON dovrebbero assolutamente essere fatte... Ma parlare si etica aziendale in vag è come provare a vendere ghiaccio agli ecchimosi.
Ritratto di jonny holiday
5 dicembre 2015 - 10:23
ecchimosi? :D CMQ secondo me, in tutta questa faccenda ci sono alcuni punti poco chiari.. Esempio: 1) Quali sono i rapporti di forza tra la famiglia Piëch e quella dello stato della Bassa Sassonia in seno alla gestione del Gruppo tedesco? 2) Perché molte grandi aziende tedesche, che sono da sempre il simbolo della infallibile organizzazione aziendale tedesca (di cui ammetto di essere sempre stato un grande ammiratore) come la "cogestione", sono diventate aziende sempre più "americanizzate", ovvero, sempre più concentrate nei confronti del profitto.. rispetto a una visione più democratica della produzione? (come avveniva nel passato) 3) Perché negli ultimi anni, le grosse aziende tedesche, hanno rinunciato a molte regole dettate da una economia socialdemocratica, come quella renana (di cui ammetto di essere da sempre un grande ammiratore :) ) per cedere alle lusinghe di una economia all'americana, ovvero, prettamente incentrata sull'abbattimento dei costi di produzione? 4) Perché gli industriali americani e i loro media in Germania , tendono sempre a "soffiare" sul fuoco (mai spento) di certi sentimenti anti -italiani e anti "sud europei" che albergano da diverso tempo, in certi strati della popolazione, presenti in Germania...? divide et impera?:)
Ritratto di Davelosthighway
5 dicembre 2015 - 22:36
Sono riflessioni tutte interessanti che più o meno anche a me é capitato di chiedere. Questo cambio di identità del Made in Germany é diventato molto forte con l era della Merkel che ha spinto molto e forse oltre le proprie possibilità le politiche economiche di un export a sfondo imperialista. Ha forzato molto la mano non solo nel settore auto ma in svariati settori merceologici si denota una carenza della storica qualità di fabbricazione secondo standard tedeschi, un po forse persi nella giungla di standard comunitari CE. Si é trattata quindi di una involuzione forte della qualità a seguito di un processo non breve né semplice o solamente dettato da abbattimento costi produttivi. In merito all ultimo punto , il 4), ammetto di non averlo compreso bene
Ritratto di italico
4 dicembre 2015 - 13:56
1
....intanto la famiglia porsche allarga le mani e sta occupando tutti i posti ....da noi si chiama ...forse..ma-f-ia....da loro? controllo societario?
Ritratto di anarchico2
4 dicembre 2015 - 16:02
Si chiama tappare i buchi causati da una dirigenza avida che aveva perso il senso della misura. Chi vuoi che mettano, frau Merkel?
Ritratto di Angi0203
20 dicembre 2015 - 19:02
la Sig.ra Merkel come minimo la fisica delle cose l'avrebbe capita ...
Ritratto di SINISTRO
4 dicembre 2015 - 16:08
3
Il problema non è la casa associata del gruppo, ma la stessa persona fisica a capo di 2 organi che si dovrebbero controbilanciare. Bene uno di Porsche al vertice del consiglio d'amministrazione ma, almeno per rispettare una certa democrazia e trasparenza, al capo del consiglio di sorveglianza poteva mettere anche uno di Seat o Skoda. Allora sì che sarebbe stata una vera rivoluzione!
Ritratto di AlexTurbo90
6 dicembre 2015 - 23:44
Concordo! Qui in Italia si chiamerebbe "conflitto di interessi", da un certo punto di vista...
Ritratto di SINISTRO
7 dicembre 2015 - 12:40
3
O, almeno, una sorta d'incompatibilità.
Ritratto di mirko.10
5 dicembre 2015 - 07:11
3
L'unica persona onesta....ma guarda quante cose deve fare!
Ritratto di SINISTRO
7 dicembre 2015 - 12:42
3
E, come se non bastasse, loro si pagano i super-bonus, mentre ai loro operai non ne daranno nemmeno uno (normale).

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