AMARCORD - Tocca a un'
Audi SQ5 TDI grigia (nelle foto), destinata al mercato statunitense, scrivere un ulteriore capitolo nella storia della
trazione integrale made in Inglostadt: è lei l'esemplare numero
6 milioni dotato di questa tecnologia, a partire dalla sua introduzione nel 1980. In quell'anno, infatti, al Salone di Ginevra veniva presentata un'Audi Coupé con una trazione integrale che prevedeva uno stravolgimento pressoché totale del telaio della berlina da cui derivava: le sospensioni erano progettate ex novo, e quelle posteriori erano identiche alle anteriori ma ruotate di 180°, concepite per sostenere la trazione integrale permanente con tre differenziali. Prima auto di grande serie (o quasi, visti gli 11.500 esemplari in poco più di 10 anni prodotti) con vocazione stradale e trazione integrale sulle quattro ruote, seconda negli annali alla Subaru Leone AWD e alla misconosciuta ma terribilmente affascinante Jensen Interceptor FF.
UNA SU DUE - Grazie anche al traino dell'attività agonistica, la tecnologia Quattro ha fatto passi da gigante nella sua più che trentennale carriera: l'anno scorso Audi ha prodotto 710.095 vetture a quattro ruote motrici e, sempre nel 2013, il 44% dei acquirenti del marchio ha scelto un mezzo a trazione integrale permanente, con la Q5 e la A4 a rappresentare i modelli più venduti - e gli USA a rappresentare, con Canada, Russia e Medio Oriente, il mercato principale.
TRA RALLY E LE MANS - Una rapida scorsa ai libri di storia porta alle vittorie nei Mondiali Rally 1982 (costruttori), 1983 (piloti, con Mikkola) e 1984 (entrambi, con Blomqvist iridato piloti) e a una certa Michèle Mouton. Vale a dire la donna pilota più vicina di tutte a conquistare un titolo assoluto - fu seconda nel 1982, con navigatrice l'italiana Fabrizia Pons, vincendo tre rally (oltre a uno strepitoso successo conseguito nel Sanremo l'anno prima) e inchinandosi per una manciata di punti al mostro sacro Walter Röhrl. Senza tralasciare il più settoriale, ma significativo, dominio privato alla Pikes Peak tra l'82 e l'87. Questo quando le Quattro si davano al fuoristrada: non che in pista le cose siano andate peggio, visto che le quattro di casa Audi hanno lasciato il segno anche nel DTM e a Le Mans.