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Auto classiche: la fase dell’acquisto

13 gennaio 2019

Siamo giunti alla terza puntata del nostro speciale. In questa occasione vediamo alcuni utili consigli al momento dell'acquisto.

Auto classiche: la fase dell’acquisto

L’approfondimento sul tema delle auto classiche in quattro puntate è così suddiviso: approccio, ricerca, acquisto, restauro. Nella prima abbiamo approfondito l’approccio, nella seconda abbiamo parlato della ricerca, in questa ci occuperemo dell’acquisto. In questo viaggio tra le classiche ci siamo fatti accompagnare da Paolo Olivieri, Classic Car Advisor, cioè colui che consiglia ai piccoli e grandi collezionisti o investitori su quale mix di auto puntare trattando le classiche come veri e propri asset in un portafoglio di investimenti. Dopo la fase di selezione siamo quindi giunti al momento della formalizzazione dell’acquisto. Ecco cosa bisogna controllare quando si acquista una classica e quali sono i documenti da richiedere al venditore.

COSA CONTROLLARE PREVENTIVAMENTE

Innanzitutto bisogna controllare che tutte le informazioni riportate sul Libretto di Circolazione e Certificato di Proprietà combacino con i dati della macchina, (telaio, misura cerchi, tipo carrozzeria, etc.) e subito dopo la validità della Revisione Ministeriale del mezzo, che ha scadenza di soli 2 anni per le vetture classiche. 

Fatto questo è il turno della situazione “pagamento bolli” che si può facilmente verificare all’Aci o in una tabaccheria fornendo semplicemente la targa, evitando quindi di ritrovarsi arretrati non dichiarati.
Menzione particolare spetta alle auto importate dall’estero, solitamente dagli USA, che devono essere corredate da chiare bolle doganali che comprovino il pagamento delle tasse di importazione per evitare spiacevoli sorprese in fase di immatricolazione.
Per quanto riguarda un altro rischio molto diffuso, ovvero quello delle ipoteche sulle vetture di vecchia data o recenti, ci aiuta la tecnologia in sede di agenzia Aci, infatti il sistema blocca la pratica di passaggio di proprietà qualora risultino gravami pendenti.

Un altro tema molto frequente e spinoso è l’acquisto da un soggetto che è proprietario ma non intestatario del mezzo (ART. 2120) che ne detiene in pratica il possesso e tutti i documenti relativi ed è solitamente un erede. Si può comunque procedere, pagando un costo della pratica quasi doppio, ma bisogna sapere che per un anno esatto dalla data dell’avvenuto passaggio un avente diritto (un altro erede) può farsi vivo vantando la proprietà del veicolo e pretendere la risoluzione dell’atto complicando parecchio la situazione. 

Altro caso frequente in fase di acquisto è la mancanza di un documento smarrito. In questa circostanza dovrà essere il venditore a presentare denuncia alle forze dell’ordine e con il verbale della stessa richiederne in un agenzia Aci o Motorizzazione una copia.

COME E DOVE FORMALIZZARE L’ACQUISTO


Nelle foto qui sopra una Maserati Merak 3000 SS del 1977, qui sotto una Maserati Sebring 3500 GTS prima serie del 1963.

Si consiglia sempre di preparare una semplice scrittura privata che contenga tutti i dati della parte venditrice e acquirente assieme a quelli del veicolo con chiaro riferimento al prezzo e al suo metodo di pagamento. Questo documento controfirmato dalle parti oltre che come valido promemoria per il futuro serve come preciso impegno per mettere nero su bianco i punti salienti dell’operazione. A questo seguirà il vero e proprio atto da compiersi in agenzia di pratiche auto Aci che determina il trasferimento contestuale della proprietà. È in questa fase, e non prima, che avvienga il saldo della vettura con assegno circolare consegnato dopo la firma o, in alcuni casi, con bonifico “istantaneo”, utilizzabile in Italia dallo scorso anno tramite sistema di home banking diffuso ormai su molti smart phone (al costo circa 45 euro).

PRATICHE CORRELATE

Nazionalizzazione e reimmatricolazione: qualora la macchina acquistata provenga dall’estero con tutti i suoi documenti inizierà la pratica di nazionalizzazione per ottenere le targhe e il libretto italiani. Nel caso in cui la macchina non avesse nessun documento, allora, grazie all’aiuto di un Club federato Asi, verrà ricostruita l’identità della vettura grazie ad un Certificato di Rilevanza Storica e a successivo collaudo in Motorizzazione. Proprio in fase di collaudo ci possono essere spiacevoli sorprese: le auto americane ad esempio hanno spesso fanali/frecce/corpi luci diversi dagli standard europei che andranno adeguati per poter superare tutti i controlli previsti.

Radiazione definitiva per esportazione: viceversa, se siamo noi nella situazione di dover vendere una vettura immatricolata in Italia all’estero la procedura corretta è la seguente: procurarsi la bolla di trasporto che comprovi l’avvenuta consegna del veicolo in terra straniera, le targhe rimosse dalla vettura, il libretto e CDP. Con un costo di circa 100 euro e pochi minuti un agenzia Aci ci rilascerà solamente il CDP aggiornato con la dicitura “Radiazione per esportazione”, trattenendo tutto il resto. È arrivato finalmente il momento di portare a casa l’auto classica tanto cercata e voluta ed iniziare l’avventura del restauro.

Le altre puntate dello speciale sulle auto classiche

L'APPROCCIO

> LA RICERCA





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Ritratto di DavideK
13 gennaio 2019 - 19:03
Non sono convinto della considerazione sul bollo. Il pagamento dei bolli è sempre di competenza del proprietario al momento della scadenza dei termini di pagamento. Quindi i bolli arretrati sono responsabilità esclusivamente dei precedenti proprietari, e non dell'acquirente, che sarà tenuto a rispondere dei bolli solo dal momento in cui diventa proprietario.
Ritratto di Giuliopedrali
14 gennaio 2019 - 09:04
Sarà un idea mia ma sembra sempre che in questo paese le auto d'epoca siano appunto le Maserati Merak o Sebring che nessuno ha mai posseduto, come nelle foto, mentre in Germania, Francia, UK o USA mi sembra che la maggior parte dei "collezionisti" posseggano semplici Golf, Granada, Simca 1000, Cortina, Triumph, Alfa popolari o Cutlass che hanno avuto davvero...
Ritratto di Fr4ncesco
14 gennaio 2019 - 16:42
2
Da youngtimer "Gli appassionati puri? Gli inglesi. Il mondo del collezionisti è fatto di business e passione. Gli inglesi sono 10% businesses e 90% passione, gli italiani il contrario. In Inghilterra corrono con ogni tipo di automobile, in Italia solo con le più vincenti, perché tutti vogliono arrivare primi". Preferisco l'approccio britannico.
Ritratto di Giuliopedrali
14 gennaio 2019 - 17:57
Poi ogni anno, anche se io ci sono andato raramente, alla Fiera auto moto d'epoca di Padova, alla fine viene venduto tutto ai tedeschi, qui sta emigrando un patrimonio.
Ritratto di Fr4ncesco
14 gennaio 2019 - 18:47
2
Piuttosto che finire allo sfascio meglio così, qui ci meritiamo di penare per avere qualcosa che non ci possiamo permettere, solo perché in voga e i risvoltini. Evidentemente in Germania sanno apprezzare di più.
Ritratto di Giuliopedrali
14 gennaio 2019 - 18:54
In nordeuropa tante nostre auto che noi disprezziamo o quasi lì sono le beniamine dei club, noi siamo capaci di parlare male dei boxer Alfa, e a me affascinano moltissimo tutte le NSU.
Ritratto di DavideK
14 gennaio 2019 - 19:12
Io penso che all'estero ci siano molti appassionati con auto "importanti", più che in Italia. Tra l'altro in Italia, con le politiche fiscali sovietiche che abbiamo, tenere auto fino a farle diventare storiche è spesso proibitivo. Quindi moltissime prendono la via dell'estero. Meglio emigrazione che distruzione: se pensi a quante e quali auto hanno fatto e continuano a fare una brutta fine, negli ultimi 25 anni, inseguendo il delirio ambientalista, viene da piangere.