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Auto: dove la crisi morde di più

14 luglio 2014

La recessione non risparmia niente e nessuno, ma in certe zone gli acquisti di macchine nuove sono diminuiti più che altrove.

Auto: dove la crisi morde di più
SETTE ANNI DI RECESSIONE - La crisi impone agli italiani di tagliare un po’ su tutto, e ovviamente anche sulle auto. Ma non ha colpito tutti i territori allo stesso modo: ci sono province in cui i morsi della recessione sono stati più forti. È quanto scrive oggi il Sole 24 Ore, che ha costruito la mappa dell’Italia in crisi, sulla base di diversi indicatori cruciali per la vita quotidiana (dal reddito agli acquisti di beni durevoli). A incidere in modo negativo nei sette anni dal 2007 al 2013, è la perdita dei posti di lavoro: un dramma che colpisce specialmente i giovani del Sud. Ne risente anche il mercato dell’auto, tanto che gli acquisti di macchine nuove in quei sette anni si è quasi dimezzato, passando da 2,5 milioni di vetture immatricolate in un anno, a 1,3 milioni. In basso, ecco due tabelle con i valori delle singole province italiane.
 

Dove gli acquisti di auto nuove si sono ridotti di più

Provincia

Nel 2007

Nel 2013

Variazione nel 2013 rispetto al 2007

Aosta

33.396

5180

-84,5%

Nuoro

5699

1356

-76,2%

Isernia

2687

640

-76,2%

Sassari

16.302

4760

-70,8%

Enna

3227

949

-70,6%

Taranto

15.106

4804

-68,2%

Oristano

4555

1478

-67,6%

Cagliari

25.427

8429

-66,9%

Gorizia

6433

2139

-66,7%

Potenza

8687

3039

-65,0%

 

Dove gli acquisti di auto nuove si sono ridotti di meno

Provincia

Nel 2007

Nel 2013

Variazione nel 2013 rispetto al 2007

Bolzano

15.831

66.511*

+320,1%

Torino

137.969

120.868

-12,4%

Trento

21.513

16.011

-25,6%

Carbonia-Iglesias

1884

1336

-29,1%

Firenze

73.877

50.658

-31,4%

Medio Campidano

1114

758

-32,0%

Reggio Emilia

25.281

17.039

-34,0%

Ogliastra

742

489

-34,1%

Piacenza

11.566

7229

-37,5%

Olbia Tempio

3168

1887

-40,4%

 

*Boom dovuto al fatto che, per pagare una Ipt meno cara, sempre più società di noleggio immatricolano le auto a Bolzano 



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Ritratto di cris25
14 luglio 2014 - 16:08
1
per quanto riguarda città come Aosta ma anche per le città sarde, su tutte Cagliari e Sassari! Non è una novità che soprattutto al sud ci siano ci siano questi fenomeni, dovuti soprattutto alla perdita di posti di lavoro o allo sfruttamento dei giovani...
Ritratto di futurismo
14 luglio 2014 - 16:17
Che questo studio sia verosimilmente inattendibile me lo dice il fatto che le 4 vecchie province sarde sono tra le più in crisi mentre le 4 nuove sono tra le meno in crisi...c è qualcosa che non torna! Vivo qui e so perfettamente che, ad esempio, la provincia di Nuoro e Ogliastra sono assolutamente omogenee...
Ritratto di MatteFonta92
14 luglio 2014 - 20:14
3
Almeno vuol dire che qui a Reggio Emilia la situazione finanziaria della gente è ancora piuttosto buona, anche se una diminuzione di quasi il 35% delle immatricolazioni rispetto a sei anni addietro è comunque una bella botta.
Ritratto di Challenger RT
14 luglio 2014 - 20:28
L'incremento delle immatricolazioni di autoveicoli, avvenuto in provincia di Bolzano, ribadisce ancora una volta quanto influisca sulle vendite di auto nuove (e usate) un balzello come l'Ipt. Balzello che serve solo ad arricchire politici "provinciali" incapaci e loro dipendenti amici assunti per contraccambiare il favore di averli votati. Questo furto legalizzato è stato incrementato nel 2011 dal noto pregiudicato silvio berlusconi. La cosa che più stupisce è che nessuno ad oggi osa bloccare la reiterazione di questo "reato" a danno della quasi totalità degli automobilisti italiani. Solo la provincia di Bolzano (oltre a quella di Trento) non si è resa complice - anzi si oppose agli iniqui aumenti - risultando ad oggi quella dove l'imposta di trascrizione è più bassa. Ovviamente le società di autonoleggio hanno avuto gran convenienza a trasferire le loro sedi in Alto Adige e questo spiega l'incredibile aumento percentuale delle immatricolazioni che vi è avvenuto.
Ritratto di lucios
15 luglio 2014 - 01:02
4
....e l'alta dirigenza italiana (privata e pubblica) che hanno comportato questo stato di cose!
Ritratto di WHITEFISH37
15 luglio 2014 - 13:20
Tasse su tasse e, ciliegina sulla torta, l'IVA al 22 % balzello da criminalità organizzata: come meravigliarsi? Eppure il deficit pubblico è in continuo, impressionante aumento. Ricordiamoci comunque che ancora un altissimo numero di italiani vota o propende ancora per le caste dei superprivilegiati. Come mai? Risposta: fanno parte anche loro della banda del magna magna!
Ritratto di antonioernesto
15 luglio 2014 - 13:02
Con gli aumenti folli degli ultimi anni gli unici che si possono permettere di comprare auto nuove sono gli altoatesini di Bolzano, grazie ai soldi che lo Stato Italiano tutti gli anni è costretto a versargli, non so grazie a quale accordo, per tenerli in Italia dove peraltro i citati altoatesini si trovano benissimo..... e vorrei anche vedere con tutti i regali di mamma Italia!
Ritratto di europe1
15 luglio 2014 - 13:46
La prima causa della crisi italiana è "il sistema paese". Non puoi chiedere tasse senza limiti per poi bruciarle in scandali, enti e spese inutili. Non puoi chiedere ai cittadini dove hanno preso 100 euro o perchè sono a fare un vacanza o perchè hanno acquistato quella macchina. Crollato il mercato immobiliare, crollato il mercato dell'auto, crollato il mercato dei consumi. A breve l'Italia potrà chiudere i battenti. L'evasione? Esiste, certo, ma nessuno parla mai delle centinaia di miliardi che lo stato incassa indebitamente con cartelle inventate di sana pianta. Siamo alla frutta, altro che crisi. Fallimento a breve.

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