LENTEZZA ADDIO - La ricarica in pochi minuti dei veicoli elettrici non sembra più una chimera. A fare presupporre nel futuro superamento di uno dei principali limiti per la diffusione delle auto elettriche, la lentezza del “rifornimento”, sono i ripetuti annunci di soluzioni per la ricarica ultra rapida. Dopo il recente accordo tra BMW, Mercedes, Ford, Volkswagen, Audi e Porsche (qui per saperne di più) per creare una rete europea di colonnine da 350 kW capace di ricaricare le elettriche in pochi minuti, arrivano due ricerche universitarie che dichiarano di avere sviluppato tecnologie per fare il “pieno” in tempi ancora più rapidi.
I SUPERCONDENSATORI INGLESI - Dall’Inghilterra giunge uno studio che promette di effettuare il pieno “in pochi secondi” grazie ai supercondensatori. Una tecnologia già nota che ha come limite la densità energetica, ossia l’inferiore capacità di accumulo per chilogrammo rispetto alle tradizionali batterie agli ioni di litio. Un minore densità che, secondo i ricercatori, dimezzerebbe l’autonomia dei veicoli elettrici, garantendo comunque una buona percorrenza considerato che gli attuali modelli sono in grado di effettuare oltre 450 km con un “pieno”. In compenso, la velocità di ricarica sarebbe da 1.000 a 10.000 volte superiore a quella attuale consentendo, appunto, tempi di “rifornimento” pari, se non inferiori, a quelli delle auto a benzina e a gasolio. Altri vantaggi dichiarati dagli studiosi sarebbero la maggiore efficienza dei sistemi sviluppati che garantirebbe un minore spreco di energia e un impatto ambientale inferiore. Lo studio è stata effettuata da un gruppo di ricercatori della Augmented Optics, società che controlla la Supercapacitor Materials, in collaborazione con le Università di Surrey e di Bristol e ha prospettive future promettenti. Le tecnologie sviluppate, infatti, sono già state coperte da brevetto e per la primavera del 2017 si attende la realizzazione di un prototipo che potrebbe anticipare un’effettiva produzione di serie. Secondo gli studiosi la tecnologia consentirebbe di allungare la vita dei dispositivi di stoccaggio e non avrebbe neppure limiti economici, in quanto i supercondensatori non impiegano materiali rari che elevano i costi di produzione.
I NANOMATERIALI DELLA FLORIDA - La conferma delle potenzialità della ricarica ultra rapida arriva pure da oltreoceano, in particolare dall’Università della Florida Centrale. I team di ricercatori del reparto delle nanotecnologie guidato da Yeonwoong Eric Jung avrebbe messo a punto una tecnologia basata sui supercondensatori capace di ricaricare in pochi secondi i dispositivi elettronici, come tablet e smartphone, ma utilizzabile anche per i veicoli. L’innovazione deriverebbe dall’impiego di nuovi materiali bidimensionali utilizzati per avvolgere i supercondensatori composti da milioni di microscopici fili. Una soluzione che aggiungerebbe al veloce trasferimento degli elettroni dato dall’alta conduttività della parte centrale un incremento della densità di energia e della potenza favorita dalla copertura di nanomateriali. A favore della tecnologia americana sarebbe pure l’aumento dei cicli di ricarica delle batterie dagli attuali 1.500 fino agli oltre 30.000 cicli previsti per i nuovi superconduttori. Non dichiarati i tempi per l’eventuale produzione industriale, ma soltanto che la tecnologia è in fase di brevetto e necessità di ulteriori sviluppi.


