Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) si prepara a lanciare un'applicazione web entro settembre 2025 sul proprio sito istituzionale, destinata al censimento degli autovelox presenti su tutto il territorio italiano. Questa iniziativa si inserisce nel quadro del Decreto Infrastrutture (legge n. 105/2025), che stabilisce l'obbligo per Comuni, Province e Regioni di comunicare al MIT tutti i dispositivi di rilevazione della velocità presenti nei rispettivi territori.
Gli enti dovranno fornire informazioni dettagliate, non limitate a localizzazione e dati tecnici, ma includendo anche la conformità, il modello e l'omologazione di ogni apparecchio. Questa trasmissione di dati è considerata condizione necessaria per il legittimo utilizzo degli autovelox. L'obiettivo ministeriale è una "straordinaria operazione verità", mirata a garantire che operino solo i dispositivi che effettivamente aumentano la sicurezza stradale, senza tollerare quelli "fuori norma o utili più a fare cassa".
La legge è entrata in vigore il 20 luglio scorso, prevedendo che il decreto attuativo, necessario per fornire il modulo digitale indispensabile per la comunicazione dei dati, fosse varato entro il 19 agosto. Una volta che il modulo sarà disponibile, gli enti locali avranno sessanta giorni di tempo per inserire le informazioni relative ai propri autovelox.
Questa complessa situazione sugli autovelox si trascina da circa 16 mesi, ovvero da quando la Corte di Cassazione, ad aprile 2024, ha annullato multe elevate da apparecchi approvati ma non omologati. Secondo le stime del Codacons, una quota significativa degli autovelox in Italia, quasi il 60% dei fissi e oltre il 67% dei mobili, sarebbe stata validata prima del 2017, una data considerata spartiacque per le normative sull'omologazione. Si calcola che sul territorio italiano siano presenti circa 10.202 autovelox, i quali, solo nelle 20 principali città, hanno generato incassi per oltre 62 milioni di euro.
Le conseguenze di questi ritardi e della mancata implementazione dei requisiti normativi potrebbero essere drastiche. Il Codacons ha lanciato l'allarme: in assenza del decreto attuativo del MIT e del successivo adempimento del censimento da parte degli enti, a partire dal 18 ottobre, tutti gli autovelox installati in Italia potrebbero essere disattivati. Questo comporterebbe un grave impatto sul controllo della velocità sulle strade. I comuni che non forniranno i dati richiesti perderanno la possibilità di utilizzare i dispositivi di rilevamento. L'associazione dei consumatori definisce l'attuale scenario come una "situazione paradossale" e "assurda", imputabile a lentezze e complicazioni burocratiche.






































