DA BOLZANO A PALERMO - Fino a 1.600 km con un “pieno” di energia, un'autonomia che consentirebbe di viaggiare da Bolzano a Palermo (quasi) senza fermarsi. È quanto dichiarano di avere ottenuto i tecnici della Phinergy con le proprie batterie metallo-aria. Una soluzione da tempo in fase di sviluppo, ma soggetta a diverse problematiche tecniche, in particolare sulla tenuta nel tempo degli elettrodi ad aria. Inconvenienti che l'azienda israeliana sostiene di avere superato grazie a un catalizzatore a base di argento che garantirebbe agli accumulatori migliaia di ore di operatività.
SI PUNTA SULL'ALLUMINIO - Le soluzioni proposte dalla Phinergy sono due: zinco-aria e alluminio-aria. Le maggiori aspettative si riversano su quest'ultima grazie alla densità energetica superiore di circa 40 volte rispetto alle attuali batterie agli ioni di litio (8 kWh/kg contro i circa 200 Wh/kg). Una proprietà che consentirebbe di realizzare accumulatori dal peso (circa 25 kg) e dalle dimensioni contenute. Il prototipo in sperimentazione è costituito da 50 piastre di alluminio capaci di assicurare ognuna circa 32 km di autonomia per un totale, appunto, di 1.600 km.
L'auto fa il pieno di... acqua.
NON SI RICARICANO - A rallentare lo sviluppo degli
accumulatori metallo-aria sono ancora alcuni vincoli. Il modello applicato su un'auto dimostrativa, infatti, richiede una sosta ogni 200 km per rifornire l'impianto di acqua e l'impossibilità di ricaricare le batterie. Un limite, il primo, che potrebbe essere risolto perfezionando la tecnologie ed equipaggiando il sistema con serbatoi di
acqua più grandi. Per superare il secondo ostacolo si pensa di rendere le batterie intercambiabili in modo che, esaurito il “pieno”, sia sufficiente sostituire le “pile” come avviene con il metodo messo a punto dalla
Better Place. Una soluzione che richiederebbe qualche decina di minuti, ma garantirebbe altri 1.600 km di percorrenza ad emissioni zero.
DEBUTTO NEL 2017? - Secondo i responsabili di Phinergy le batterie metallo-aria sarebbero ideali per integrare la tecnologia già presente sulle auto elettriche. Un abbinamento che consentirebbe di circolare in città con il “pieno” contenuto negli accumulatori agli ioni di litio ricaricabili dalla rete elettrica e di sfruttare l'energia extra dei sistemi alluminio-aria solo per effettuare le tratte più lunghe. Una soluzione che, però, ha il difetto di rendere ancora più cari i modelli elettrici, già oggi con listini poco accessibili. In ogni caso, l'obiettivo di Phinergy è di commercializzare i nuovi accumulatori entro il 2017, anche se non si conoscono ancora i costi di produzione (gli israeliani sostengono che sono “competitivi”) e di smaltimento. Un problema, quest'ultimo, che non desta particolare preoccupazione ai tecnici considerato che l'alluminio è facilmente riciclabile.