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Batterie delle auto elettriche: il riciclo un business da 70 miliardi

Pubblicato 24 febbraio 2026

Con milioni di EV verso il fine vita, il recupero dei materiali diventa centrale per contenere i costi e rispettare gli obiettivi fissati dalle normative.

Batterie delle auto elettriche: il riciclo un business da 70 miliardi

SETTORE IN CRESCITA

Con alcune auto elettriche che sono sulla strada ormai da oltre dieci anni, comincia a diventare d’attualità la questione dello smontaggio e del riciclaggio di questo genere di veicoli. Questo genere di attività sta passando dall’essere marginale a settore in forte crescita: secondo le stime della società di consulenza strategica McKinsey & Co., il valore globale di questa filiera passerà da 2,5 miliardi di dollari del 2025 a circa 70 miliardi annui entro il 2040. 

La stima si basa sull’ondata di batterie esauste prevista dopo il 2030, quando i veicoli elettrici lanciati negli ultimi anni raggiungeranno il loro fine vita. Grandi case automobilistiche stanno intensificando le collaborazioni nel campo del riciclo, mentre aziende specializzate utilizzano l’automazione per rendere il processo di smontaggio efficiente e competitivo.

riciclo batterie auto 3

LA SFIDA DELL’AUTOMAZIONE

Una delle sfide principali resta proprio l’automazione delle operazioni, che spesso possono essere pericolose o troppo complesse per gli esseri umani. La start-up R3 Robotics, che collabora già con marchi come la Hyundai e la Jaguar, propone linee di smantellamento robotizzate capaci di trattare non solo le batterie, ma anche motori elettrici ed elettronica di potenza. 

L’automazione permette di abbattere i costi del 32% e di aumentare drasticamente la produttività, garantendo un recupero preciso dei componenti riutilizzabili e dei materiali critici. L’obiettivo, come spiegato dal ceo dell’azienda Antoine Welter, è arrivare a smontare un’auto con la stessa efficienza e automazione con cui viene costruita. 

meccanico riciclo

COSTRUTTORI IN PRIMA LINEA

Anche le case automobilistiche si stanno muovendo concretamente: la BMW ha stretto accordi per nuovi modelli di business nel riciclo, la Volkswagen ha inaugurato un centro dedicato a Zwickau (in Germania) con l’obiettivo di smantellare 15.000 veicoli all’anno entro il 2030, mentre la Renault ha acquisito il pieno controllo della società specializzata Indra Automobile Recycling.

riciclo batterie auto

ESIGENZA COMUNE

La spinta verso un riciclo standardizzato è alimentata anche da nuove normative internazionali. In Europa, un regolamento sulle batterie fissa obiettivi ambiziosi (riciclo del 70% delle batterie al litio entro il 2030) e il Critical Raw Materials Act punta a ricavare dal riciclo interno almeno il 25% delle materie prime strategiche per ridurre la dipendenza dalla Cina. 

Anche Pechino ha rafforzato le regole sulla tracciabilità digitale e sulla responsabilità dei produttori per l’intero ciclo di vita delle batterie. Il recupero di materiali rari come litio e cobalto è fondamentale non solo per far fronte alla scarsità di risorse, ma anche per contenere i costi di produzione delle nuove batterie in un mercato dove la domanda è in costante aumento.
 



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Ritratto di Sdraio
24 febbraio 2026 - 12:24
il riciclo un business da 70 miliardi... e quanta CO2 reale per tutta sta roba ???
Ritratto di Ilmarchesino
24 febbraio 2026 - 22:52
3
Invece di dare il link metti direttamente il num di cellulare di tua ...
Ritratto di telemo
24 febbraio 2026 - 12:28
Quindi l'auto elettrica non è per una questione ambientale come millantato da alcuni, ma di un nuovo business!
Ritratto di ilariovs
24 febbraio 2026 - 14:21
Ci sei arrivato alla fine Telemo. Visto che non bisogna mai demordere. Con calma per carità ma ci sei arrivato.
Ritratto di telemo
24 febbraio 2026 - 15:57
Ma guarda che io è dall'inizio che dicevo che l'auto elettrica è un business. Questo commento lo scritto per chi sosteneva l'incontrario.
Ritratto di ilariovs
24 febbraio 2026 - 16:08
Ecco chi resta fuori dal business chiude bottega.
Ritratto di Comparsa
24 febbraio 2026 - 17:12
Appunto! Business per business a noi poveri mortali (in tutti i sensi) cosa conviene di più?
Ritratto di Gna2222
25 febbraio 2026 - 10:33
Come si fa a leggere un articolo del genere e desumerne una cretinata simile? Tutte le auto devono essere smaltite e riciclate a fine vita...
Ritratto di CinChao
25 febbraio 2026 - 12:04
Per i produttori sicuramente si. Le norme invece spero siano state scritte con un fine più nobile
Ritratto di Trattoretto
25 febbraio 2026 - 15:14
Ma non ci arrivi a pensare che riciclando si evita di estrarre materie prime, quindi di inquinare. Dai non è difficile.
Ritratto di adesimo
26 febbraio 2026 - 23:41
11
secondo te estrarre queste materie prime dalle batterie non si inquina? ma in che mondo fantasioso vivi? credi che useranno il setaccio con le padelle come i cercatori d'oro in California? ma dai!
Ritratto di Comparsa
24 febbraio 2026 - 13:04
Ecco la direzione per gli investimenti. Servono regole precise per la costruzione delle batterie in modo che i processi produttivi siano standardizzati e facilmente recuperabili i materiali di cui sono composte. Una volta estratti sia il litio che gli altri materiali non si degradano. È sufficiente ritrattarli e tornano a essere nuovi e pronti per una nuova batteria, magari più performante grazie alle nuove tecnologie. Il problema delle materie prime si presenta solo la prima volta, quando estratte.
Ritratto di Leonubi75
24 febbraio 2026 - 16:59
Si nel tuo mondo fatato, perchè allora a maggior ragione questo dovrebbe avvenire in settori dove il riciclo è ben più consolidato, tipo plastiche, alluminio e acciai. Ma il riciclo copre solo una piccola parte delle nuove produzioni. Quello che scrivi è utopia!
Ritratto di Comparsa
24 febbraio 2026 - 17:08
Riporto quanto scritto da chatGPT: “Volkswagen si è prefissata un ambizioso obiettivo di riciclo delle batterie delle auto elettriche: riciclare fino al 97% di tutte le materie prime utilizzate, come litio, nichel, manganese e cobalto. Attualmente, il tasso di riciclo è del 53%, ma con l'attivazione dell'impianto pilota a Salzgitter (dal 2021), la percentuale è salita al 72%. Nel lungo termine, il Gruppo punta a superare il 90% di riciclo delle materie prime, integrando anche alluminio, rame e plastiche in un ciclo chiuso. L'impianto di Salzgitter è progettato per trattare fino a 3.600 sistemi batteria all'anno (circa 1.500 tonnellate), con la possibilità di scalare la capacità in futuro. Il processo innovativo, meccanico e idrometallurgico, permette di recuperare materiali di alta qualità senza perdita di qualità rispetto al materiale primario, riducendo significativamente l'impatto ambientale e i costi". I materiali che compongono una batteria di trazione, plastiche a parte, sono completamente riciclabili. Quello che manca è un ordinamento legislativo che obblighi i produttori a determinati standard per rendere più facile il riciclo stesso. L'UE tanto bistrattata ha iniziato a porseli.
Ritratto di Leonubi75
24 febbraio 2026 - 17:21
Se permetti, visto i precedenti, dei dati sbandierati da Volkswagen e compagnia bella, me ne infischio. Senza ombra di dubbio le parti riciclate aumenteranno e parte dei materiali saranno recuperati, fintanto che questo sarà economicamente vantaggioso, dopo di chè si apre una voragine! Alla fine è il mercato che detta le regole, imporre tanto per fare , non porta a nulla. Guarda i dietrofront delle case auto sul termico, dovrebbero essere d'insegnamento per far si che un 'ideologia non prevalga sul buon senso!
Ritratto di Comparsa
24 febbraio 2026 - 18:57
Che ci combina l'ideologia mo'? Stavamo discutendo sulla possibilità di recuperare i metalli e altri materiali contenuti nelle batterie delle auto elettriche. I dati smentiscono quanto hai negato. La discussione premette un confronto pacato e uno scambio di dati. Se esordisci con un "me ne infischio" che somiglia molto al triste "me ne frego", be', basta dirlo. Ti do subito ragione e risparmiamo tempo entrambi.
Ritratto di Leonubi75
25 febbraio 2026 - 07:58
Mi spiace se hai interpretato male il commento o se ti ho dato modo di pensare di essere offensivo. Il me ne infischio era chiaramente rivolto al, cito testualmente : “Volkswagen si è prefissata un ambizioso obiettivo di riciclo delle batterie delle auto elettriche: riciclare fino al 97% di tutte le materie prime utilizzate" Questi sono dati di intenzione e non una fotografia della realtà globale di riciclo. In più per queste cose Volkswagen ha già dato prova di scarsa affidabilità, quindi non prenderei questi spot più pubblicitari che altro come oro colato. L'Ideologia centra eccome quando si parla di questi temi, dove in molti, pensano all'auto elettrica come la panacea per i mali del pianeta, quando è semplicemente una scelta che l'utente fà in base al proprio uso ed esigenze, ma che qualcuno vorrebbe spacciare/imporre perchè altrimenti sei un no green!
Ritratto di Comparsa
25 febbraio 2026 - 10:20
“Attualmente il tasso di riciclo è del 53%. Con l’impianto pilota a Salzgitter dal 2011 è salita al 72%” Secondo me sono dati più che incoraggianti. Ho preso la prima info su VW che ho trovato in rete. E scusami per il tono che ho usato. Il medium testuale rende arduo interfacciassi serenamente. Se ho capito (spero) è un problema di punti di vista. Secondo te è ideologico. Per me necessità. Riporto cosa dice la rete: “Per il riciclo vero e proprio, si utilizzano due tecniche principali: la pirometallurgia (meno efficiente per il litio) e l’idrometallurgia (più selettiva, con recupero superiore al 90% dei metalli).  Attualmente, solo il 5% delle batterie a fine vita viene riciclato, ma l'industria sta accelerando grazie a normative stringenti, come il Regolamento Batterie dell'UE, che impone un tasso minimo del 70% di litio riciclato entro il 2030, e al Critical Raw Materials Act, che obbliga a ricavare almeno il 25% delle materie prime critiche dal riciclo interno. Impianti come quello di Hydrovolt in Norvegia, Bosch in Germania e Umicore in Belgio stanno già operando, e l’Europa prevede un investimento superiore a 6 miliardi di euro entro il 2040 per sviluppare la capacità necessaria. E, continuando: Nonostante i progressi, la sfida principale rimane la mancanza di una rete di raccolta e smontaggio automatizzato su larga scala, ma l’automazione (con start-up come R3 Robotics) e l’impegno delle case automobilistiche stanno aprendo la strada a un’economia circolare sostenibile.” Visto che abbiamo perso la battaglia estrattiva e produttiva, dovremmo gettarci a capofitto in questa ultima spiaggia. Poi, ripeto, è sempre un problema di punti di vista ;-)
Ritratto di Leonubi75
25 febbraio 2026 - 10:38
E' necessità, ma per come è stata impostata la transazione è diventata ideologica e radicale sopratutto a per scopi politici. Ora però il dietrofront è abbastanza evidente (comparto automotive) perchè ha affossato il settore europeo. Vedi i dati che riporti sopra dove scrivono "prevedono"ecc, sono appunto progetti, che così come il polo batterie che prevedevano dovesse nascere in Italia, sono stati prontamente depennati visti gli andamenti di vendita delle elettriche europee. L'economia circolare è un qualcosa di estremamente disomogeneo non solo tra stati, ma perfino tra regioni dello stesso stato.
Ritratto di Comparsa
25 febbraio 2026 - 11:41
Eh, anche qua problemi di punti di vista. Dal mio punto di vista avevamo bisogno di un obbligo legislativo e termine preciso per imboccare l’inevitabile strada, altrimenti l’industria non si sarebbe mai mossa. E l’industria europea si è affossata da sola, intendo tutta l’industria, dalla produzione di acciaio e metalli vari, a quella del mobilio, o il settore calzaturiero, oppure il tessile, per molteplici ragioni e non certo per responsabilità della mobilità elettrica. Contro le capacità industriali cinesi non abbiamo scampo. L’unica è cercare vie alternative di produzione. Non sarà facile, ma non possiamo certo pensare di competere con loro come capacità produttiva, industriale e indirizzi produttivi. Solo per il fatto che sono quasi 1 miliardo e mezzo con un mercato uniforme e a guida unica. Neanche gli USA reggono, figuriamoci noi che siamo spezzettati in microstati in lotta perenne gli uni con gli altri. L’economia circolare è disomogenea, certo, ma dovremmo porci l’obiettivo di realizzarla quanto prima e al meglio. E da qualche parte dovremo pure iniziare. Da parte mia preferirei acquistare una volta i pannelli FV o le pale eoliche, come le batterie per l’autotrasporto, all’estero, ma, dopo, vorrei essere capace, come Europa, di recuperare il più possibile e far crescere un’industria su questo, tenendo fuori quanto più possibile l’estrazione delle materie prime e la produzione di energia. Il 100% è utopico, ma abbiamo una miriade di obiettivi tra il 100% e lo 0%. È un sogno? Probabile, ma se non ci poniamo obiettivi ambiziosi non arriveremo da nessuna parte, e di sicuro non risolveremo il problema industriale tornando a produrre motori a gasolio o 1.2 puretech con cinghia in caucciù. Poi, come premesso, sono opinioni, almeno le mie. Non lavoro nel settore e non ho accesso a dati mondiali di prima mano, quindi nessun fondamento statistico.
Ritratto di Aguirre
24 febbraio 2026 - 22:57
fino a 3.600 sistemi (3600 auto) batteria all'anno..ahahaha E quando saranno decine di milioni di batterie ? Io sono convinto e mi dispiace che una buona parte verrà interrata e/o abbandonata
Ritratto di Comparsa
25 febbraio 2026 - 08:48
Aguirre: ma leggete i dati? Il progetto PILOTA è del 2011. Quanti avrebbero scommesso sull'elettrico a quella data? Siamo agli inizi di una rivoluzione nella mobilità, non si può certo pensare che in 5 o 10 anni si possano modificare tutte le filiere e le abitudini. In quegli anni uno stabilimento di quel genere era una scommessa quasi al buio. Oggi una necessità. Certo, se il nostro orizzonte è ancora il diesel ci sorpasserà non solo la Cina, ma pure l'India, il Pakistan e mezza Africa.
Ritratto di Aguirre
25 febbraio 2026 - 12:21
Tu invece segui pedissequamente le AI...Io ho la fortuna di conoscere persone molto green che da 30 anni mi dicevano "ecologia di qua...ecologia di là...raccolta olii esausti... " . Ebbene nel momento nel quale hanno ereditato una casetta prefabbricata in campagna totalmente in amianto (detto da loro e lo confermo) non l'hanno mica smaltita (costava)! ma conservata ... E gli hanno pure fatto fare le sottotracce nel muro (!!!!!Pensa tu chi l'ha fatto cosa ha respirato...Impianto a vista sarebbe stato brutto..) per l'impianto elettrico!!! Cosa vera..Caso limite?
Ritratto di Comparsa
25 febbraio 2026 - 12:53
Non lo so. Da parte mia conosco persone che hanno mollato tutto e si sono dedicate alla terra, lavorando sementi antiche eliminando ogni erbicida e pesticida. Non siamo statisticamente validi. Posso parlare per me: circa 18 anni fa mollai una BMW SW serie 3 (quella da 150 CV, con una linea ancora superba) per acquistare una Prius II serie (una della auto più brutte che il pianeta abbia mai visto) proprio per inquinare meno, e adesso viaggio con 2 elettriche. E, se posso, è proprio seguendo il tuo ragionamento che dovremmo scivolare verso un pensiero di sinistra (oddio, ormai è divenuta un'offesa). È proprio perché di solito l'individuo e il privato pensa alla convenienza e non al bene comune che dovrebbe intervenire lo Stato (vedi alla voce incentivi, facilitazioni e leggi per indirizzare il mercato). So che è un argomento fuori stagione (e lasciamo perdere comunismo, statalismo e amenità varie che servono solo ai populisti). Per inciso, credo che i tuoi amiantosi conoscenti siano irresponsabili e incoscienti, al di là di ogni dubbio. (Ho citato l'IA per comodità. Ho letto diversi articoli sul riciclo batterie di varie testate nei mesi e anni scorsi, ma non ho il tempo di cercarli al volo, chiedo scusa, ammesso che ci si debba scusare per aver citato un report dell'IA ;-).
Ritratto di Leonubi75
25 febbraio 2026 - 15:07
Compara, mi permetto, prima ancora del privato è il nostro sistema economico in primis che pensa alla convenienza e non al bene comune, il privato si arrangia e fà quel che può quando può in tanti casi. Poi subentra la politica, solitamente fatta di grandi slogan, che puntualmente non danno seguito ai fatti o se lo fanno, sono robe buttate li senza un minimo di pianificazione vera, cavalcando più che altro il sentimento del momento. Basta guardare gli incentivi verso i privati per le rinnovabili e gli efficentamenti energetici, che invece di essere mantenuti o aumentati per stimolare i lavori, sono diminuiti. Stessa pappardella in un Europa fatta prima di tutto di interessi, leggasi Tedeschi che per 20 anni hanno dettato legge e guadagnato anche sulle spalle altrui!
Ritratto di Aguirre
27 febbraio 2026 - 09:47
Ma quale sinistra...Le persone di cui sopra della casetta in ethernit sono il prototipo degli imbecilli che dicono di essere di sinistra. Ci sono migliaia di ettari abbandonati anche solo a 50 km da una città come Roma . NESSUNO e tantomeno quelli di sx li vogliono coltivare..
Ritratto di Leonubi75
27 febbraio 2026 - 10:35
Aguierre, il tuo pensiero è anacronistico. Non esiste più destra, centro o sinistra, sono solo ipotetici schieramenti per dividere il popolo con titoloni che non hanno seguito. Il politico è unito dal pensiero comune dell'interesse personale, ogni tanto butta qualche zuccherino al popolo bue per tenerlo tranquillo e si attaccano a parole per dividere il pensiero comune, ma poi vanno a brindare assieme tenedosi strette le poltrone. Quindi finiscila di annoiare con le baggianate di destra e sinistra!
Ritratto di Comparsa
27 febbraio 2026 - 11:45
Scusatemi per il polverone che ho innalzato. Non so neanche se la policy del sito permetta di entrare in argomentazioni politiche che, però, esulavano dalle mie intenzioni. Quello che ho cercato di intendere è un pensiero di sinistra, non la sua rappresentazione politica o, peggio, partitica. Un ideale, se preferite specificarlo così. Anche utopico, se vogliamo. Spero di aver chiarito almeno in parte il mio pensiero.
Ritratto di Alexspc79
24 febbraio 2026 - 13:17
54
Inutile l'elettrico
Ritratto di Miti
24 febbraio 2026 - 13:23
I costi legati al riciclo e al recupero delle batterie per auto elettriche sono attualmente in una fase di forte transizione. Al momento, riciclare una batteria può costare più che estrarre materiali vergini dalla miniera, ma il divario sta iniziando calare. ​Ecco i costi suddivisi per fasi e fattori influenzanti: ​1. Struttura dei costi di riciclo. ​Il costo totale per il trattamento di un pacco batteria esausto varia generalmente tra i 3 e i 5 euro per kg, ma questa cifra è composta da diverse voci. La logistica ed il trasporto (20-30% del costo) è una delle voci più pesanti. Le batterie delle auto danneggiate sono classificate come "merce pericolosa" (Classe 9 ADR) che richiedono contenitori speciali ignifughi e trasporti autorizzati, il che fa lievitare i prezzi rispetto a una batteria integra. ​Il disassemblaggio (15-20%) è ancora un processo prevalentemente manuale. Smontare il pacco batteria, rimuovere i moduli, i sistemi di raffreddamento e i cablaggi richiede manodopera specializzata, che ancora scarseggia. ​Processo chimico/termico (40-50%), i processi di idrometallurgia con l'uso di acidi e solventi, la pirometallurgia coi forni ad alta temperatura sono energivori e richiedono impianti di filtraggio delle emissioni molto costosi. 2. Il potenziale guadagno di tutto questo processo è il costo netto del riciclo è mitigato dal valore dei materiali recuperati. Una batteria tipica da 60 kWh contiene metalli preziosi che possono valere tra i 1.000 e i 2.500 euro, a seconda delle quotazioni di borsa. ​Nel caso del cobalto e del nichel ad esempio, se la batteria è una NMC (Nichel-Manganese-Cobalto), il valore di recupero è alto. ​Il litio, fino a poco tempo fa non era conveniente recuperarlo, ma con l'aumento dei prezzi del 2022-2023, i processi sono diventati economicamente più sostenibili anche se lontano ancora da essere preferibile al litio di prima scelta. Il rame e l'alluminio hanno un mercato di riciclo già maturo e coprono gran parte dei costi del loro recupero.
Ritratto di Il Bavarese
24 febbraio 2026 - 14:44
Sempre saputo che il riciclaggio rende!
Ritratto di Volpe bianca
24 febbraio 2026 - 14:59
Buona questa :-)))
Ritratto di adesimo
26 febbraio 2026 - 23:44
11
hai ragione solo se ti riferisci al riciclaggio di denaro sporco
Ritratto di AZ
24 febbraio 2026 - 15:24
Verissimo.
Ritratto di AZ
24 febbraio 2026 - 15:27
Non sono affatto costi, ma risorse! Le auto vengono prodotte con risorse prelevate e noi recuperiamo i materiali senza aprire miniere e riducendo l'acquisto di materie prime. È come se da ogni pieno di benzina riuscissimo a recuperare quasi un altro pieno.
Ritratto di Lele_1998
24 febbraio 2026 - 15:36
3
poi magari tra 20 anni si scoprirà che è tale e quale al riciclo della plastica: greenwashing allo stato puro, spostamento di responsabilità dai produttori ai consumatori, percentuale assai inferiore di materiali realmente riciclabili, percentuale infima di materiale realmente riciclato, bugie sulla quantità di materiale riciclato, bugie sull'inquinamento prodotto nel riciclo. Rimarranno nel frattempo stemmi, i loghi, i discorsi dei politici e le direttive. Con inquinamento sempre più alto e gentaglia che scarica la responsabilità sulla persona comune.
Ritratto di otttoz
24 febbraio 2026 - 19:40
e dei miliardi delle batterie esauste dei cellulari nel mondo non gliene frega niente a nessuno
Ritratto di Aguirre
24 febbraio 2026 - 23:02
Moltiplichiamo per 10.000 il peso delle batterie dei cellulari mondiali (50 gr. vs 500 kg) e vediamo che succede. Spero di sbagliarmi
Ritratto di 02-0xygenerator
25 febbraio 2026 - 10:08
Bene. Logica conseguenza di scelte ponderate e in linea con i desiderata moderni. Ottimo.
Ritratto di Tfmedia
25 febbraio 2026 - 10:10
5
Se riclano come per la raccolta differenziata finisce tutto in discarica e si mettono i soldi in tasca, Amen.
Ritratto di preda
25 febbraio 2026 - 10:50
Adesso piazzano auto elettriche, quando saranno a buon punto, chiederanno consulenza all'italia x come creare la tassa sullo smaltimento batterie, di cui l'italia e' specialista in tasse, prendere soldi e poi buttare tutto nell'indifferenziata. Ma prima di mettere la tassa, devono raggiungere e piazzare ancora un po di auto elettriche, altrimenti (gia sono in affanno) ammazzano subito le vendite. Prima le vendi, poi ci metti le tasse
Ritratto di Mbutu
25 febbraio 2026 - 12:50
Peccato che noi saremmo troppo impegnati con i piani Mattei per approfittare di questi nuovi business. Salvo poi, ovviamente, lamentarci che sono stati altri a creare lavoro e ricchezza.
Ritratto di Lomax
25 febbraio 2026 - 15:04
L'EU solo programmi ambiziosi, poi però... Dalle parti di Acerra, Castelvolturno, Giugliano, ecc. come stanno messi "ora" che c'è l'EU? E tutti quei RAEE imbarcati in contanier direzione Africa? Cosa devo pensare del futuro delle batterie delle auto, a parte le dichiarazioni dei diretti "interessati" e dei soliti mercanti d'aria fritta? Iniziate a riciclare la carta nei vostri ufficetti e ad usarne di riciclata, va, invece di pensare a dove comperare il prossimo completo "semi-sartoriale", il prossimo paio di Church, all'auto aziendale da scegliere alla "scadenza" di quella che avete ora. A quelli se metti in mano un Torx si mettono a piangere, senza la serva dietro il kvlo non sanno vivere. Figuriamoci, allora, se sanno com'è fatta un'auto, come la si manutiene, come la si smaltisce, ecc. Roba da plebaglia quella, di cui quindi non si occupano. E allora? Come siamo messi? Previsioni al 2040? Ok, eccome se ci credo. Le batterie tradizionali, un solo metallo, comunque diciamoglielo che è piombo, si riciclano praticamente del tutto, perché è facile alla fine. La batterie al litio sono giusto un filino diverse. Avete presente le Tesla 2170 quanto sono "incasinate" rispetto a delle, ad esempio, BYD Blade? Le mettiamo assieme? No perché, ce ne sono molti altri tipi, tutti con capacità e ricaricabilità pessima, ma tant'è. Tritiamo tutto? E poi? Perché il "meglio" sta nel catodo. Lo "sporchiamo" veramente col litio? E poi? Maddai!
Ritratto di Tfmedia
25 febbraio 2026 - 17:37
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