In seguito alla decisione del governo di eliminare gradualmente lo sconto sul diesel, che si azzererà completamente dal 5 ottobre per lasciare spazio alle accise mobili (qui la notizia), alcune compagnie petrolifere si sono attivate per mettere un tetto al prezzo dei loro carburanti.
La prima è stata Eni, che già da lunedì ha fissato il prezzo a 1,99 euro al litro per la benzina e a 2,19 euro al litro per il diesel. All’azienda italiana si è accodata IP, che applica le stesse tariffe ma in modo progressivo sulla rete. Da domani 1° ottobre anche Q8 sarà della partita: la compagnia petrolifera kuwaitiana ha annunciato che un tetto “modulare”, senza indicare per il momento un prezzo unico massimo per la “verde” e il gasolio.
Se in Italia il contenimento dei prezzi è stato delegato alle compagnie petrolifere, come si stanno muovendo negli altri Paesi europei?
Dal 1° ottobre entrerà in vigore una normativa, che punta ad abbassare il costo del carburante di 12 centesimi al litro per i mesi di ottobre e novembre.
Dal 1° ottobre verrà introdotto un tetto ai prezzi di benzina e gasolio, i cui valori saranno aggiornati quotidianamente. Parallelamente le accise sul diesel saranno ridotte di 0,33 euro al litro.
Il pacchetto di misure avrà inizialmente una validità mensile, ma è stata lasciata aperta una porta per possibili proroghe: un meccanismo analogo era già stato in vigore da inizio aprile a fine luglio. Inoltre, il governo ceco vuole introdurre una tassa sugli extraprofitti delle raffinerie.
In Croazia il governo ha nuovamente fissato prezzi massimi per i carburanti: dal 29 settembre, il prezzo al litro sulle strade croate è pari a 1,85 euro per la benzina e 2,01 euro per il gasolio. Le limitazioni non riguardano i carburanti premium né le benzine a più alto numero di ottani. Inoltre, la regolazione si applica esclusivamente alle stazioni situate su strade statali e provinciali, restando esclusi i distributori autostradali.
Il governo di Parigi ha introdotto nuove misure di sostegno rivolte a lavoratori e imprese: i contributi non sono accessibili a chi non risiede e non lavora nel Paese transalpino, poiché legati a requisiti come un impiego in Francia o lo status di nucleo familiare francese.
Nel dettaglio, da ottobre a dicembre 2026 i lavoratori che utilizzano l’auto per recarsi al lavoro riceveranno nuovamente un bonus carburante di 100 euro, mentre contributi analoghi sono previsti per il personale sanitario che opera a domicilio. Le aziende potranno inoltre riconoscere ai dipendenti un’indennità carburante esentasse fino a 1.000 euro annui.
Il “cheque énergie”, il sussidio finanziario per le famiglie a basso reddito destinato al pagamento di bollette e spese energetiche, sarà erogato anche nel 2027, anticipandolo a gennaio. Accanto alle misure statali, interviene anche TotalEnergies, che ha deciso di limitare i prezzi in parte della propria rete di distributori: la benzina non potrà superare 1,99 euro al litro, mentre il gasolio sarà fissato a un massimo di 2,25 euro.
Dal 1° ottobre in Germania torna il taglio fiscale sui carburanti, destinato a rimanere in vigore fino alla fine dell’anno. La legge introduce una riduzione dell’imposta sull’energia applicata a benzina e gasolio pari a quasi 0,17 euro al litro. Tuttavia, la norma non impone alle compagnie petrolifere di trasferire integralmente il beneficio fiscale ai clienti delle stazioni di servizio.
La misura comporterà una riduzione del gettito fiscale fino a 2,5 miliardi di euro. A partire da gennaio 2027 è inoltre prevista l’introduzione di un tetto massimo al prezzo dei carburanti, una misura fortemente sostenuta dal ministro delle Finanze Lars Klingbeil, ma che continua a generare discussioni all’interno della coalizione di governo.
In Polonia sono scadute le precedenti misure di contenimento dei prezzi e, di conseguenza, il costo di benzina e gasolio è aumentato sensibilmente nel mese di settembre. Con la fine delle vacanze scolastiche è terminato anche il pacchetto di provvedimenti governativi che aveva finora alleggerito la spesa dei consumatori.
Il governo sloveno applica un calcolo quindicinale dei margini di profitto e fissa i prezzi massimi per benzina e diesel sulle stazioni della rete secondaria (strade locali e regionali), lasciando invece i prezzi liberi sulla rete autostradale. Da martedì 29 settembre, il prezzo del gasolio è sceso nuovamente, dopo aver superato la soglia dei 2 euro al litro la settimana scorsa: Lubiana ha infatti deciso di ridurre il prezzo del diesel di 8,3 centesimi, portandolo a 1,929 euro al litro, mentre la benzina ordinaria è aumentata di 1,2 centesimi, attestandosi a 1,760 euro al litro.
A differenza di modelli basati su riduzioni fiscali generalizzate per tutti i cittadini, Madrid punta su rimborsi e aiuti diretti via credito d’imposta indirizzati specificamente al settore dei trasporti, dell’agricoltura e della pesca, lasciando che il mercato libero operi sui clienti privati ma tenendo monitorati i margini dei grandi gruppi energetici (Repsol, Cepsa).
| Paese | Benzina | Diesel | Misura principale | Durata / periodo |
| Italia | 1,99 €/l | 2,19 €/l | Tetto volontario Eni e IP; Q8 con tetto modulare | Dal 1° ottobre |
| Austria | - | - | -12 cent/l | Ottobre-novembre |
| Cechia | Tetto giornaliero | Tetto giornaliero | -0,33 €/l sul diesel | 1 mese, prorogabile |
| Croazia | 1,85 €/l | 2,01 €/l | Prezzi massimi | Dal 29 settembre |
| Francia | 1,99 €/l | 2,25 €/l | Bonus carburante 100 €; indennità aziendale fino a 1.000 €/anno | Ottobre-dicembre |
| Germania | - | - | -0,17 €/l di imposta | Ottobre-dicembre |
| Polonia | - | - | Fine delle misure di contenimento | Da settembre |
| Slovenia | 1,760 €/l | 1,929 €/l | Prezzi massimi sulla rete secondaria | Dal 29 settembre |
| Spagna | - | - | Crediti d’imposta e aiuti diretti a trasporti, agricoltura e pesca | - |



























































