Nel 1969, Marcello Gandini disegnò la Bertone Runabout, una concept car che colpì subito gli appassionati per la sua forma a cuneo protesa in avanti e la caratteristica coda tronca. Da quella showcar non nacque un’auto di serie, ma la sua eredità diventa concreta oggi con la nuova Runabout, una vettura che sarà prodotta in soli 25 esemplari (ognuno personalizzabile dai clienti in collaborazione con il Centro Stile Bertone).

La nuova Runabout inaugura la “Bertone Classic Line”, una serie di vetture pensate per reinterpretare i progetti più iconici dell’azienda. Il debutto pubblico è fissato per il salone Rétromobile 2026 di Parigi, dove la vettura sarà esposta accanto alla concept originale del 1969. Il prezzo di listino parte da 390.000 euro, ai quali vanno aggiunte le tasse locali e le personalizzazioni richieste dal committente.
La carrozzeria, realizzata con un ampio uso di fibra di carbonio per contenere il peso, è disponibile in due configurazioni distinte: la Barchetta, priva di tetto per un’esperienza di guida totalmente aperta, e la Targa, che introduce un tettuccio rigido rimovibile in carbonio per una maggiore versatilità. Sebbene non sia stato confermato dalla Bertone, alla base della Runabout dovrebbe esserci il telaio della Lotus Exige, una scelta che garantisce elevata rigidità torsionale e un peso complessivo a secco di soli 1.057 kg.

Questa impostazione tecnica, unita alle sospensioni a doppio quadrilatero con ammortizzatori regolabili a tre vie, promette una dinamica di guida focalizzata sulla precisione e sulla reattività. Anche il motore è quello della sportiva inglese, cioè il 3.5 V6 sovralimentato posizionato trasversalmente dietro l’abitacolo.
L’unità eroga 475 CV a 6.800 giri e una coppia massima di 490 Nm, valori che permettono alla Runabout di scattare da 0 a 100 km/h in 4,1 secondi e di raggiungere una velocità di punta di 270 km/h. La trasmissione è affidata esclusivamente a un cambio manuale a sei rapporti con rapporti ravvicinati, caratterizzato da una griglia metallica a vista per esaltare il coinvolgimento meccanico del guidatore.

L’abitacolo è stato progettato seguendo un’ispirazione nautica, con una struttura che ricorda il guscio di un motoscafo e integra i sedili in una posizione molto bassa. La plancia si sviluppa come un unico elemento orizzontale continuo, finalizzato a ridurre il disordine visivo e a trasmettere un senso di ampiezza.
Per mantenere il focus sulla guida analogica, la strumentazione è ridotta a un singolo contagiri digitale posto davanti al conducente, mentre al centro del cruscotto è incastonata una bussola nautica. I materiali impiegati, come l’alluminio lavorato dal pieno e la pelle rifinita a mano, sottolineano l’approccio artigianale del progetto.






































