SODDISFACENTE - Appuntamenti con i numeri anche per il gruppo Renault: oggi la casa francese ha presentato i suoi conti relativi al 2012 e mai come quest’anno l’appuntamento è stato seguito in funzione di questioni importanti sul tappeto, come la trattativa con i sindacati per un programma di ristrutturazione mirante a ridurre i costi di produzione. Carlos Ghosn, presidente della Renault ha potuto presentarsi con conti non eccezionali ma anche senza situazioni laceranti come è stato il caso per i concorrenti del gruppo PSA.
DATI POSITIVI - Il fatturato 2012 è stato di 41,27 miliardi di euro, che rappresenta una riduzione del 3,2% rispetto al 2011. Su questo giro d’affari il gruppo ha realizzato un utile operativo di 729 milioni di euro, pari all’1,8% del fatturato, mentre il 2011 aveva prodotto 1,091 miliardi che significavano il 2,6% del fatturato.
IL PESO DELLA NISSAN - Al
bilancio del gruppo le imprese associate partecipano per un importo di 1,504 miliardi di euro, contro i 1,524 del 2011. La parte principale è relativa alla Nissan. C’è poi da considerare la plusvalenza realizzata a dicembre con la vendita di azioni della
Volvo. Il risultato netto del gruppo risulta infine di 1,735 miliardi di euro.
BENE ANCHE LA LIQUIDITÀ - Note positive, soprattutto in considerazione del quadro generale, arrivano dal capitolo della liquidità: il settore automobile ne ha fatto registrare per 597 milioni. Complessivamente il gruppo può registrare la fine dell’indebitamento, con una posizione positiva per 1,492 miliardi di euro, mentre alla fine del 2011 lamentava una perdita di 299 milioni. In questo è stata determinante l’entrata di 1,476 miliardi per la vendita delle azioni Volvo.
L’ALTRA PARTE DEL CONFRONTO - Questo per quanto riguarda i numeri. Ma nella partita importante e delicata che l’industria dell’auto sta giocando, sono importanti anche due altre notizie uscite nella giornata della presentazione dei risultati 2012: la previsione di aumentare la produzione di auto in Francia e la disponibilità del presidente Carlos Ghosn a ridurre i propri emolumenti.
POSTI DI LAVORO - Nel confronto in atto per la riorganizzazione della produzione e dei rapporti di lavoro, i sindacati avevano richiesto con forza impegni produttivi in Francia, affermando che la disponibilità a una maggiore flessibilità e a nuovi più impegnativi ritmi di lavoro doveva avere una contropartita concreta sulle prospettive di produzione in Francia. In pratica i rappresentanti dei lavoratori hanno legato l’accettazione di quanto chiesto dalla azienda in termini di turni, mobilità, tempi di lavoro e remunerazioni, soltanto a fronte di una prospettiva di sicurezza dei posti di lavoro.
I SACRIFICI DEL PRESIDENTE - La dichiarata volontà di Ghosn e dell’attuale management di procedere in questa direzione, mantenendo e anzi aumentando la produzione in Francia, è un tassello importante nella costruzione dell’accordo. Analogamente il fatto che Ghosn abbia fatto filtrare la notizia della sua disponibilità a “congelare” il 30% dei suoi guadagni variabili, è segno di un altro elemento che lascia intravedere una chiusura positiva delle trattative.
SI MANTENGONO GLI IMPEGNI - Secondo a quanto è stato scritto dalla stampa economica (da fonte vicinissima al presidente della Renault) il “congelamento” sarebbe sino al 2017, quando si verificherà se i contenuti dell’accordo sono stati mantenuti, ovviamente da entrambe le parti: la riorganizzazione del lavoro e la ristrutturazione dell’azienda per quanto riguarda il versante dei lavoratori, e l’impegno a mantenere e accrescere la produzione in Francia da parte del management aziendale.