BIZZARRINI GIOTTO - Si chiama Bizzarrini Giotto, la nuova supercar che aprirà un nuovo capitolo per il marchio fondato nel 1964 dal celebre ingegnere livornese classe ’26 e tornato sotto le luci della ribalta un paio d’anni fa grazie alla divisione automobilistica di Pegasus Brands, noto dealer di auto di lusso con sedi a Londra, Ginevra, Kuwait, Abu Dhabi e Dubai (qui la news).
RITORNO AL PASSATO - Il percorso di rinascita di questa piccola azienda-gioiello livornese, la cui parabola si è esaurita nel breve arco di sei anni ma ha lasciato al mondo dei motori capolavori come la berlinetta 5300 GT e le barchette da corsa P538 e P57, era cominciato nell’estate del 2021 con l’annuncio dell’imminente avvio della produzione di una piccola serie di 5300 GT Revival Corsa 24/65. Ventiquattro unità soltanto, costruite secondo le specifiche originali del mitico esemplare telaio 0222 con cui i piloti francesi Regis Fraissinet e Jean de Mortemart nella 24 Ore di Le Mans del 1965 conquistarono la vittoria nella classe riservata alle auto sopra i cinque litri di cilindrata.

UN GIGANTE DELL’AUTO - Nel gotha dei più grandi progettisti di tutti i tempi, Giotto Bizzarrini occupa un posto a parte. Alla corte di alcune tra le più prestigiose case automobilistiche italiane, dall’Alfa Romeo alla Ferrari alla Iso Rivolta, il progettista toscano, oggi novantaseienne, con le sue brillanti intuizioni ha svolto un ruolo chiave nello sviluppo della Ferrari 250 GTO e nella progettazione del primo motore Lamborghini, quel leggendario V12 che emise il suo primo vagito nei primi anni ’60 e da cui si sono sviluppate intere generazioni di propulsori che la casa di Sant’Agata Bolognese ha montato sotto il cofano dei suoi bolidi fino al 2010.
UNA NUOVA SUPERCAR - Facendo leva sul mito, l’attività di ricostruzione delle vetture del passato rappresenta una parte molto importante nel percorso che ha portato alla rinascita del brand Bizzarrini. Ma non è la sola. La neonata casa automobilistica italo-britannica ha deciso di misurarsi anche sul terreno delle supercar moderne, gettando un guanto di sfida a un mostro sacro del settore come la Pagani Huayra. Per farlo, ha confezionato un’auto che promette “fuochi d’artificio”: disegnata da Giorgetto Giugiaro, che sessant’anni tracciò le forme della Bizzarrini 5300 GT, la nuova Bizzarrini Giotto evoca l’eleganza senza tempo di quel modello, proiettandola in una dimensione ultramoderna.

SARÀ UN MISSILE “DURO E PURO” - Della nuova Bizzarrini Giotto la casa ha diffuso nelle scorse ore una prima carrellata di rendering che prefigurano l’aspetto della vettura reale, che appoggerà le ruote su strada per i primi test nel 2024. Realizzata in materiali compositi, la carrozzeria, bassa, larga e muscolosa, è formata da superfici morbide e sinuose, con una coda a goccia per smaltire con più efficacia i flussi d’aria che la lambiranno alle alte velocità. A tal proposito, le prestazioni fornite dal motore, un grosso e potente V12 aspirato di derivazione Lamborghini, non sono state ancora dichiarate, ma di certo non si discosteranno molto da quelle di una Aventador, una “belva” capace, nella potente versione Ultimae che l’ho scorso anno l’ha accompagnata alla pensione, di “bruciare” lo “0-100” in meno di tre secondi e superare i 350 km/h (leggi qui il nostro primo contatto). Il direttore tecnico della Bizzarrini, Chris Porritt, in una nota ufficiale ha precisato che con la Giotto l’obiettivo finale non è “inseguire tempi di accelerazione o record sul giro, ma sviluppare un'auto per piloti esperti” che in un’auto da sogno ricercano innanzitutto “purezza, autenticità e rarità”.



















